Cronaca
Nota stampa

La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista insorge contro le ‘ecomafie’

"Un ambiente pulito, secondo lo scritto, costituirebbe non solo ‘garanzia di migliore salute pubblica’, ma anche di una economia agricola più fiorente e di maggiori possibilità di attrarre flussi turistici"

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Foggia. Sulle discariche a cielo aperto, spesso causa di pericolosi incendi in ogni dove, in provincia di Foggia, e sul commercio malavitoso di essi, insorge la federazione del Partito di Rifondazione Comunista di Foggia. Lo fa con un articolare comunicato stampa a firma del Segretario provinciale, il giovane e dinamico Luigi D’Aiello, dove si fa l’analisi della situazione e s’invocano le relative proposte risolutive. Tra l’altro, si fa osservare nel documento che lo scandalo dei rifiuti ‘smaltiti illecitamente’ nelle campagne di San Severo e Manfredonia, l’incendio della discarica abusiva di via Castelluccio a Foggia, l’operazione blackland che ha smascherato un ingente traffico di rifiuti pericolosi diretto dalla Campania alla Capitanata’ metterebbero in luce ‘tutte le nefandezze di un vero e proprio sistema delinquenziale’.

Sistema, quest’ultimo, molto articolato e potentemente organizzato che mirerebbe ad ottenere ‘ingenti guadagni’ sulla pelle delle popolazioni e ai danni dell’economia sana di un intero territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati. “Appare sempre più allarmante – si prosegue nello scritto – che questi traffici vengano scoperti solo a distanza di anni quando, ormai, hanno prodotto guasti irreparabili all’ecosistema e danni alla salute dei cittadini. Tutto ciò evidenzia che la Capitanata è sempre più una di terra di nessuno, dove è possibile consumare ogni sorta di reato ambientale nella quasi certezza di restare impuniti e, in qualche caso, con la complicità proprio delle Istituzioni che avrebbero dovuto garantire la sicurezza ambientale dei territori con un lavoro intenso di prevenzione e di controllo”.

Un ambiente pulito, secondo lo scritto, costituirebbe non solo ‘garanzia di migliore salute pubblica’, ma anche di una economia agricola più fiorente e di maggiori possibilità di attrarre flussi turistici. Per questo spetterebbe non solo alle Istituzioni, concludono i Rifondini , ma anche ciascun cittadino ‘il dovere di non abbassare mai la guardia su queste tematiche essenziali per il vivere civile e di collaborare ciascuno per la parte che gli compete a fare della Capitanata una terra libera dai giochi delle ecomafie, dove squallidi personaggi locali svendono pezzi del territorio senza alcun riguardo per la salute delle proprie popolazioni’.

La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista insorge contro le ‘ecomafie’ ultima modifica: 2017-06-22T09:36:57+00:00 da Redazione



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