ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Franco Rinaldi

Come eravamo. La Festa Patronale nel 1911


Di:

Vincenzo Capparelli sindaco di Manfredonia dal 1901 al 1913. Possidente, versato nella pittura e nella musica; vantava amicizie nel mondo artistico e culturale di Napoli. Per anni il suo “acerrimo” rivale nella diatribe politiche locali fu il dott. Giu- seppe Grassi. (Ph: F. Rinaldi)

Manfredonia – NEL 1911 la popolazione di Manfredonia era di 13.330 abitanti. Le mura perimetrali della Città da pochi anni abbattute, uno scempio inaudito, dovuto prima di tutto all’arretratezza culturale non solo dei cittadini ma anche all’inefficienza e la poca sensibilità della classe dirigente dei nostri amministratori. Basta ricordare che per costruire la scuola elementare “Bozzelli” in via Campanile fu demolita la secolare e stupenda porta del Boccolicchio.

Sempre nel 1911 i lavoratori agricoli che rappresentavano la maggior parte della forza attiva produttiva della popolazione, da anni in lotta, erano alla mercè dei padroni locali. La locale lega dei contadini, invogliò i braccianti ad invadere i fondi per lavori arbitrali, allo scopo di imporre ai proprietari l’ingaggio di mano d’opera, salari più alti e riduzione dell’orario di lavoro. Il sindaco Vincenzo Capparelli cercò di mediare una situazione che diventava sempre più incandescente, iniziata nei primi anni del ‘900 allorquando le prime leghe fondate dai contadini, dai cavamonti e dai muratori avevano intrapreso le prime lotte sindacali contro i proprietari e i fittavoli. Il 22 luglio 1911 nacque a Manfredonia l’unione studentesca “Juvenilia” di ispirazione nazionalista.

Il sindaco Capparelli e il segretario capo al comune Francesco Lo Balsamo, che erano entrambi di convinzioni laiche, in qualche modo capaci di una concezione moderna della società e della politica, dovevano fare i conti con la grettezza dell’ambiente.

Nel mese di maggio 1911 il consiglio comunale presieduto dal sindaco Capparelli, deliberò un posto di archivista per la banda e conferì nell’agosto successivo, prima della Festa Patronale, tale incarico al bandista (talentuoso solista di cornetta) e fotografo Umberto Valente. Nell’agosto del 1911 il M° Francesco Mazzocca di Agira, maestro concertatore del complesso bandistico comunale di Manfredonia, si dimise per la nomina a direttore della Banda di Catanzaro, dopo aver diretto nei giorni della Festa Patronale 2011 il nostro civico concerto musicale per l’ultima volta. Il complesso bandistico cittadino da settembre a dicembre di quell’anno venne affidato al capobanda Pasquale De Salvia.

In un clima di tensioni dovuto alle “diatribe” politiche a Palazzo S.Domenico e alle problematiche cittadine, anche quell’anno venne organizzata la Festa Patronale in onore della Madonna di Siponto. Un manifesto pubblico del Comune a firma dell’assessore anziano Carlo Borgia ff. di Sindaco, del 28 agosto 2011, relativo alla Festa Patronale, così recitava: “…Visto che in occasione della Festa Patronale vi è un grande affollamento di persone lungo il Corso Manfredi e la via S.Matteo, per ragioni di pubblica sicurezza conviene disciplinare il transito delle vetture e delle carrozze. Udito il parere della Giunta – dispone – 1) E’ vietato da oggi a tutto il 1° settembre p.v. il transito delle vetture, carrozze, traini, sciarabà ecc. lungo il corso Manfredi e la via di S.Matteo dalle opre 17 alle ore 24.
Si fa obbligo ai carrozzieri che noleggiano le vetture per il trasporto di forestieri di fermarsi alla partenza ed arrivo all’arrivo dei treni in via Maddalena e Laghetto dei Celestini. Per coloro che trasportano bagnanti allo stabilimento De Marzo (all’epoca ubicato sotto l’albergo ristorante Daniele)è permesso il transito dalla via S. Matteo, restando però fermo nelle ore pomeridiane il divieto di cui all’art. 1). Tutti gli Agenti Comunali sono incaricati della presente ordinanza…
”.

Il 22 agosto come da antica tradizione il Sacro Quadro della Madonna di Siponto venne trasferito in solenne processione dall’antica chiesa di Siponto nella cattedrale di Manfredonia, per il rito del – Novenario – “a Nuoje alla Madonne de Sepònde”. La Sacra Icona Bizantina accompagnata dai devoti, dalle confraternite, dal Crocifero, tra canti e preghiere veniva portata in zona Porta Foggia (Piazza Marconi) dove venne accolta dall’arcivescovo di Manfredonia mons. Gagliardi, dalle autorità locali, i componenti il Comitato Feste, e la banda cittadina. Sonori botti “i calecasse” fatti brillare dall’artificiere cittadino Gelsomino, salutarono l’arrivo del Quadro della Madonna proveniente da Siponto.

L’icona della Madonna di Siponto venne poi portata in cattedrale dove era stato allestito un magnifico addobbo in suo onore per la Novena in preparazione della Festa Patronale. L’artistica illuminazione “l’apparazzjone”di Piazza Duomo e Corso Manfredi, era di grande effetto. Durante i giorni della Festa un gran numero di globi aerostatici vennero innalzati rendendo l’atmosfera della Sagra religiosa, in particolare nelle ore serali, ancora più suggestiva.

Il 29 agosto di quell’anno, primo giorno della Festa, come da antica tradizione, la banda musicale comunale di Manfredonia, all’alba (ore 5) effettuò il giro per le vie cittadine; scampanio a distesa di tutte le campane delle chiese della Città che annunciavano l’inizio della Festa Patronale in onore della Madonna di Siponto, Patrona di Manfredonia, seguito da numerosi e rumorosi spari di mortaretti “cannone” fatti brillare dall’artificiere sipontino Gelsomino, in zona Torre del Fico. Il giorno prima della solenne processione 31 agosto, il banditore locale Costantino Sapone, dietro compenso del Comitato, rese pubblica a tutta la cittadinanza che era aperta la gara dell’offerta in danaro che doveva stabilire l’affidamento dei portatori del Sacro Quadro della Madonna di Siponto in occasione della solenne e processione del 31 agosto.

Tra le manifestazioni di quell’anno il tradizionale “Palio” la corsa dei cavalli effettuato fuori delle mura della Città, su viale Sipontino, con drappi pregiati per i primi arrivati, e la gare con i battelli a remi. Spettacolari i fuochi d’artificio serali della Premiata Fabbrica Pirotecnica di Daniele Gelsomino di Manfredonia detto “u Sparapizze”, medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Parigi del 1909, accesi in zona Porta Foggia (Piazza Marconi). Nel corso delle serate, concerti in piazza Duomo con complessi bandistici posizionati sulle artistiche casse armoniche di legno “l’Orchestre”.

La Deputazione (Comitato) delle Feste di quell’anno era così composta: Andrea Bissanti (presidente); can. Cipriano Mendolicchio (vice presidente); Francesco Paolo Vescia (cassiere); Francesco Paradiso (segretario); i consiglieri comunali Antonio Gentile e Francesco Garzia; can. Arturo Manganaro; Carlo Zerullo; Celestino Ferrara; Luigi Minutiello; Nicola e Tommaso Granatiero; Nicola Pizzigallo; Gaetano Marcolongo; Matteo Piemontese ed altri.

Sempre quell’anno per ritornare alle vicende storiche cittadine, durante il periodo estivo, agitazioni proletarie e popolari esplodevano di tanto in tanto anche per la mancanza di acqua potabile (in particolare durante i mesi estivi) allorquando l’arsura di faceva sentire e per altri motivi. Scriveva Michele Magno nella sua pubblicazione “Lotte Sociali e Politiche a Manfredonia”, dalla quale ho attinto alcune notizie storiche per questo articolo, che durante un’epidemia di colera, il 23 ottobre 1911, bastò il diffondersi dell’accusa all’amministrazione comunale, decisamente smentita di agire con parzialità verso i malati, perché l’intera popolazione insorgesse.

<<Oltre un migliaio di persone, in gran parte donne, come riportato dal “Foglietto” di Lucera del 26 ottobre 1911 in un articolo “Tumulti di donne per le misure sanitarie”, improvvisava una protesta per la parzialità dell’Amministrazione comunale, e proclamarono la liberazione dell’unico ricoverato al lazzaretto, e la chiusura di questo>>. Ottenuto il primo, continua nel suo racconto Magno, i dimostranti reclamarono e ottennero anche la liberazione degli infermi isolati nell’ex seminario, quindi <<ingrossati di oltre duemila persone, tolsero il Quadro della Madonna di Siponto, patrona della città, e lo portarono processionalmente per le vie col clero e la musica>>. Il sindaco Capparelli reagì, dimettendosi dalla carica.

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IMMAGINI
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(Seconda immagine: Nella foto di Umberto Valente, il complesso bandistico Comunale di Manfredonia nel 1912 diretto dal M° Vito Berardi, succeduto al M° Francesco Mazzocca)

(Terza immagine: Anni ’20. Luminarie e casse armoniche in bella vista
in Piazza Duomo. In occasione della Festa Patronale. Da notare, i due palchi in legno “l’orchestre” decorati, addobbati e illuminati per l’esibizione delle Bande musicali, e al centro le spettacolari “apparazzjone” luminarie).

(Immagine dopo l’ordinanza: 1911. Antica Chiesa di Siponto. Basilica Superiore. La Sacra Icona della Madonna di Siponto posizionata al centro dell’altare barocco).

(In ordine di sequenza: Inizi ‘900. La Sacra Icona della Madonna di Siponto portata in processione prima della Festa Patronale,
in viale Sipontino. Foto Bellucci – Archivio storico comunale di Manfredonia)

(Inizi ‘900. In corso Manfredi, luminarie in occasione della Festa Patronale, nei pressi di Piazza Municipio).

(I documenti storici – rilevati dall’autore del testo – sono stati reperiti presso l’archivio storico del Comune di Manfredonia – Festa Patronale 1911)

(A cura dello storico di Manfredonia Franco Rinaldi)

Come eravamo. La Festa Patronale nel 1911 ultima modifica: 2017-08-22T10:58:55+00:00 da Franco Rinaldi



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Commenti


  • C'era una volta Manfredonia

    Mi ricordo… Mi ricordo..oltre a ruagni e sputacchiere, la tisi r tanto altro fu anche l’anno che Perugia mise in atto il furto della Gioconda al Louvre. L’Austria non ci attaccò solo perché impietosita dallo spaventoso maremoto di Messina e d’intorni..


  • Nicola

    Che meraviglioso racconto. Ancora grazie FRANCO.


  • Mariello

    Grande FRANCO RINALDI, i tuoi articoli sono sempre ricchi di dettagli, nomi, particolari che ci fanno tornare in mente la nostra “cara vecchia” Manfredonia.


  • Michele

    Grande franco sei paragonabile Piero Angela ci dai un p o di storia e cultura

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