Economia

Stop alle internalizzazioni ma “accordo invalido con la rinuncia del Governo”

Di:

Aula Consiglio Regione Puglia

Regione: stop internalizzazioni (image copyright: Go Fasano)

Bari – SONO stati approvati a maggioranza, con l’astensione dell’opposizione, i due disegni di legge preliminari alla sottoscrizione del piano di rientro sanitario richiesto dal governo nazionale alla Regione. La maggioranza ha inserito in entrambi i testi una clausola che ne determina l’efficacia: l’emendamento, a firma dell’assessore Nicola Fratoianni, infatti, prevede che la loro validità legislativa cessi qualora l’accordo non venga più sottoscritto dal governo nazionale.

SOSPESI EFFETTI LEGGE PER TRANSITO PERSONALE SANITARIO DA PRIVATO AD ASL – Con l’approvazione del ddl sugli adempimenti al piano di rientro 2010-2012, sono stati sospesi gli effetti della legge che fissa le modalità di transito di personale proveniente da aziende private operanti nel settore della sanità verso società a capitale pubblico costituite dalle ASL (internalizzazione).

IMPEGNO DEL CONSIGLIO PER REVOCARE LA NORMA – Inoltre un impegno a revocare la norma è stato assunto dal Consiglio regionale con un successivo ordine del giorno a firma del presidente Nichi Vendola ed approvato a maggioranza dei presenti (con i partiti di governo hanno votato anche i consiglieri dell’Udc-Partito della Nazione, l’opposizione di centro destra non ha preso parte al voto). “Valutando che la legge ha consentito il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori e di produrre consistenti risparmi sul fronte della spesa, si chiede al governo nazionale di non inserire il blocco delle internalizzazioni tra le condizioni poste alla Regione per la sottoscrizione del Piano di rientro, con l’impegno da parte del Consiglio regionale a sopprimere immediatamente la norma legislativa”.

BLOCCO DEL TURN-OVER E CONTRATTI FINO AL 2012 – Completa il recepimento degli adempimenti il blocco al turn-over con il divieto per i direttori generali delle Asl, delle Aziende Ospedaliere e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di procedere alla stipula di nuovi contratti a tempo determinato o indeterminato sino a tutto il 2012 del personale medico, salvo casi di comprovata necessità. Per quanto riguarda le strutture sanitarie private provvisoriamente o istituzionalmente accreditate, è stato sancito il divieto ad erogare prestazioni sanitarie eccedenti i tetti di spesa assegnati. Gli oneri derivanti dalle prestazioni già fornite saranno a carico del bilancio autonomo Tutte queste misure che entreranno in vigore con la pubblicazione della legge sul bollettino ufficiale decadono qualora il piano di rientro che la Regione sta predisponendo non venga sottoscritto. Identica percorso è stato individuato anche per il secondo disegno di legge approvato e che riguarda una misura finanziaria attraverso la quale il governo regionale ha istituito due riserve finanziarie a copertura delle perdite degli enti del sevizio sanitario regionale previste negli esercizi finanziari 2010 e 2011.

COPERTURE ESERCIZIO PER 63 MILIONI DI EURO – Per quanto riguarda l’esercizio corrente la provvista a copertura è di circa 63 milioni di euro, somma reperita con una compressione degli stanziamenti imputati su diversi capitoli del bilancio 2010. Per l’anno successivo la provvista individuata è di circa 35 milioni di euro e rinviene dalla diminuzione sugli impegni di spesa da operare e dalla diminuzione degli interessi debitori. Anche in questo caso gli effetti legislativi decadranno, con il ripristino dei capitoli di bilancio, in caso di mancata sottoscrizione del patto.

FIORE: “DISCUSSO DEI DDL GOVERNATIVI” – L’assessore alla salute, Tommaso Fiore ha spiegato che il tema di oggi in realtà non è il Piano sanitario, ma “i disegni di legge che il governo centrale ci ha costretto ad approvare per non perdere 500 milioni di euro e non cadere nella trappola del commissariamento”. Le Regioni nel settore sanitario secondo l’assessore al ramo, possono spendere quello che viene dato loro. Questo è un tema – ha sottolineato Fiore. Il responsabile dell’assessorato alla salute ha sottolineato che “la sospensione delle norme che costruivano l’impalcatura della politica sanitaria degli ultimi anni della Regione Puglia, prima fra tutte quella relativa all’internalizzazione, è un atto che oltre che creare un danno ai lavoratori e alla Regione è una grave perdita di autonomia, uno scippo di decisionismo che il governo centrale ha ordito nei confronti della Puglia. “Noi faremo il possibile per approvare quanto prima il Piano di rientro – ha continuato Fiore – ma un attimo dopo faremo il possibile per ripristinare le norme, le scelte che ci consentiranno di raggiungere i nostri obiettivi”. Quando abbiamo approvato l’internalizzazione eravamo tutti d’accordo – ha concluso l’assessore – adesso dobbiamo lavorare ad un’ipotesi politica e tecnica per riprendere il cammino di civiltà e di rispetto dei diritti al quale noi siamo molto affezionati”.

VENDOLA: “IL FILM E’ CHIARO: SAREMO CASTIGATI “ – Il presidente Vendola. – “Un tema che incautamente è tornato in questo dibattito e che speravo invece che per senso del pudore, il centrodestra avesse deciso di derubricare, riguarda le dichiarazioni incaute del ministro Tremonti. Dichiarazioni che violano i diritti dei pugliesi e mettono in difficoltà il nostro sistema economico: il presunto rischio Grecia per la nostra Regione. Tutto falso. La Puglia gode della stima dei dati, con un indebitamento moderato e in costante diminuzione. Queste affermazioni non giovano alla nostra Regione e al suo sviluppo economico. Questo argomento va consegnato all’archivio delle polemiche penose, tanto più che non ho mai giocato a nascondino sulle nostre criticità”. Poi il presidente ha raccontato nel dettaglio “quel caldo giorno di luglio” quando il ministro Tremonti invece di firmare il Piano di rientro “concesse una proroga”, ponendo una serie di paletti restrittivi soprattutto relativamente al processo di internalizzazione approvato dal Consiglio regionale.“

Continua Vendola. “Perché il governo ci chiede di intervenire su questo processo? Perché non attivano un tavolo di monitoraggio e se questo tavolo dimostra che il processo porta all’impazzimento della spesa sanitaria, mi impegno a stoppare tutto. Ma i dati al momento ci dicono altro. Venite a fare le verifiche. Controllate cosa significa tenere nel precariato gli operatori del 118, per esempio? Quel giorno di luglio mi hanno domandato come mai avessi voluto fare un dispetto a Tremonti. Assurdo. Quella per me è stata una giornata Kafkiana, ero a Roma per chiudere con il Piano di rientro, peraltro alle condizione dettate dai tecnici del ministero e Tremonti invece, decide di rinviare ad altra data, sostenendo la necessità di dover verificare ancora le carte. Un comportamento di una violenza inaudita, senza precedenti. E a conclusione di questo, il giorno dopo arrivano anche le dichiarazioni sul rischio Grecia per la Puglia. Come faccio a fidarmi? Il film è chiaro, per uno o mille peli nell’uovo, saremo castigati”.


Decaro e Blasi: “Governo stralci internalizzazioni da piano rientro, sono boccata ossigeno per Regione e lavoratori” – In una nota congiunta, il segretario regionale del Partito democratico, Sergio Blasi, e il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro hanno detto: “Chiediamo scusa al ministro Tremonti – proseguono Decaro e Blasi – forse non abbiamo la sua stessa confidenza con i numeri, ma non riusciamo proprio a capire come si possa chiedere alla Puglia di risparmiare e allo stesso tempo non permettergli di farlo. Se in nome di un contenimento della spesa sanitaria siamo costretti a tagliare 2.200 posti letto, come si fa a vietarci di contenere la spesa sanitaria internalizzando personale che adesso ci costa di più, e che oltretutto una volta internalizzato godrebbe di più diritti e di un contratto migliore?”.

INTERNALIZZAZIONI, INTRONA INCONTRA I SINDACATI – Una decisione “sofferta”, “necessitata”, “temporanea”, che in prospettiva potrà essere “stralciata” dal piano di rientro sanitario. Così il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, ha illustrato la sospensione delle internalizzazioni alla delegazione di rappresentanti sindacali di Cobas, Rdb e Uspi incontrata con i capigruppo consiliari e l’assessore Tommaso Fiore, prima dell’avvio della seduta in Aula. Il presidente ha manifestato “attenzione e rispetto” per le preoccupazioni dei lavoratori. “Comprendo che per chi resta in una condizione di precariato la situazione è pesante e dolorosa”, ha detto, ma l’invito è ad avere fiducia negli impegni della Giunta e del Consiglio. “Stiamo lavorando insieme, forze di maggioranza e di opposizione, perché questi aspetti possano essere stralciati da una materia più complessa come quella del piano di adeguamento”. L’adozione del blocco è “necessitata dalle richieste del governo nazionale, ma non è in discussione la volontà della Regione, nell’unità e nella compattezza, senza distinguo – ha sottolineato il presidente Introna – di internalizzare, già affermata all’unanimità a febbraio e rappresenta una soluzione positiva nell’interesse della sanità e dei lavoratori”.


CONSIGLIO REGIONALE – I LAVORI – Due i disegni di legge discussi durante il consiglio regionale di stamane pertanto, entrambi del piano di rientro sanitario che nei prossimi giorni sarà presentato al Governo nazionale: “Norme per la copertura delle perdite di esercizio degli enti regionali” () e “Piano di rientro 2010-2012 – Adempimenti” e Regione vara ddl internalizzazioni) e Focus.

CONGEDO: “UN PIANO DI RIENTRO LACRIME E SANGUE “ – Di un piano di rientro di “lacrime e sangue di 63 milioni di Euro – ha parlato un altro esponente del Pdl, Saverio Congedo – come naturale conseguenza di una stagione di governo fatta di inadempienze, di deficit nella sanità, del reiterato sfondamento del ‘patto di stabilità’ che non è una condizione capestro a danno della Puglia, ma una norma con cui tutte le regioni d’Italia ed Europa fanno i conti.Non è un obbligo imposto alla Puglia dal Governo nazionale – ha sottolineato Congedo – ma la possibilità di rientrare dal deficit ed accedere così ad una quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale di ben 500 milioni di euro senza i quali l’intero sistema sanitario pugliese rischia di saltare”. Il presidente del Pdl, Rocco Palese, aggredito verbalmente, primo dell’inizio della seduta, da un paio di lavoratori esasperati, nel suo intervento ha detto che non intende “imbastire polemiche politiche”. “Non coglieremo provocazioni – ha continuato Palese – che potrebbero degenerare in un clima di rissa che non appartiene certo alla nostra parte politica. Crediamo però che il presidente Vendola e il suo Governo debbano onestamente ammettere che questo Piano di Rientro è sì un obbligo, ma imposto dal fatto che il Governo Vendola non ha rispettato Leggi nazionali e intese sottoscritte con lo Stato. Il presidente Vendola e il Governo regionale – ha evidenziato Palese – non possono continuare a dire che il Piano di Rientro è una imposizione del Governo nazionale, quando invece sono state proprio le Regioni (Puglia compresa) a richiederlo e concordarlo con il Governo con l’articolo 14 del Patto per la Salute sottoscritto il 3 dicembre 2009 tra Governo e Regioni”.

“Il Piano – ha aggiunto Palese – è frutto delle inadempienze della Regione Puglia: mancato rispetto del Patto di Stabilità nel 2006, 2008 e 2009, mancato recepimento delle intese Stato – Regioni del 2005 e del 2009. E, come spiega l’art 14 del Patto per la Salute, il Governo nazionale mette a disposizione delle Regioni uno strumento, il Piano di Rientro, affinché esse possano rimediare alle inadempienze ed accedere così alla quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale che per la Puglia ammonta a 500 milioni di euro. Uno scandalo, quello dei 500 milioni di euro bloccati a Roma, che noi abbiamo denunciato negli ultimi 2 anni con comunicati stampa e interrogazioni. Quanto alle internalizzazioni – ha detto ancora Palese – non siamo contrari in assoluto e l’abbiamo anche dimostrato: siamo d’accordo però con il Governo nazionale sull’esigenza che esse avvengano nel pieno rispetto delle Leggi nazionali e che la Puglia, mentre presenta al Governo un Piano di Rientro, sospenda l’efficacia di quelle internalizzazioni, e quindi anche il loro impatto sui conti sanitari della Regione, quantomeno nell’attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità della procedura”.

LOSAPPIO: ” PER LA PRIMA VOLTA COSTRETTI A VOTARE UNA LEGGE CONTRO I PUGLIESI” – Il capogruppo di Sel, Michele Losappio, ha esordito dicendo che per la prima volta in cinque anni sono costretti a votare una legge che non va a favore dei pugliesi. “Lo strangolamento che il Governo nazionale ha messo in atto – ha detto Losappio – rientra in una strategia tesa a commissariare il Mezzogiorno, a togliere le risorse finanziarie, a spogliarlo anche delle sue funzioni”.


PALESE MINACCIATO DA UN GRUPPO DI LAVORATORI – Prima dell’inizio dei lavori il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese ha preso la parola per denunciare le minacce ricevute durante un incontro svoltosi in mattinata e convocato dal Presidente del Consiglio Onofrio Introna con una delegazione di lavoratori interessati dal processo di internalizzazione. “Non so perché abbia subito le minacce o di cosa mi si accusi, questo però è il clima che ha creato il presidente Vendola a partire da agosto. Ha attaccato violentemente altri colleghi consiglieri chiamandoli traditori della patria ed altro ed ha accusato me di cose infamanti. Da allora sono vittima di telefonate minatorie ed alcune persone mi hanno anche fermato per strada rivolgendomi offese ed ingiurie. Il responsabile morale e materiale di questa situazione è solo il presidente della Regione, Vendola. Il suo ruolo avrebbe richiesto una responsabilità che è venuta meno”. Solidarietà a Palese è stata espressa dal presidente dell’assemblea Onofrio Introna.

SURICO: “INTERVENIRE SULLA MOBILITA’ PASSIVA, IN PROVINCIA DI FOGGIA OLTRE 76 MILIONI “- Secondo Surico, “Si sarebbe dovuto intervenire su quella che è la vera piaga della sanità pugliese: la mobilità passiva interregionale ed extraregionale che genera un disavanzo significativo se si pensa che, nella sola provincia di Foggia, questa comporta una spesa di oltre 76 milioni di euro. La mancanza di ogni riferimento ad interventi volti a ridurre queste perdite non fa altro che dare linfa vitale a regioni più ricche che già traggono vantaggi dal sistema così com’è oggi. Il saldo relativo alla mobilità sanitaria è stato per la Puglia nel 2008 di -174,977 milioni di euro a fronte dell’Emilia Romagna con un saldo di +327,467 milioni di euro. Dobbiamo chiamarla inspiegabile disattenzione?”, conclude Surico

Stop alle internalizzazioni ma “accordo invalido con la rinuncia del Governo” ultima modifica: 2010-09-22T19:20:23+00:00 da Redazione



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