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A cura degli agenti della Mobile

Rapina e lesioni: arrestati 2 ospiti del CARA di Mezzanone

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Foggia. GLI agenti della Squadra Mobile di Foggia ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto Alabi Festus – classe 1996 cittadino nigeriano domiciliato – e Danel Louis – classe 1995 cittadino nigeriano – entrambi domiciliari al C.A.R.A. di Borgo Mezzanone. Entrambi sono stati ritenuti responsabili dei reati di Rapina e le lesioni gravi in concorso.

I FATTI. La “sezione Criminalità Diffusa, Straniera e Prostituzione” nella serata del 19.04.2016 ha proceduto al fermo di indiziato di delitto a carico di Alabi Festus e Danel Louis, poiché gravemente indiziati del delitto di cui agli Artt., 628, 582,110 C.P. rapina e lesioni personali dolose in concorso commessi il 18.04.2016 presso i C.A.R.A. di Borgo Mezzanone in danno di 2 cittadini connazionali domiciliati entrambi all’interno del C.A.R.A. Verso le ore 01.45 del 19.04.2016 il medico di turno presso il l’ambulatorio presente all’interno del C.A.R.A. di Borgo Mezzanone,provvedeva a prestare le prime cure ad un ospite del campo di accoglienza di nazionalità nigeriana, ivi giunto in seguito a ritrovamento nelle campagne circostanti, politraumatizzato da aggressione. In seguito alle cure lo stesso veniva trasportato con ambulanza del servizio 118 presso il locale nosocomio, dove sono stati riscontrati – dopo i primi esami clinici – un trauma cranico in paziente policontuso e veniva ricoverato presso il reparto di neurochirurgia con prognosi riservata. Personale di questa Squadra Mobile, intervenuto per il prosieguo delle indagini, ricostruiva l’intera vicenda delittuosa patita: la vittima nel corso della precedente giornata alle ore 12.30 circa, mentre si trovava nel proprio alloggio, è stato aggredito da alcuni connazionali che introducendosi nel suo modulo abitativo, lo circondavano lo rapinavano del portafogli. La stessa sera, dopo le 21.00 le medesime persone, si introducevano nel suo modulo e lo trascinavano fuori con forza,conducendolo in aperta campagna,dove con una bottiglia contenente del liquido infiammabile riconosciuto dalla vittima come petrolio per l’odore tipico elo hanno versavano negli occhi della vittima. Nel corso delle dichiarazioni riferiva altresì che veniva picchiato violentementecon delle mazze e che uno degli aggressori era in possesso di un’accetta, con le quali lo colpivano al capo e sul corpo fino a fargli perdere i sensi per ritrovarsi successivamente in ospedale. Nonostante il bruciore agli occhi causato dal liquido infiammabile che gli era stato versato, poteva intravedere gli aggressori e riconoscerli. La ragione di questa spietata violenza è da attribuire all’intenzione che il branco aveva di “assoggettare” la vittima alla banda capeggiata da un cittadino nigeriano già noto alle forze dell’ordine.

Nel corso dell’attività investigativa, altro personale dipendente, escuteva a verbale un ospite del cara di nazionalità nigeriana, altra vittima delle aggressioni ad opera del branco criminale. In particolare, la vittima riferiva che da circa sei giorni veniva minacciato ed aggredito da tre cittadini nigeriani da lui conosciuti. Questi, tentavano di “agganciarlo” addebitando il fatto di voler parlare di “affari” ma puntualmente lo stesso si rifiutava in quanto conosceva i loro loschi traffici. Proprio a seguito dei ripetuti rifiuti, la notte del 14.04.2016, verso le ore 02.00 gli stessi si introducevano nella stanza occupata dal cittadino nigeriano inerme e lo colpivano violentemente al capo con un bastone di metallo. A seguito di tale episodio, la vittima è stata refertata nel locale Pronto Soccorso che diagnosticava un trauma cranico con ematoma epicranico temporale destro.

La vittima dei fatti – il 18 aprile 2016 – è stato minacciata di morte nel pomeriggio e intimorita per la minaccia subita rientrava nella sua stanza per poi uscirne alle successive ore 21.30 allorquando, veniva aggredito da sette nigeriani tra i quali riconosceva senza ombra di dubbio i responsabili della prima aggressione. La vittima è stata colpita dal branco con calci e pugni e anche con un machete sulla parte destra della testa e sull’avambraccio destro. L’uomo, che sanguinava copiosamente, stordito, è caduto in terra perdendo i sensi. Nel corso delle attività infoinvestigative, personale dipendente, si portava all’interno del C.A.R.A. per acquisire ulteriori elementi utili alla prosecuzione delle indagini e la p. o. riusciva ad individuare i suoi aggressori. Nelle prime ore del pomeriggio del 19.04.2016, durante le fasi di acquisizione degli elementi utili all’esecuzione del fermo, personale della “II sezione Criminalità Diffusa, Straniera e Prostituzione”interveniva per sedare una violenta rissa sviluppatasi nei pressi del campo di calcetto ubicato all’interno del C.A.R.A. che vedeva coinvolti numerosi ospiti nigeriani e francofoni. Gli operanti avevano modo di notare che tra gli elementi più aggressivi che istigavano il gruppo dei nigeriani alla rivolta vi erano Alabi Festus e Danel Louis che sono stati bloccati e isolati dal gruppo di rivoltosi. Entrambi i facinorosi erano 2 dei cittadini nigeriani riconosciuti dalle vittime come gli elementi più aggressivi del branco che aveva posto in essere la rapina e le inaudite violenze nei loro confronti. Pertanto Alabi Festus e Danel Louis sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e associati in carcere, a disposizione dell’A.G. procedente.

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • svolta

    Hanno sbagliato… rispediteli al loro paese con raccomandazione…. senza ricevuta di ritorno. Così imparano e fanno da insegnamento ad altri che per vivere ospitale bisogna non delinquere.

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