Cultura
Per il ruolo "fu incoraggiato dalla nonna Adelaide con un gioco"

Dura solo un attimo la gloria – D.Zoff, 2014

La vita del grande portiere friulano è narrata nella sua interezza, dall'infanzia al presente, vissuto suo malgrado lontano dai campi di calcio

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Bologna/Manfredonia – È un periodo propizio per le biografie dei personaggi sportivi, favorito dallo strepitoso successo ottenuto da Open di Andre Agassi, osannato dai critici di tutto il mondo e diventato un vero cult letterario. Ci hanno provato praticamente tutti i più grandi, e non poteva esimersi il nostro Dino Zoff, mito assoluto del calcio italiano.

DURA SOLO UN ATTIMO, LA GLORIA. Quando, da bambino, nel suo paese Dino Zoff collezionava foto sbiadite di portieri strappate dai pochi giornali che arrivavano a Mariano, fu incoraggiato dalla nonna Adelaide con un gioco: lei tirava le prugne in aria e il piccolo Dino doveva prenderle al volo. Tutto cominciò così, poi arrivò il pallone vero, l’Udinese, il Mantova, il Napoli, la Juventus. Una carriera lunga con momenti belli e altri brutti, con tanti campioni visti da vicino come Pelè, Sivori, Altafini. Scrive Zoff: “Succede ogni giorno, all’improvviso, quando al circolo, al golf, o al parco con i miei nipoti, mi capita di sentire il profumo dell’erba. Allora non riesco a domare un brivido, una nostalgia bellissima, istintiva. E mi dico che sì, aveva ragione mia nonna, la gloria dura un attimo solo. Ma certi attimi, se li sai coltivare, possono durare una vita intera”.

ANALISI. Chiunque abbia più di quaranta anni sa chi è Dino Zoff, probabilmente conosciuto anche da persone più giovani, così come oggi tutti conoscono Lionel Messi e le meraviglie che è in grado di creare sul campo di calcio col pallone tra i piedi. Nella sua lunga carriera di portiere Dino Zoff ha vinto quasi tutto, una vita sportiva ricca di successi che ha raggiunto l’apice con la vittoria del Campionato del Mondo di calcio in Spagna nel 1982, in quel magico 11 luglio quando, da capitano della nazionale italiana, sollevò al cielo di Madrid quella coppa che gli italiani aspettavano da 44 anni. Anche per questo gli autori di quella storica impresa divennero eroi ai nostri occhi, in grado ancora oggi (e dopo un altro mondiale vinto) di regalarci grandi emozioni con il racconto di quelle partite. Dino Zoff aveva 41 anni nel 1982, aveva già disputato altri tre mondiali, tra cui quello molto positivo nell’Argentina dei desaparecidos e di Maradona. Tutto raccontato in questa bellissima biografia dove però c’è molto altro. La vita del grande portiere friulano è narrata nella sua interezza, dall’infanzia al presente, vissuto suo malgrado lontano dai campi di calcio.

Dai primi contratti al passaggio alla Juventus, della quale è stato a lungo un pilastro, alle avventure con la nazionale, prima da calciatore e successivamente da commissario tecnico con la vittoria sfiorata nella finale dell’Europeo 2000 contro la Francia. Ci sono poi le esperienze da allenatore e tanti altri episodi che Dino Zoff racconta con grande sincerità, con ironia e con quella onestà che ne ha fatto da sempre esempio luminoso di correttezza. Molto toccanti i ricordi legati a Enzo Bearzot e soprattutto a Gaetano Scirea: il racconto del dopo partita di Italia-Germania del 1982 è alta letteratura, sebbene si tratti di vita vissuta. Questa biografia è una lettura consigliata a tutti e dovrebbe essere imposta ai giovani che sognano di diventare i campioni di domani ma che non sanno nemmeno dov’è di casa la cultura sportiva.

L’AUTORE. Dino Zoff è nato a Mariano del Friuli nel 1942. Allenatore, commissario tecnico, dirigente sportivo, è stato il più grande portiere nella storia del calcio italiano.

Il giudizio di Carmine
Dino Zoff
DURA SOLO UN ATTIMO, LA GLORIA
2014, Mondadori
Valutazione: 4½/5

(A cura di Carmine Totaro – Redazione Stato@riproduzioneriservata)



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