CulturaManfredonia
A cura di Paolo Cascavilla

Dio è nei dettagli. Ma anche il diavolo è sottile

Spiegare il valore delle piccole cose è molto triste

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Manfredonia. “Si è pensato a fare quella scemenza dei baby pit stop e non…” Questo è stato detto con convinzione da una persona “autorevole”. Aveva ragione. I baby pit stop sono una sciocchezza, rispetto alla povertà, alle bollette da pagare, agli affitti, al lavoro che non c’è, ai Comparti… I bay pit stop sono stati promossi dall’Unicef: mettere in alcuni luoghi pubblici una postazione riservata, discreta per cambiare i pannolini, allattare i bambini… Quattro a Manfredonia. Si pensavo che questa piccola pratica si sarebbe estesa, visto che non costa niente. Invece no. Si credeva che anche nelle chiese si mettesse in pratica. Invece no.

Don Milani scrive: “Una volta una donna in chiesa aveva il bimbo in braccio che piangeva. ‘Lo porti fuori’ le dicevano. Niente. Poi scoprì il seno e lo ha allattato. Le donne si sono scandalizzate. Non sanno poverine quante sono le Madonne allattanti nelle chiese, nelle pievi… Il Pollaiolo dipinge la carità, raffigurandola con la Madonna che allatta”. L’atto di allattare è un atto riservato, è fatto di tenerezza, di pause. Il bimbo si ferma e guarda la madre, poi si riattacca, sorride… e così l’atto del cambiare i pannolini… E’ un rito.

In un ristorante ho visto una donna imbarazzata che doveva cambiare, allattare… Aveva quasi vergogna di dirlo ai camerieri, che poi si sono messi subito a disposizione. Ho visto donne in auto, in estate, che allattavano, mentre il marito muoveva il ventaglio per un po’ di fresco. Chissà, forse pure la giornata dell’allattamento al seno (raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità) è una scemenza. La denatalità scaturisce solo da questioni economiche o vi è anche una cultura poco favorevole alla maternità? La richiesta agli autobus urbani di ricavare un posto per il carrozzino è una sciocchezza. Però una mamma alla stazione campagna di Manfredonia non è potuto salire perché il bus (la circolare) era già pieno e non ha trovato nessuno che l’aiutasse. “Aspetta l’altra corsa” – ha detto l’autista. Tutte le azioni family friend (amiche della famiglia): sentieri nel Parco o a Lago salso per i carrozzini, barriere architettoniche, la giornata dell’infanzia… Sciocchezze per davvero. O piccoli segni di rispetto per la maternità? “Ora che avete avuto un figlio, cambia tutto. Dite addio a tante abitudini, alle serate con gli amici…”. Questa frase sarà stata detta e ascoltata tante volte. E perché si devono cambiare abitudini? Perché non è possibile conservare il rapporto con gli amici? Non è possibile pensare a un servizio di baby sitter notturno per permettere la notte di Capodanno di darsi gli auguri anche con gli amici? D’accordo che una nascita cambia molto la vita, ma perché la maternità – paternità va vissuta in modo quasi punitivo?

“Salve ragazzi, come è l’acqua?” – Dice un pesce anziano a due pesci giovani, che nuotano in direzione contraria, e che dopo un po’ allontanatisi si chiedono “che cavolo è l’acqua?”. Noi potremmo dire “che cavolo è la cultura?”. Già, parliamo di cose normali. Piccole cose. Di cui non si dovrebbe nemmeno discutere. Come “il buon giorno che vuol dire davvero buongiorno” del film Miracolo a Milano.

Il Dio delle piccole cose. Un romanzo della indiana Arundhati Roy. Un amore assolutamente proibito concepito da una donna nei confronti di un “intoccabile” e raccontato ponendo l’attenzione su cose ordinarie, insignificanti. “Sapevano che non c’era posto dove potessero andare. Non avevano niente. Nessun futuro. Perciò si aggrappavano alle piccole cose”.

Spiegare il valore delle piccole cose è molto triste. Dio è nei dettagli, affermava un poeta. Ma a Monte Sant’Angelo dicono che il diavolo è sottile. Si sa che il diavolo è stato sconfitto da S. Michele, ma non per sempre. Ritorna spesso.

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte futuriparalelli.it)



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