Cronaca
Nota stampa

Querelle Pestalozzi San Severo. “Lettera Aperta” al pubblico della referente genitori della 2ARA e 2ARB

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San Severo. Una delle mamme referenti per le richieste e iscrizioni area artistica del gruppo genitori per gli studenti della 2ARA e 2ARB interessati all’indirizzo Arti Figurative Plastico Pittorico del Liceo Artistico dopo avere appreso sempre dopo la stampa, la risposta della dirigente del plesso scolastico in oggetto, risponde alle lamentele mosse della stessa dirigente All’uopo, la referente per le richieste e iscrizioni area artistica del gruppo genitori per gli studenti della 2ARA e 2ARB interessati all’indirizzo Arti Figurative Plastico Pittorico del Liceo Artistico E. Pestalozzi di S. Severo, sig.ra Paola Piras, risponde alla dirigente Isabella De Finis.

Ecco la sua “verità” con “Lettera Aperta” inviata agli organi di stampa, con la speranza che possa muovere coscienze affinché sia la dirigente dell’istituto in oggetto, sia le istituzioni competenti, possano incontrare pubblicamente e tutti insieme sia gli studenti, sia i genitori, sia i docenti, per addivenire a soluzioni produttive per l’attività scolastica.

«Carissimi lettori, la dirigente scolastica Isabella De Finis non risponde affatto punto per punto alla protesta degli studenti. Più che altro parla con se stessa o di quello che le piace scegliendo ciò che le sembra utile e non affronta i contenuti della protesta. Si concentra su una sola questione: la sua meccanica difesa! Tra l’altro dirottata su aspetti organizzativi scolastici che detti in quel modo mi appaiono frasi astratte, data la seria circostanza in cui vengono calate. Il suo intervento sulla protesta, che definisce infondata, è una modo acrobatico di negare la realtà e offende gli studenti e i genitori. Infatti la dirigente nel suo intervento tiene a tacere che gli alunni e le loro famiglie hanno già espresso le loro richieste e iscrizione che da oltre 60 giorni sono depositate al protocollo scolastico, ma lei le ha ignorate e ciecamente trascurate nel totale silenzio. Ed ecco che la protesta fondatamente dice: “dirigenti sordi”.

Oggi invece, sempre dopo i 60 giorni di silenzio la dirigente, vanitosamente, vanta nuove iscrizioni che invece denotano un aspetto inquietante, in quanto rivolte ad un indirizzo diverso da quello scelto dai nostri figli. Ma cosa sarà improvvisamente accaduto? È evidente che la protesta degli studenti sia più che fondata visto che gli stendi si ritrovano immessi in un indirizzo non scelto in origine da loro, ma incanalato da strani stratagemmi frettolosi e ambigui. Per quanto riguarda le firme che i nostri figli hanno raccolto e che la dirigente orgogliosamente nega, ci sono!! E sono tante quanto bastano, e poco importa dove esse siano state raccolte, tenuto conto che un unico istituto scolastico ne può rilasciare centinaia.

Il tentativo della dirigente di sfiduciare le iniziative degli studenti è l’unico segno reale che manifesta sino ad ora e dimostra la mancanza di dialogo con gli alunni che invece rappresentano il centro vitale della scuola. Tutto questo la dirigente non lo racconta nel suo intervento, ma preferisce oscurare genitori e alunni, raccontando una storia di fatti completamente diversa dalla realtà per poi gettare un rapido colpo di spugna su tutto per far sembrare che oggi le cose sono tutte tranquille. Ma non è cosi, le tracce di questa storia sono ancora tutte qui. Infatti mi faccio ancora tante domande, tra cui come mai solo adesso a distanza di due mesi la dirigente esprime qualche apparente giustificazione? E come mai lo fa rispondendo ad un articolo posto su un giornale? Perché non ci ha convocati personalmente per esporci le sue idee? È il giornale il nostro luogo di incontro?

Meritiamo di apprendere risposte ai nostri figli attraverso i giornali su internet? Questo enigma nel quale siamo stati catapultati ci smarrisce e ci addolora, e complica i rapporti scuola-famiglia, gettandoci in oscure spirali. Quando i nostri figli ci protestano qualcosa noi non li emarginiamo in quanto il silenzio li renderebbe soli ed in balia dei loro dubbi.
La dirigente ha trasformato i nostri figli in postini e porta voce del suo ufficio nel subordine che lei ha stabilito nel suo intervento giornalistico. In una realtà dove la comunicazione viaggia a velocità impressionante, come la rete internet, lei, la dirigente è controcorrente, preferendo il passaparola inesatto delle sue comunicazioni verbali, prive di ogni ufficialità. La dirigente non si è scomodata affatto, ha pensato nel suo immaginario di raggiungere con una sola comunicazione astratta e preconcetta tutte le famiglie degli studenti e supposto che tutti i genitori magicamente avrebbero dovuto intuire e leggere le sue apparenti giustificazioni su un giornale evitando quindi il confronto e il dibattito reale. Mentre oggi anche la politica finalmente comprende di dover essere più vicina al cittadino, la dirigente cerca spazi interplanetari per collocare le sue idee. Siamo noi quei genitori che non ci stiamo a questi strani giochi metafisici. Noi a differenza sua siamo lieti della reazione scolastica dei nostri figli e li ammiriamo e li aiutiamo per quello che sono riusciti a fare e che vorranno fare ancora con le proprie forze unite alle nostre, nell’esprimere i loro bisogni con civiltà e democrazia. Abbiamo seguito con occhi vigili il loro entusiasmo in questa scelta e protesta, la bontà delle loro innocue intenzioni nell’esprimere il loro pensiero e ci associamo ai loro desideri e ai loro sogni. I nostri ragazzi ci hanno riferito giorno per giorno ogni cosa e siamo stati in ascolto, guardinghi e protettivi, consapevoli dell’ importanza delle loro istanze formative e di quanto stanno ancora richiedendo.

La dirigente al contrario, non ci ha mai informato di nulla di questa evoluzione di fatti, ci ha tenuti fuori dalla vita scolastica non facendoci pervenire nessuna comunicazione su cui poter fare le giuste e dovute riflessioni, non siamo mai stati convocati tutti per discutere serenamente del futuro dei nostri figli. La dirigente ha agito in totale autonomia contraddicendo un punto essenziale sancito nelle normative che cita testuali parole a riguardo del rapporto scuola-famiglia e per ciò che concerne la elaborazione dei piani di studio. Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altresì conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti.
Questa spiacevole e dubbia evoluzione di fatti mi spinge a chiedere un arbitraggio degli organi scolastici superiori a quelli della dirigenza scolastica per ricostruire questa offuscata circostanza e addivenire ad una serenità totale con la speranza che tutto torni alla trasparenza legale. Mi farà molto piacere intervenire ancora su questo argomento se la redazione me ne darà l’opportunità.»

Paola Piras, referente per le richieste e iscrizioni area artistica del gruppo genitori per gli studenti della 2ARA e 2ARB interessati all’indirizzo Arti Figurative Plastico Pittorico e soprattutto genitore di uno degli studenti delle classi 2ARA e 2ARB del Liceo Artistico E. Pestalozzi di San Severo



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