CronacaStato prima
Due le donne morte: una colpita dai calcinacci di una chiesa, un'altra travolta dalle macerie della sua casa

Terremoto Ischia, Peduto “Allucinante morire per sisma di questa entità”

Nella notte, a Casamicciola, dalle macerie è stato estratto in vita un neonato di soli sette mesi

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Roma. A un anno dal sisma che ha distrutto il Centro Italia, alle 20.57 del 21 agosto, una scossa di terremoto si è registrata nell’isola di Ischia, nell’arcipelago delle isole flegree in provincia di Napoli, con magnitudo 3.6, poi alzata a 4.0, e una profondità di 10 km. La zona più colpita risulta essere quella di Casamicciola, dove si registrano numerosi crolli.

Due le donne morte: una colpita dai calcinacci di una chiesa, un’altra travolta dalle macerie della sua casa. Due uomini e due donne sono stati trovati vivi sotto le case crollate. I feriti accertati sono 39, di cui uno gravissimo. Paura tra i tanti turisti in vacanza sull’isola.

I Vigili del Fuoco sono impegnati senza sosta. Dal Lazio sono giunte due sezioni operative, una dalla Calabria, un’altra dalla Puglia; sull’isola è operativa anche una squadra USAR Medium per un totale di 55 unità provenienti da fuori regione. Dalla Campania sono giunti sul luogo venti Vigili del Fuoco con un carro crolli. Al lavoro sin dai primi momenti dell’emergenza gli operatori del locale distaccamento.

Nella notte, a Casamicciola, dalle macerie è stato estratto in vita un neonato di soli sette mesi.

Terremoto Ischia, Peduto “Allucinante morire per sisma di questa entità”
A un anno dal sisma dell’Italia centrale riviviamo di nuovo il dramma del terremoto, che stavolta ha colpito l’isola d’Ischia, con epicentro a mare, al largo di Forio d’Ischia, epicentro a circa 10 km di profondità e magnitudo 3.6. Lascia perplesso come un terremoto di tale magnitudo possa provocare danni e vittime nel nostro Paese, è possibile che la magnitudo possa essere stata leggermente sottostimata ma, ripeto, è francamente allucinante che si continui a morire per terremoti di questa entità.

Il nostro Paese si conferma estremamente vulnerabile, non ci facciamo mancare niente dal punto di vista dei rischi geologici, non solo rischio sismico, ma anche vulcanico e idrogeologico. Ora sarebbe facile parlare dei ritardi della ricostruzione in Italia centrale, della necessità di accelerare interventi e azioni, ma quello che lascia più interdetti è la mancanza di atti concreti per la prevenzione. Si è parlato di tante cose, dall’informativa alle popolazioni alle lezioni nelle scuole, dal fascicolo del fabbricato alle assicurazioni sui fabbricati, dal rifinanziamento della carta geologica a quello per la microzonazione sismica fino alla necessità di abbattere le case abusive, come ribadito ieri anche dal Ministro Delrio. Tante chiacchiere, ma un anno dopo non è stato fatto quasi nulla. Il governo e il parlamento si assumano la responsabilità di decidere in proposito senza farsi distogliere da interessi e lobby varie, come a proposito del fascicolo del fabbricato: ma veramente qualcuno crede ancora alla favola dei tecnici che si arricchirebbero con il fascicolo del fabbricato? Far conoscere lo stato sicurezza delle case dove un cittadino abita o lavora è un fatto di etica innanzitutto, un principio morale prima ancora che una misura di salvaguardia e di prevenzione civile.

Le misure per la prevenzione non possono non essere al centro dell’agenda del prossimo governo. (Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi)





Terremoto Centro Italia, 197.500 interventi dei Vigili del fuoco dalla scossa del 24 agosto 2016

Prosegue da dodici mesi il lavoro dei Vigili del Fuoco nell’area del cratere.

Dal 24 agosto, i vigili del fuoco hanno compiuto complessivamente 197.544 interventi: 1.136 per salvataggi di persone; 61.159 per recupero di beni dalle abitazioni e di merci e attrezzature dalle attività commerciali distrutte; 89.986 per sopralluoghi, verifiche tecniche sulle strutture e la messa in sicurezza degli edifici, a cominciare da quelli che hanno consentito il ripristino della viabilità principale.

Un anno fa la prima scossa di terremoto che alle ore 3,36 colpì l’Italia centrale. Immediata la reazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che dispose la mobilitazione di tutte le strutture operative con squadre che raggiunsero prontamente, pur nella difficoltà dei collegamenti stradali interrotti, i centri colpiti. Già nelle prime ore erano operativi sul campo 1.500 vigili del fuoco supportati da 400 automezzi, 8 elicotteri, 2 droni e 40 sezioni operative complete di 10 unità di comando locale. E ancora: mezzi speciali, squadre SAF (specializzate in tecniche speleo-alpino-fluviali), team specialistici USAR (urban search and rescue) per la ricerca di persone sotto le macerie, unità cinofile, addetti al servizio telecomunicazioni e alla comunicazione in emergenza.

Oggi sono 70 i vigili del fuoco in servizio e 27 gli automezzi operanti nell’area del cratere che interessa le quattro regioni di Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo.

Nell’area interessata, che comprende un totale di circa 300 comuni, mediamente hanno operato 730 vigili del fuoco al giorno, supportati quotidianamente da 350 automezzi.

Nel corso dell’intero anno, insieme all’assistenza alla popolazione, alle operazioni di messa in sicurezza e alla rimozione delle macerie, è proseguita senza sosta da parte dei “caschi rossi” dei vigili del fuoco l’attività di messa in sicurezza degli edifici di pregio storico e religioso e del recupero dei preziosi beni artistici contenuti al loro interno.

Terremoto Centro Italia, 197.500 interventi dei Vigili del fuoco dalla scossa del 24 agosto 2016

Fin dalle prime ore sono giunti sui luoghi del dramma squadre composte da personale esperto nella ricerca delle persone, sono queste le squadre USAR (Urban Search And Rescue). 200 unità dislocate su tutto il territorio nazionale formate per migliorare le attività di soccorso in macerie, derivanti da eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti statici. Tali squadre, o come sarebbe meglio chiamarle, team, affrontano le operazioni di soccorso con tecniche altamente evolute concernenti soprattutto la valutazione dei rischi associati, le tecniche di localizzazione e le attività di estricazione delle vittime.

Queste operazioni devono essere particolarmente incisive tempestive e celeri.

Tali team, sono costituiti da personale addestrato per funzioni quali Management, Esperti strutturisti, Unità cinofile, Addetti attrezzature tecnologiche, Addetti sanitari, Addetti alla penetrazione in maceria ed estricazione vittime, Specialisti Hazmat (gestione sostanze pericolose), Supporto TAS (Topografia Applicata al Soccorso) ed utilizzano equipaggiamenti e attrezzature speciali per la ricerca e il soccorso, quali geofoni, robot, termocamere, search-cam.

L’impiego di tale personale, che ha lavorato anche in sinergia con le altre squadre, ha portato al salvataggio nelle prime ore del sisma del 24 agosto di 297 persone, tra cui quelli eccezionali della bambina Giorgia a Pescara del Tronto e Giulia ad Amatrice.

PERSONALE SAF (SPELEO-ALPINO-FLUVIALE)

Il nucleo SAF è costituito da personale operativo che utilizza, nell’ambito delle attività di soccorso tecnico urgente, attrezzature e procedure di soccorso derivate dagli ambiti della speleologia, dell’alpinismo e del fluviale, opportunamente adattate e sviluppate per essere efficaci in zone impervie. Esse consentono di aumentare i livelli di sicurezza dei soccorritori e migliorare il servizio offerto alla popolazione. Tutti i Comandi dispongono di personale con specializzazione SAF, con diversi livelli di abilitazione. Grazie alla loro speciale preparazione, l’impiego dei SAF dei vigili del fuoco, in sinergia con i tecnici dell’Amministrazione dei Beni Culturali, è fondamentale nelle attività di recupero e messa in sicurezza del patrimonio storico, artistico e culturale danneggiato dagli eventi sismici.

Terremoto Ischia, Peduto “Allucinante morire per sisma di questa entità” ultima modifica: 2017-08-22T10:53:47+00:00 da Redazione



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