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L’avvocato non ha più diritto al compenso se sbaglia: obbligazione di risultato?

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(dimt - imagì@)

UNA rivoluzionaria sentenza della Cassazione sembra stravolgere la natura dell’obbligazione dell’avvocato, trasformandola da obbligazione di mezzi a obbligazione di risultato.

L’avvocato ha diritto al compenso solo se garantisce al cliente una chance di vittoria; non ha invece diritto ad essere retribuito se l’attività da questi posta in essere si rivela, alla fine, completamente inutile. A fornire questo principio, preoccupante per il mondo delle toghe, è la terza sezione civile della Cassazione in una recente e innovativa sentenza [1].

I giudici della Suprema Corte sembrano aver stravolto il tradizionale principio secondo cui quella dell’avvocato non è un’obbligazione di risultato [2], ma di mezzi. Sembra quindi tramontare l’orientamento secondo cui il legale ha sempre diritto all’onorario, anche se non può garantire un esito favorevole della controversia. La pronuncia in commento, infatti, ribalta questo filone e, nel caso analizzato, nega al professionista il compenso, considerato che l’attività da questi posta in essere si era dimostrata inutile agli interessi del cliente.

Il caso. I parenti di un uomo deceduto in un sinistro stradale avevano deciso di far causa all’assicurazione per ottenere l’indennizzo. Il loro legale, dopo aver notificato la citazione al responsabile del sinistro, aveva lasciato estinguere il sinistro per non aver anche notificato l’atto alla compagnia. Lo stesso professionista aveva poi dimenticato di proporre appello contro la decisione del giudice che aveva dichiarato l’estinzione della causa. Così gli eredi hanno agito contro l’avvocato per chiedere il risarcimento, attesa la completa inutilità della prestazione da questi svolta.

Nel dettaglio, la Cassazione ha affermato che la mancata impugnazione della decisione con cui era stata dichiarata l’estinzione della causa aveva reso di fatto inutile l’intero mandato conferito al professionista.

Secondo la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.

[1] Cass. sent. n. 4781 del 26.02.2013.

[2] Si dicono “obbligazioni di risultato” quelle che si possono ritenere adempiute solo quando viene raggiunto il risultato promesso al cliente; solo in quel momento il professionista sarà liberato dall’obbligo della prestazione e avrà diritto a ottenere, se previsto, il compenso per l’attività svolta. Se, al contrario, non si riesce a raggiungere il risultato promesso, a nulla servirà far valere l’impegno profuso nello sforzo, poiché vi sarà sempre e comunque inadempimento.

[3] In questi casi, il professionista è tenuto solo a garantire la diligenza nell’adempimento della propria prestazione, a prescindere dal raggiungimento di un risultato.

Fonte: laleggepertutti.it

L’avvocato non ha più diritto al compenso se sbaglia: obbligazione di risultato? ultima modifica: 2013-08-22T12:27:35+00:00 da Redazione



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Commenti


  • moderatamentefelice

    Chissa’ che grazie a questa sentenza, se viene giustamente interpretata dai giudici, non si riesca a liberare un po’ dell’ingorgo esistente nelle Cancellerie dei Tribunali. Mah, la speranza è l’ultima a morire…..spero!!!!


  • avv.fab

    Beh…dovrebbe anche risarcire il danno, oltre che non essere pagato… e lo dico da avvocato. Questa è una ipotesi di responsabilità professionale (se quanto scritto corrisponde al vero, ovviamente).
    Il titolo è fuorviante, comunque…


  • Redazione

    Fonte: leggerpetutti; grazie avvocato, a disposizione anche per un suo testo; Red.Stato


  • Corto Maltese

    non capisco l’ingorgo nelle cancelleria del tribunale, ma per il resto, non credo che la cassazione stravolga la natura dell’oggligazione dell’avvocato. è logico che l’avvocato debba operare nel modo migliore al fine di conseguire un risultato utile per il cliente, ma se tale risultato non si raggiunge, e non per colpa propria, il professionista ha il diritto ad avere un compenso. se non compie tutte le azioni necessarie, invece, non ha diritto alcuno. non si stravolge, quindi, la natura dell’obbligazione dell’avvocato. il problema è un altro: è oramai consolidata l’abitudine degli avvocati di non farsi pagare le consultazioni legali. come da qualsiasi professionista, rivolgendosi all’avvocato bisogna pagare la consulenza. ma non lo fa più nessuno e questo ha portato ad un bistrattamento della professione e al proliferare di figure di pseudi avvocati che campano con le truffe automobilistiche.


  • Manfredonia

    La categoria degli avvocati andrebbe estirpata perché fanno il buono e il cattivo gioco.Sono la rovina dello Stato.


  • son contendo

    Finalmente una sentenza che farà riflettere l’avv. non una volta, ma due o tre, prima di consigliare al cliente di andare in causa. Loro l’ho sanno dall’inizio se un’avertenza è sulla strada giusta o sbagliata, ma al cliente dicono sempre che la causa è gia vinta, tanto anche se va male è sempre il cliente che gli paga la retta!


  • anonimomanf

    Esperienza di un mio amico… si rivolge ad un legale che gli fa un ricorso che però invece di inoltrarlo all’autorità giudiziaria amministrativa la inoltra a quella ordinaria… che si dichiara incompetente, rigettando il ricorso. l’amicò invocò la restituzione di quanto pagato, non ricevendolo gli fa causa ed il Tribunale (Foggia) dava ragione all’avvocato in quanto il professionista, in sintesi, non garantiva il risultato positivo dell’azione giudiziaria intrapresa ma solo i mezzi per, eventualmente, raggiungerla. Era il suo avvocato… ora non lo è più.


  • Corto Maltese

    quando vi sedete da un avvocato lasciate prima 100 euro e poi ve ne andate. sono anche loro professionisti.


  • Franco

    i clienti dovrebbero imparare a scegliere l’avvocato esattamente come se andassero da un medico cioè il migliore e pagando senza fiatare. Invece, spesso, si va dal parente, amico, compare, parafangaro gratuito ecc.
    E poi i risultati si vedono…


  • Vito

    Gli avvocati sono la rovina dell’Italia, dall’altra si sente dire che i politici sono la rovina dell’Italia, dall’altra ancora che i magistrati sono la rovina dell’Italia e così via. Un pensiero mi sorge spontaneo: mi sa che la rovina dell’Italia sono quegli Italiani che pensano che gli altri Italiani sino la rovina dell’Italia. Quanto alla sentenza, penso che debba essere interpretata nel giusto senso, infatti, come qualcuno ha già sottolineato, il titolo è fuorviante. Ma ci pensate: come ci si può obbligare a garantire il risultato? Nessun Principe o Re del Foro si impegnerebbe mai a tanto. Nemmeno il più semplice dei casi può essere garantito a priori, occorre sempre fare i conti con la controparte. E’ il caso di dire che garantire il risultato è come fare i conti senza l’oste (e qui ce ne sono due: la controparte e il giudice). La sentenza in esame a mio avviso non stravolge alcun principio solo esprime in maniera più rimarcata la responsabilità per negligenza dell’avvocato.


  • aldo

    nella mia fantasia e nell’immaginario ……penso che avvolte sembra che certi tipi di avvocati pure di fare causa si inventano storie o addirittura inducono al litigio per fare causa tanto il cliente fino a ora o vinceva o perdeva l’avvocato veniva pagato.

    meno male che è uscita la legge che ferma questi…..

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