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A cura di Nicola Ciociola

Siponto christiana e le ‘vitae’ di Lorenzo Vescovo di Siponto (I – VI sec.)

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SIPONTO CHRISTIANA E LE “VITAE” DI LORENZO VESCOVO DI SIPONTO (I – VI SEC. ) – parte seconda

Foggia. Le condizioni in cui doveva operare il Papato in Occidente, caduto ormai sotto il dominio di forze barbariche, con Roma sotto la signoria di Odoacre, erano tutt ‘altro che liete. Per il fatto che questi nuovi padroni professavano l’ arianesimo in forma assai intollerante e violenta, le popolazioni assoggettate ebbero a patire miserie sanguinose persecuzioni. In questo contesto si pone la figura storica di San Lorenzo che giunse a Siponto per reggere la sede vescovile.

Su questo Santo sono state scritte alcune operette agiografiche che, convenzionalmente, chiameremo “VITAE LAURENTII” e che, con molta umiltà, cercheremo di analizzare.
Le “VITAE” finora conosciute sono le seguenti:
-”VITA I” o “VITA MAIOR”, conservata negli “ACTA SANCTORUM” ;
-”VITA II” o “VITA MINOR”, conservata negli “ACTA SANCTORUM”;
-”VITA METRICA”, “PRIUS EXEMPLAR”, conservata neli “ ACTA SANCTORUM””;
-”VITA METRICA”, “SECONDUS EXEMPLAR”, conservata negli “ACTA SANCTORUM”;
-”VITA VEL OBITUS SANCTI LAURENTII SIPONTINI ARCHIEPISPOPI”, conservata nel Codice “VATICANO LATINO 5834, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma;
-”VITA VEL OBITUS SANCTI LAURENTIJ SIPONTINI EPISCOPI”, conservata nel Codice “OTTOBONIANO 870”, presso la Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma;
-”VITA VEL OBITUS SANCTI LAURENTIJ SIPONTINI EPISCOPI”, conservata nel Codice “VALLICELLIANO H29”, conservato pressso la Biblioteca Vallicelliana di Roma.

Le ultime tre “VITAE”, ad onor del vero, furono riportate per la prima volta dalla Dr.ssa Tiziana CATALLO in una tesi di laurea e furono dette “VITAE ROMANAE”, per il fatto che sono conservate, come si è visto, in Biblioteche romane. Cominceremo a parlare della “VITA I” o “VITA MAIOR”. Questa composizione agiografica in latino rd interamente in prosa è detta anche “VITA MAIOR” perché è di quasi 1/3 più lunga della “VITA II” o “VITA MINOR”, che poi esamineremo. E’ conservata negli “ACTA SANCTORUM”, nella sezione “BIBLIOTHECA HAGIOGRAFICA LATINA” (B.H.L.).

Gli “ACTA SANCTORUM” sono una collezione di ben 68 volumi a stampa, pubblicati tra il 1643 ed il 1940, a cura dei “BOLLANDISTI”, gesuiti belgi. La raccolta interamente dalle diverse biografie dei Santi e dei Martiri, dall’ inizio dell’ era cristiana e fino alla Riforma. Le stesse “VITAE” sono ai margini della pagina piene di annotazioni e commenti storici. Le agiografie sono, inoltre, organizzate secondo il giorno ed il mese in cui viene a cadere la relativa festività religiosa del Santo cui si riferisce, così come è riportata nel calendario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Ad aver avuto per prima questa idea fu il gesuita tedesco Herbert ROSWEYDE (1569-1629). La sua opera continuò in Belgio ed una prima stesura dell’ estenuante fatica prese il titolo di “FASTI SANCTORUM QUORUM VITAE IN BELGICIS BIBLIOTHECIS MANUSCRIPTAE ASSERVAMUR”. Alla sua morte, i Gesuiti belgi affidarono di continuare la raccolta al padre Jean BOLLANDUS, religioso della stessa Compagnia. Questi di fronte all’ enorme lavoro di catalogazione e compilazione si avvalse dell’ ausilio di Godefroid HASCENIUS (1601-1681). E, lo stesso BOLLANDUS con l’ HASCENIUS curarono, per quanto ci riguarda, la “VITA S. LAURENTII EP. SIPONTINO IN APULIA”. E, sempre al mese di febbraio, al giorno VII, dalla pagina 56 alla pagina 68, del secondo tomo, si può visionare la biografia laurenziana.

Nel “COMMENTARIUS PRAEVIUS”, a pagina 56, si ha modo di leggere anche nel modo seguente “TRIPLICEM ILLIUS VITAM DAMUS, QUAM EX VETERI CODICE MANU IN MEMBRANA EXARATA ASSERVATUR, DESCRIPTAM, NOS TRASMISSIT ANTONIUS BEATILLUS NOSTER…”. Le tre versioni delle “VITAE” laurenziane furono riprese, in buona sostanza, da un vecchio codice pergamenaceo dal gesuita barese Antonio BEATILLO e spedite in Belglio presso i Bollandisti per essere inserite nella loro opera.

Questo vecchio codice era sicuramente conservato presso la munitissima biblioteca dei canonici sipontini, allora presso la Curia Arivescovile di Manfredonia, distrutta quasi interamente nel sacco turchesco dell’ agosto 1620. La “VITA I” o “VITA MAIOR” risulta divisa in quattro capitoli:
– ”CAPUT I : S. LAURENTIIJ ELECTUS AD EPISCOPATUM”;
– ”CAPUT II: ALLATAE AB EO SIPONTUM RELIQUIAE EIUS INAUGURATIO AEDIFICIA”,
– ”CAPUT III: S. MICHAELIS OPE RELATA VICTORIA”;
– ”CAPUT IV : MIRACULA, AEDIFICIA, OBITUS.

Sempre a riprova di quanto detto in precedenza si ha modo di di leggere nella parte superiore di pagina 57 che “VITA I -AUCTORE SIPONTINO ANONYMO, EX MS. CANONIC. SIPONTINOR. MANFREDONIAE ERUTA AB ANT. BEATILLO SOCIET. IESU”. Da questo si può anticipare che l’ autore del libello è uno sconosciuto e di origine e mentalità sipontina. Pure il committente è rimasto anonimo e, da supposizioni più o meno fatte dal sottoscritto, potrebbe essere un alto preloto della Curia locale che fece stilare l’ agiografia per magnificare le virtù santifiche di San Lorenzo.

Continua…

(A cura di Nicola Ciociola, Manfredonia 22.06.2016)



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