Murialdo, le Confessioni di Sant’Agostino nella lettura di un ateo
Foggia – IL principio dell’essenzialismo cristiano, che da Sant’Agostino trova riscontro anche nell’attualità. Si è svolta lo scorso lunedì 14 maggio presso l’aula Magna dell’Istituto “Murialdo” di Foggia, al termine del collegio dei docenti, una conferenza avente come oggetto la filosofia e in particolar modo la figura di Sant’Agostino.
Nell’occasione, il professor Giacomo Tortorella, ex dirigente scolastico del liceo “A. Volta” e dell’istituto “C. Poerio” di Foggia, nonché insegnante di filosofia, ha tenuto una interessante relazione dal titolo “Le confessioni di S. Agostino nella lettura di un ateo”, in cui ha ripercorso alcuni aspetti della vita del filosofo, che trovano posto anche nella realtà che stiamo vivendo. Lo stesso professore, nonostante la sua vocazione atea, si è infatti ritrovato in molti aspetti e temi trattati da Sant’Agostino.
Nella relazione si racconta come nel periodo adolescenziale, Agostino era un ragazzo turbolento che angosciava e preoccupava i due genitori Patrizio e Monica. Avviato da adolescente agli studi di retorica per volere del padre, Agostino si dedicava però a compiere malefatte e peccati continui, come i furti compiuti assieme ad alcuni suoi amici coetanei solo per il gusto di infrangere le regole morali e le leggi civili e sociali. Il filosofo dice di “aver iniziato il percorso vergognoso della sua rovina che l’avrebbe portato all’abisso della morte dell’anima”. Fu un’opera di Cicerone a segnare la svolta nella vita del giovane Agostino. Il libro, intitolato Ortensio, accese il suo amore per la filosofia, e quindi l’amore per la sapienza. Da allora mutò alcune concezioni, ad esempio sull’amicizia che era possibile, secondo lui, solo tra persone oneste.
Agostino si rese conto della pochezza d’animo della cultura del tempo. Il filosofo racconta ad esempio di aver deciso di partecipare a un concorso di poesia, ma di avervi rinunciato di fronte alla richiesta da parte di un componente della commissione giudicatrice di una somma al fine di favorirgli il successo. Un percorso spirituale cui contribuì l’incontro con Sant’Ambrogio e la lettura di Paolo. Compiuto il “rinnovamento”, Agostino decise così di ritirarsi in una villa a Cassiciaco con pochi amici e il figlio Adeodato e dopo aver ricevuto il battesimo da Ambrogio decise di rientrare in Africa per esercitare il suo nuovo esercizio religioso che lo porterà ad essere vescovo d’Ippona e Padre della Chiesa. L’incontro di lunedì scorso è stato fortemente voluto dal dirigente scolastico della Murialdo, Antonio Coppola, e dai docenti tutti a testimonianza della sensibilità della scuola alle tematiche dell’esistenzialismo e della filosofia applicata ai giorni nostri.
Redazione Stato








0 commenti
Puoi essere il primo a lasciare un commento.