Cultura
Racconti presenti in questo volume tratti da tre diverse raccolte

Io una volta abitavo qui – J.Rhys, 2017

La prosa tagliente, rarefatta, la spietata onestà, l’allarmante esibizione dei meandri più bui dell’io: sono i tratti essenziali di Jean Rhys

Di:

Bologna/Manfredonia. I racconti presenti in questo volume sono tratti da tre diverse raccolte, The Left Bank (1927), Tigers are Better Looking (1968), Sleep it Off, Lady (1976), e sono apparsi insieme per la prima volta in The Collected Short Stories (1992).

IO UNA VOLTA ABITAVO QUI. La prosa tagliente, rarefatta, la spietata onestà, l’allarmante esibizione dei meandri più bui dell’io: sono i tratti essenziali di Jean Rhys, che gettava la vita in pasto ai suoi racconti come chi di vite ne abbia vissute troppe e le disconosca tutte. Bambina col vestito di piquet in una Dominica insieme sordida e fiabesca, riluttante collegiale espatriata in Inghilterra, ballerina di fila, comparsa del demi-monde londinese, vedova bianca di un carcerato olandese, parigina derelitta e affamata, protégée di Ford Madox Ford, e infine anziana solitaria nel piovoso Devonshire, dove il clamoroso successo del Grande mare dei sargassi “è arrivato troppo tardi” – tutte queste identità sono state sue, e di tutte leggiamo, attoniti, sapendo che continueranno a darci sorprese dolorose e rivelatrici.

ANALISI. I 18 racconti presenti in questa raccolta parlano soprattutto del mondo e del vissuto della loro autrice, tuttavia esprimono concetti universali per cui chiunque può comprenderli e intimamente farli propri. Quel che manca è forse l’immediatezza, possono apparire un po’ freddi e distanti, perfino poco coinvolgenti, per via dell’ambientazione esotica e di una visione crudamente oggettiva e priva di sentimentalismi. Una lettura non superficiale è sufficiente a portare alla luce i tesori nascosti in queste pagine, come l’accusa contro i pregiudizi che possono distruggere la vita delle persone; come l’invito ad andare oltre quel che appare, oltre la superficie, per riuscire a comprendere gli altri; come la ricerca della libertà di una donna fuori dagli schemi e moderna. I racconti presenti nel libro sono: Addio Marcus, addio Rose – Non si spara agli uccelli sui rami – Caro, caro Mr Ramage – Calore – Ouverture e principianti, prego – Acque infide – Rue de l’Arrivée – Fame – Discorso di una signora che offre la cena a un’amica spiantata – Illusione – Una notte – Lo Chevalier de la Place Blanche – Il mondo degli insetti – Il Sidi – Il rumore del fiume – Kikimora – Chi lo sa cosa succede in soffitta? – Io una volta abitavo qui. La traduzione è di Marisa Caramella e Laura Noulian.

L’AUTRICE. Nata in Dominica da genitori di origini britanniche, Jean Rhys (1890-1979) studiò a Londra sognando di fare l’attrice. Rimasta priva di risorse dopo la morte del padre, rifiutata dal mondo teatrale per via del marcato accento caraibico, frequentò gli ambienti bohémien che descrisse nei primi romanzi, usciti fra il 1929 e il 1939. Poi scomparve dalla scena letteraria, finché nel 1966 “Il grande mare dei sargassi” la consacrò fra i grandi autori di lingua inglese. I racconti qui presentati sono stati pubblicati in varie raccolte fra il 1927 e il 1976.

Il giudizio di Carmine
Jean Rhys
IO UNA VOLTA ABITAVO QUI
2017, Adelphi
Valutazione: 4½/5

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata

Io una volta abitavo qui – J.Rhys, 2017 ultima modifica: 2017-08-22T19:34:49+00:00 da Carmine Totaro



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