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"Moltiplicare occhi e voci come quelle dei fratelli Nasuto crea avamposti.."

Nelle opinioni (stroncate) di Saviano anche una speranza “I fratelli Nasuto”

"Una luce di speranza che avrebbe meritato probabilmente altra risonanza"


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Eppure, in questa invisibilità emergono luci cristalline, chiarissime. Alcuni tra i migliori lavori documentaristici degli ultimi anni li hanno realizzati due fratelli di quelle terre, Andrea e Marco Nasuto. Sono dispacci da luoghi abbandonati che raccontano quello che pochissimi hanno il coraggio di rappresentare. Una fuga giovanile senza precedenti, migranti che disfano e tessono nuova italianità nelle campagne dei caporali, terreni stuprati dall’illegalità, silenzi di periferia e desideri non per questo morti”.

E’ la parte conclusiva del testo di Roberto Saviano , pubblicato nella sua rubrica su L’Espresso “L’antitaliano”, dal titolo “‘La mia Califoggia di speranza‘ – La mafia del Gargano. Lo schiavismo dei pomodori. Le estorsioni. Il traffico d’armi. Eppure, proprio lì, si accende una luce“.

Complessivamente duro il commento dei lettori verso lo scrittore napoletano, con giudizio correlato, in primis, alla retorica, stucchevolezza, scarsa conoscenza, e conio di neologismi, che non rappresenterebbero la situazione criminalità e sicurezza – dalle cause agli effetti – in Provincia di Foggia.

L’esecuzione di Aurelio e Luigi Luciani sta facendo parlare della mafia della Califoggia. C’è qualcosa di peggio: l’uccisione non sarebbe avvenuta perché erano testimoni (è facile poter intimidire due contadini in un territorio dove nemmeno esiste la Direzione Nazionale Antimafia). Sono stati ammazzati perché considerati complici, come parte della scorta del target Mario Romito. Al sud funziona così: non esistono ruoli estranei, esiste solo l’appartenere. La terra appartiene, le persone appartengono, la “roba” appartiene. La “roba” è carne e sangue che si eredita”, ha scritto tra l’altro Saviano.

Marco e Andrea Nasuto, fratelli originari di Manfredonia (ph Statoquotidiano) - 20.04.2014

Marco e Andrea Nasuto, fratelli originari di Manfredonia, ospiti di Stato Quotidiano (ph Statoquotidiano) – 20.04.2014

In pochissimi, tra quanti intervenuti a commentare le parole dello scrittore, si sono soffermati sulla parte conclusiva del testo. Parte conclusiva che dà merito al lavoro di due giovani di Manfredonia, i cui documentari sono da tempo valorizzati anche a livello nazionale.

Le voci delle loro opere “Made of Limestone” e “Kosmonauts” sono tutte periferiche e per questo protagoniste. Ed è questa la provocazione chiave dei due registi: questo luogo inesplorato, il Sud Italia, può raccontare il futuro. Lo fanno spesso utilizzando l’inglese come lingua, coscienti che la forza di un linguaggio sta nella sua capacità di diventare linguaggio di altri. Lo fanno non smettendo mai di provare a farci capire come il mondo può essere descritto fuggendo alla tentazione di creare solo sdegno. I due registi si impossessano del senso narrativo più profondo: illuminare la realtà non significa crearla bensì renderla umana e quindi mutevole.

Raccontare è l’antidoto alla rassegnazione. Moltiplicare occhi e voci come quelle dei fratelli Nasuto crea avamposti, insediamenti su cui si può costruire un’alternativa reale alle organizzazioni mafiose. Vorrei che la risposta alla strage di San Marco in Lamis non fosse solo saturare questa terra di forze dell’ordine ma anche di racconti. E rendere la narrativa di questi luoghi la narrativa di tutti”.

Una luce di speranza che avrebbe meritato probabilmente altra risonanza, o forse un’analisi disgiunta dalle riflessioni retoriche di Saviano sulla mafia. Riflessioni che sembrano ripetersi, al di là di spazi, contesti, luoghi e situazioni. Riflessioni simili sempre più alla “Savimafia”. Termine che, stucchevolezza per stucchevolezza, riabilita la “Califoggia”.

Video Kosmonauts


Il testo di Roberto Saviano , pubblicato nella sua rubrica su L’Espresso “L’antitaliano”, dal titolo “‘La mia Califoggia di speranza‘ – La mafia del Gargano. Lo schiavismo dei pomodori. Le estorsioni. Il traffico d’armi. Eppure, proprio lì, si accende una luce“  - PUBBLICATO IL 20.08.2017

Il testo di Roberto Saviano , pubblicato nella sua rubrica su L’Espresso “L’antitaliano”, dal titolo “‘La mia Califoggia di speranza‘ – La mafia del Gargano. Lo schiavismo dei pomodori. Le estorsioni. Il traffico d’armi. Eppure, proprio lì, si accende una luce“ – PUBBLICATO IL 20.08.2017

Redazione StatoQuotidiano, DDF#riproduzione riservata

Nelle opinioni (stroncate) di Saviano anche una speranza “I fratelli Nasuto” ultima modifica: 2017-08-22T21:36:11+00:00 da Redazione



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Commenti


  • dico quello che penso

    Saviano ha ragione, non ha scoperto l’america! adesso tutto è stato portato alla luce per lo sdegno dell’uccisione dei due contadini perchè la malavita era stata brava a insabbiarsi a rendersi come direbbe Saviano, “invisibile” e quindi, quanto mai pericolosa. perchè inveire contro Saviano? perchè la verità fa male! nel 90 lo sapevano tutti che con i grandi sbarchi di sigarette, si sbarcava di tutto, dalla droga alle armi, lo si faceva per conto della malavita campana. poi tutto è cambiato si è fatto il salto di qualità, ci si è messo in proprio e si sono stretti legami con i personaggi , ecco le connivenze. ecco lo scambio di favoritismi, un abbraccio mortale per il territorio. come può un cittadino denunciare fatti e luoghi del malaffare se non ha fiducia nelle istituzioni


  • Manfredoniano

    Tranquilli…oggi è mercoledì,tutti a ballare.

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