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Classifica de “Il Sole 24 Ore” sulla qualità degli Atenei, le considerazioni del Rettore dell'Università di Foggia

Qualità Atenei italiani, Foggia al 38esimo posto. Bari 60esimo

Il commento: "Confermiamo il nostro processo di consolidamento, ma chi mi conosce bene sa che mi interessa molto di più correggere gli indicatori sfavorevoli"


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Foggia PUBBLICATA dal quotidiano socio-economico Il Sole 24 Ore – nella giornata del 20 luglio u.s. – l’annuale classifica della qualità degli Atenei del Paese, che prende in analisi sia quelli statali sia quelli non statali, ha visto l’Università di Foggia scendere dal 35esimo al 38esimo posto assoluto. Sempre rispetto allo scorso anno le migliori Università del Sud diventano nell’ordine quella di Salerno (26esima), quelle di Teramo e Napoli Orientale (32esime ex aequo), quella di Chieti – Pescara (34esima) e quella di Foggia al 38esimo posto (migliore Università della Puglia: gli altri Atenei regionali si trovano al 47esimo posto Salento e Politecnico di Bari, al 60esimo posto Bari). Spiccano, inoltre, altri due dati eccellenti relativamente alle “classifiche settoriali” redatte da Il Sole 24 Ore: segnatamente per le “Borse di studio” l’Università di Foggia detiene addirittura il primato nazionale insieme a colossi accademici come Bologna, Firenze, Milano e Parma. Ottimo anche il risultato fatto registrare nella classifica della “Qualità della produzione scientifica”, grazie al 14esimo posto ex aequo con l’Università di Torino.

Decisamente meno incoraggianti i dati cosiddetti strutturali, quelli che hanno a che fare anche coi parametri territoriali, a cominciare dalla “Capacità di attrazione” che pone quella di Foggia tra le peggiori d’Italia (un dato talmente condizionato da fattori di natura socio-economica da ripetersi, quasi pedissequamente, tra tutte le Università del Sud: anche quelle meglio piazzate di UniFg). Altro dato su cui l’Università di Foggia dovrà necessariamente lavorare, insieme a tutte le istituzioni territoriali, è quello relativo alla classifica dell’”Occupazione” che vede l’Ateneo dauno quasi in fondo alla classifica nazionale, poiché sugli indicatori presi in considerazione inevitabilmente pesano le disastrose condizioni dell’occupazione in Capitanata.

Su questi dati ecco alcune considerazioni del Rettore dell’Università di Foggia prof. Maurizio Ricci: «Incassiamo una seconda buona notizia in pochi giorni. Prima quella del significativo incremento del FFO 2015 da parte del MIUR, finanziamento che per la prima volta dopo diversi anni è tornato oltre la cifra dei 37 milioni di euro: mentre tutti temevano e di fatto hanno registrato dei tagli, noi abbiamo incrementato il nostro dato che di questi tempi è un dato veramente considerevole. Due giorni fa, poi, questa buona notizia della classifica de Il Sole 24 Ore, che conferma il nostro percorso di crescita e consolidamento. Quello che vorrei far notare è che l’Università di Foggia, nonostante la sua giovanissima età e nonostante la sua ancor più giovane autonomia, si trova a competere con realtà accademiche plurisecolari la cui incidenza sul territorio rappresenta ormai un dato socialmente acquisito: se si prescinde da questa prima considerazione, tutte le classifiche potrebbero non servire a niente. Ovvero UniFoggia, una delle più giovani d’Italia visto che ha 16 anni di autonomia, compete nelle stesse graduatorie con UniBologna, la più antica d’Europa visto che di anni ne ha più di 900. Tuttavia chi mi conosce bene sa che, al di là del risultati, mi interessano molto di più le cose e gli aspetti che si possono correggere, ovvero interpretare a fondo i criteri che condizionano i nostri risultati come, ad esempio, gli indicatori di natura territoriale. Sull’occupazione, che attiene oltre che a noi soprattutto agli attori sociali del territorio, e sulla mobilità internazionale, che attiene invece a un tipo di mentalità molto stanziale dei nostri studenti in un mondo che invece non ha più frontiere per nessuno, noi abbiamo il dovere di metterci immediatamente al lavoro e di capire che cosa possiamo realmente migliorare. Magari dialogando maggiormente con gli attori principali del tessuto sociale della Capitanata, ma dobbiamo risalire la china anche invertendo prerogative che invece sembrano dati acquisiti come la pigrizia dei nostri studenti e come la oggettiva mancanza di uno sbocco occupazionale. Dobbiamo proporre soluzioni alternative, passando per accordi di programma con Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e le altre organizzazioni di categoria e sindacali, le aziende e i comparti produttivi, ma soprattutto facendoci carico di una autentica analisi delle esigenze del territorio. Infine una riflessione sui criteri di questo genere di classifiche, su cui ci siamo espressi, più volte come CRUI, anche quando le cose sono andate finanche un po’ meglio per l’UniFg: non si può prescindere da un’analisi territoriale degna di questo nome, poiché appare evidente a tutti che tra le opportunità di sbocco occupazionale dopo la laurea tra noi e la provincia autonoma di Trento non ci può essere alcun termine di paragone.

Tuttavia, all’interno di queste letture che paiono a senso unico, l’Università di Foggia riesce lo stesso a ritagliarsi un posto di assoluto prestigio e riguardo, ad esempio, nella graduatoria più ambita dagli Atenei: quella sulla “Qualità della produzione scientifica”. Dato che conferma il grande exploit della VqR 2004-2010 prodotta dall’Anvur, che ha visto UniFg piazzarsi al 12esimo posto per la qualità della propria ricerca scientifica».

CLASSIFICA SOLE 24 ORE
Classifica Atenei d’Italia de Il Sole 24 Ore

Redazione Stato

Qualità Atenei italiani, Foggia al 38esimo posto. Bari 60esimo ultima modifica: 2015-07-22T21:21:37+00:00 da Redazione



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Commenti


  • alfredo

    Le classifiche del Sole 24 Ore non sono affidabili!

    Verona ha la migliore Università? Bah!

    Il sogno del ‘Sole’? Chiudere qualche corso di laurea o addirittura qualche Università al Sud.


  • Raffaele Vairo

    I criteri adottati quotidiano socio-economico Il Sole 24 Ore, per redigere l’annuale classifica della qualità degli Atenei del Paese sono, in parte, opinabili. Tuttavia, occorre riconoscere che a livello “tendenziale” la classifica in argomento ha la sua validità. Io mi sono laureato a Bari (molti anni fa) e devo dire che, allora, Bari era una Università di eccellenza. Posso dire di essermi formato a Bari e devo moltissimo a questa Università. Mi addolora registrare, in questi ultimi anni, la sistematica retrocessione dell’Ateneo barese. Quali le cause di questa perdita di prestigio? I motivi sono diversi, voglio solo stigmatizzarne uno: il nepotismo dilagante nell’Ateneo barese. Questo fenomeno, caratterizzato dal favorire i propri parenti e/o amici nella carriera universitaria, mortifica il merito e il talento con gravissimi danni alla produzione scientifica e alla didattica dell’Università. Se non ci sarà un’inversione di tendenza il futuro di Bari è molto grigio…
    “Un tempo gli asini stavano davanti alle mangiatoie, oggi (con le dovute eccezioni) ragliano dalle cattedre universitarie!”


  • mario

    Perche’ non si pubblica tutta la classifica, con i suoi metodi di valutazione?.
    Inoltre, chi ha fatto tale classifica e’ in possesso di un titolo di laurea conseguito presso uno degli Atenei in classifica, e non comprata on-line?.

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