ManfredoniaSpettacoli
Tutto parte dall’amore viscerale per il mare

“Uccidendo me uccidi anche il mio paese”, Angelo Vassallo: il sindaco pescatore

Un ulteriore doveroso ringraziamento è andato al regista Enrico Maria Lamanna e agli autori Edoardo Erba e Dario Vassallo

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Manfredonia. Ultimo appuntamento per Germogli, la stagione di prosa 2015-2016 del Teatro Comunale Lucio Dalla, sul palco Ettore Bassi ne “Il sindaco pescatore”, trasposizione teatrale della vita di Angelo Vassallo, di cui lo scorso febbraio abbiamo visto anche la versione televisiva, interpretata da Sergio Castellitto e targata RaiUno. Sindaco di Pollica (SA) fra il 1995 e il 2010, Vassallo è stato un esempio di buona politica, e ha portato nel suo paese, pieno di bellezza e contraddizioni, come la maggior parte dei paesi del sud, legalità e sviluppo sostenibile, tanto da dar fastidio a più di qualcuno e pagare con la vita l’amore totalizzante per la sua terra. La sera del 5 settembre 2010 infatti Angelo Vassallo viene ucciso con 9 colpi di pistola da un assassino ancora oggi ignoto. E’ a questo “ragazzo” che Angelo si rivolge sulla scena, provando idealmente, nei 30 centesimi di secondo che intercorrono fra l’incontro dello sguardo dell’assassino col dito sul grilletto e la sua morte, a raccontargli la sua storia e contemporaneamente quella del suo paese.

Tutto parte dall’amore viscerale per il mare, Angelo infatti prima di essere sindaco è un pescatore e non smetterà mai di esserlo. Il mare, afferma, sa essere generoso, ma in cambio chiede all’uomo rispetto, disciplina e concretezza nell’agire. E questi saranno anche i cardini dell’attività politica di Vassallo, che non ha paura di sporcarsi le mani e affrontare i problemi di petto e in prima persona, perché “quando le cose servono, vanno fatte”. Vassallo, fra le altre cose, allontana i lavativi dal suo staff, fa approvare un’ordinanza che condanna chiunque getti rifiuti in terra ad un’ammenda di 1000 euro e fa installare un depuratore per il mare di Pollica, tanto da fargli guadagnare per anni la bandiera blu di Legambiente. Ma attraverso tutto questo regala alla sua gente fiducia e speranza in un futuro migliore, facendo uscire i più dallo stato di immobilismo, rassegnazione e omertà che caratterizza gran parte del sud Italia. E così, fra giochi suggestivi di luci ed ombre, scorre sul palco senza mai annoiare, la storia di un “eroe umano”. La sua forza più grande è stata forse quella di fare grandi cose a piccoli passi e senza darci troppo peso, non sentendosi mai arrivato e restando sempre un pescatore che a una cena di rappresentanza preferisce una pastasciutta in famiglia e a un bel po’ di soldi un amico sincero. Nelle ultime battute Angelo chiede infatti al sicario di non ucciderlo perché “ha ancora tante cose da fare, e uccidendo lui ucciderebbe anche un po’ la sua famiglia ed il suo paese”.

Anche Ettore Bassi ha saputo entrare nel personaggio di Angelo Vassallo a piccoli passi, senza invaderlo, ma lasciandolo parlare e risultando, con lo scorrere dello spettacolo, sempre più presente e coinvolgente. A supportarlo, alcune voci fuori campo, che hanno reso più vivace il lungo monologo e alcuni piccoli allievi di una scuola di teatro di Sannicandro Garganico, cornice importantissima delle scene finali. Nel prendere l’applauso finale, l’attore barese, volto noto e amato della fiction, ha ringraziato il pubblico per la presenza e la pazienza (lo spettacolo infatti ha subito vari rinvii e quella di Manfredonia è così diventata l’ultima data della tourneè). Un ulteriore doveroso ringraziamento è andato al regista Enrico Maria Lamanna e agli autori Edoardo Erba e Dario Vassallo, fratello di Angelo, nonché autore del libro Il sindaco pescatore, da cui è stata tratta la piece.

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)



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Commenti


  • lester bangs

    Bella rappresentazione…ecco i veri esempi per la nostra terra. ANGELO VASSALLO. Crediamoci


  • gaetano

    Manfredonia merita un sindaco che ami la sua terra e il mare come la propria vita.


  • luca

    ho assistito alla rappresentazione con poca volontà e senza aspettativa alcuna. Sbagliavo, anzi ero proprio fuori rotta. Già dalle prime battute si respirava un’aria di trasporto professionalità che l’attore Ettore Bassi infondeva nel pubblico attento ed attonito. Più passava il tempo e più il trasporto era totale , sentivi di essere spettatore e protagonista nello stesso tempo. Nel finale , i colpi di pistola, esplosi con violenza scuotevano noi tutti dalle poltrone del teatro per sbatterci in faccia la cruda realtà del sud Italia. Le ultime battute sono state recitate con un’enfasi tale da farti dimenticare di essere uno spettatore inerme ed inutile al sistema, ognuno di noi ha ritrovato l’orgoglio di sentirsi parte sana ed onesta paese.


  • Una scogliera bellissima trucidata.

    Se c’era Vassallo con il kasso distruggevano la secolare scogliera del villaggio dei pescatori.


  • la volpe di coppa nevigata

    Tanti sindaci emulano Cetto la qualunque, altro che l’eroico sindaco di Pollica.

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