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I redditi dei politici pugliesi, da Vendola a Riccardi

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mauriziomaraglino.it

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Manfredonia – QUANTO guadagna Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia? E la sua giunta quanto costa alle casse pubbliche? E la pletora dei cosiddetti “onorevolini”, ovvero i 70 consiglieri regionali? Quelli che una volta erano quasi degli arcana imperii sono oggi informazioni a disposizione dei cittadini, consultabili sul sito istituzionale della Regione. Redditi, benefits, regalìe varie, nonchè partecipazioni finanziarie degli amministratori pugliesi non sono più un mistero. Lo stato patrimoniale dei membri della giunta Vendola è illustrato diffusamente nella sezione “trasparenza”, con l’unica eccezione della proprietà di beni immobili, il cui inserimento pure non avrebbe guastato. Il merito è dell’ anagrafe pubblica, istituita con delibera 1125 del 4 maggio 2010, la prima dell’era Vendola bis, e i risultati dell’operazione trasparenza sono adesso sotto gli occhi di tutti, rendendo la classe politica regionale un pò meno “casta” .

In tal modo si scopre che il reddito 2009 di Nichi Vendola ammonta a 174mila euro, e che ogni mese il leader di Sel incassa 4.133,40 euro al netto come indennità di mandato, 6.490,73 euro come diaria e 3.133,46 euro come rimborso spese per il rapporto con gli elettori. Non dichiara invece partecipazioni o interessi finanziari. Al totale di 13.757,59 euro al netto intascati ogni mese, il governatore toglie ben 5.000 euro, sottraendoli alla diaria, per destinarli come contributo volontario al suo partito, ovvero il Movimento per la Sinistra. Vendola fa sapere anche quali siano i doni e i benefici ricevuti in ragione del mandato: un pc portatile fornito dal Consiglio regionale e un altro pc portatile completo di sistema collegamento internet fornito dalla Giunta; un telefono portatile con sistema di codifica per selezionare utenze private; quotidiani e riviste gratuite. Si tratta di benefits dichiarati anche da tutti gli assessori, con l’aggiunta dell’auto di servizio con telepass (probabile dimenticanza nelle dichiarazioni del governatore).

La cerignolana Elena Gentile, assessore al Welfare, fa sapere di aver incassato nel 2009 un reddito pari a 149.248 euro, di non avere partecipazioni finanziarie, e di percepire mensilmente 4.133,40 euro come indennità di mandato, 4.476,36 euro quale diaria come assessore e 2.417,24 euro di rimborso spese per il rapporto con gli elettori. In totale Gentile raggiunge ogni mese quota 11.027 euro. La stessa cifra è percepita mensilmente dagli altri assessori che, come Elena Gentile, sono anche consiglieri regionali: Capone, Amati, Nicastro, Minervini, Stefàno e Pelillo. Diverso invece il trattamento economico degli assessori esterni, non consiglieri: a Fratoianni, Campese, Barbanente, Dentamaro, Fiore, Godelli e Sasso spetta la stessa cifra degli assessori interni in quanto a diaria ed indennità, mentre il rimborso spese per i rapporti con gli elettori scende da 2.417 a 984,80 euro, per un totale mensile di 9.594,56 euro. Somma che resta, inutile dirlo, di tutto rispetto, appetibile da qualunque privato cittadino.

Che la politica possa cambiare la vita è lampante nel caso della situazione patrimoniale dell’assessore alle Risorse umane e Sport, la barlettana Maria Campese. Infatti Campese dichiara per il 2009 un reddito pari ad appena 5mila euro all’anno, come docente di scuola media superiore in aspettativa non retribuita, reddito che nel 2010 è diventato di circa 10mila euro al mese con l’ingresso nella giunta Vendola. La stessa Campese fa sapere di avere un autista, con onere a carico delle casse regionali, dichiarazione non fatta invece dagli altri assessori.

Se la più “povera” è Campese, il più ricco all’interno della giunta non è certo il governatore, bensì l’assessore alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno, che dichiara un reddito 2009 di circa 198mila euro, oltre a due partecipazioni finanziarie nella Start sas di Stefàno e Immobiliare Stefàno srl, ambedue con sede ad Otranto.

E l’esercito dei consiglieri quanto costa? Il loro trattamento economico ammonta a ben 9.786 euro mensili: una bella cifra, non c’è che dire, che all’annuo fa circa 120mila euro. Spulciando nella non aggiornata tabella riguardante i consiglieri regionali, ferma al 2008, si apprende quale sia stato il reddito imponibile dichiarato per quell’anno dai rappresentanti sipontini: Angelo Riccardi, l’attuale sindaco di Manfredonia, dichiarava un imponibile di 120.659 euro, mentre il collega di partito Franco Ognissanti , 113.269 euro. Più alto il reddito del cerignolano Roberto Ruocco (142.942 euro), che alla carica in Regione (fino al 2010) univa la redditizia professione legale. A svettare però in cima alla classifica dei Paperoni in Consiglio regionale è un altro avvocato, Arcangelo Sannicandro, esponente di Sel, che nel 2008 dichiarava ben 1.556.866 euro. Pari invece a quasi 190mila il reddito imponibile del consigliere d’opposizione Francesco Damone, originario di San Severo. Dalla Capitanata provengono anche Giovanni De Leonardis (152.040 euro), Lucio Tarquinio ( 123.957 euro), Giuseppe Lonigro (119.456 euro), Leonardo Marino (116.181 euro).

Veleggia infine sui 120mila euro anche lo stipendio percepito dai dirigenti apicali in Regione e del Capo di Gabinetto, mentre l’avvocato coordinatore dell’Avvocatura regionale ne incassa quasi 169mila. E anche i dirigenti non apicali non hanno di che lamentarsi: gli stipendi superano comunque sempre i 60mila euro annui.

INDENNITA’ PER SINDACI, VICE-SINDACI E ASSESSORI- Indennità mensile di funzione del sindaco nei comuni da 50.001 a 100.000 abitanti (nei quali rientra Manfredonia) pari a 4.131,66 euro; per il vicesindaco (stesso numero di abitanti): 3.098,74 (75%); indennità mensile di funzione dell’assessore 2.478,99 (60%) euro, parametrati sulla base dell’indennità del sindaco.

“UNA CRISI UGUALE PER TUTTI? ” Operazione trasparenza, la chiamano. Encomiabile, certo, ma la lettura dei redditi di politici e dirigenti regionali lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per la sensazione che la crisi non colpisca tutti come sarebbe giusto, ovvero allo stesso modo. Alcuni redditi sono a prova di crisi: ne restano immuni, senza esserne neppure scalfiti, e non sono certo i nostri.

I redditi dei politici pugliesi, da Vendola a Riccardi ultima modifica: 2010-09-22T15:05:04+00:00 da Lucia Piemontese



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Commenti


  • elvira

    beati loro,normale che preferiscono stare in puglia,anziche”fare interessi della capitanata andarsene con il molise,vedi che bello stipendio prendono,complimenti politici di manfredonia,non vi votero”piu”.


  • sipontina

    e solo e sempre noi dobbiamo fare i sacrifici?

    ora ho capito a chi servirà il porto turistico.

    che bella cosa, hanno tolto un tratto di scogliera e di mare libero, per far ormeggiare la barchetta dei policiti e amici
    gurdate ti cosa ci hanno privato:
    http://www.youtube.com/watch?v=lSOkWQw2u9A


  • GIACOMO

    ECCO PERCHE’ SI DANNO DA FAR PER ESSERE ELETTI……..SOLDI TANTI IMPEGNI POCHI, PROMESSE ZERO E C..I LORO TANTI.


  • ROBERTO

    PERCHE’ NEL SETTORE POLITICA NON SI PARLA MAI DI BOSSI……………..
    NON DEL MINISTRO BOSSI CHE NON RICONOSCO NE DELL’UOMO BOSSI, CHE NON E’. MA DI BOSSI IN GENERE…..DI BOSSI AL GOVERNO DI BOSSI CHE CANTA VA SOLDATO, PERCHE DI PENSIERI NON HA, DI BOSSI CHE SI BEVE L’ACQUA DEL PO CON TUTTI I SUOI COMPARI, DI BOSSI CHE SPUTA LA BANDIERA, DI BOSSI CHE DICE SONO PORCI QUESTI ROMANI, DI BOSSI CHE NESSUNO CACCIA A CALCI NEL CULO……INSOMMA PERCHE’ NON SI PARLA DELL’ANIMALE BOSSI CHE PRIMA O POI FARA’ SUCCEDERE LA GUERRA CIVILE….PARLIAMONE APRIAMO ANCHE NOI I NOSTRI CONFINI COOALIZZIAMOCI PER UN ITALIA BELLA E PULITA. NON DORMIAMO PERCHE’ L’ANIMALE AVANZA, TRA GLI ANIMALI. MA AVANZA


  • Giuseppe

    Moniti, appelli, proclami e infine false occupazioni. A volte sembra quasi che i rappresentanti delle istituzioni – una volta riunitisi nelle loro Stanze dei bottoni – convergano con quanto stabilito in un comando (poi rivelatosi un falso storico) contenuto nel Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie del 1841.

    « All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
    chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
    e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
    tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
    e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
    passann’ tutti p’o stesso pertuso:
    chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”.
    N.B.: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno. »

    Di questo falso passo del regolamento in questione esistono copie, vendute ai turisti nei mercatini di Napoli anche oggi, che riportano a firma quelle dell’Ammiraglio Giuseppe di Brocchitto e del “Maresciallo in capo dei legni e dei bastimenti della Real Marina” Mario Giuseppe Bigiarelli.

    Ancora oggi c’è chi ci crede.

    Giuseppe dF, Red. Stato


  • Caterina

    Niki Vendola io vivo a Bari, ho un figlio di sedici anni che soffre di attacchi di panico. Dopo aver consultato una marea di medici e dopo aver dilapidato una MAREA di soldi, sono andata a Milano. I Medici mi hanno detto (cosa che già sapevo !) che il ragazzo ha bisogno di frequentare un centro per riabilitarlo alla vita, VITA capito Vendola ? Un centro dove ha la possibilità di avere medici che possono aiutarlo magari quando sta male, un centro dove svolgere varie attività per aiutarlo a divagare a stancarsi durante la giornata così da distrarlo dall’ansia. Vendola me lo dici dove trovare un centro ? Qui a Bari scarseggiano e quei pochi che ci sono sono a numero chiuso, a meno che non hai qualche santo in paradiso, maio santi non ne ho. GRAZIE per pensare alle persone in difficoltà. Mi piacerebbe tanto vedere te al posto di mio figlio ! No la mia non e cattiveria, ma avete scocciato tutti voi politici. Vendola se non hai la salute i soldi non te li puoi godere ! Continua a non rispondere a chi cerca aiuto, bravo continua così !

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