Lavoro

Riforma universitaria: tagli Cdl “inutili”, valorizzate le facoltà scientifiche

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Il ministro dell'istruzione italiana Maria Stella Gelmini (affariitaliani)

Roma – “RIFORMA universitaria – dotazione finanziaria”. “Sapevamo bene che non era possibile sviluppare la riforma universitaria senza una revisione della dotazione finanziaria, all’opposto sapevamo bene che la dotazione finanziaria poteva essere rivista solo partendo dal presupposto di una riforma universitaria” ha dichiarato oggi il ministro Giulio Tremonti, al termine della presentazione, da parte del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, a Palazzo Chigi, del decreto ministeriale n. 17/2010 che introduce novità nel settore dell’istruzione universitaria.

Il ministro Gelmini, entrando nel merito delle novità del provvedimento, ha spiegato come “il piano di programmazione triennale 2010-2012 preveda la fine dei corsi di laurea inutili, delle sedi distaccate non necessarie, dei dottorati con un basso numero di iscritti, più rigore nella valutazione delle università telematiche e la valorizzazione dei corsi di laurea nelle materie scientifiche e tecnologiche”.

Il piano prevede inoltre l’istituzione dell’anagrafe delle pubblicazioni scientifiche, per monitorare e incentivare il lavoro di ricerca dei docenti; la riqualificazione delle scuole di dottorato con la riduzione dei corsi con un basso numero di iscritti e un aumento dei corsi di ricerca nei settori di maggiore interesse per il sistema produttivo e culturale; l’istituzione dell’anagrafe dei laureati.

Riguardo ai ricercatori, il ministro ha ricordato che già con la riforma universitaria il Governo aveva previsto una riqualificazione del ruolo, prevedendone una progressione in termini di carriera. “Occorre – ha proseguito il ministro – premiare i più meritevoli e capaci, adatti a migliorare la qualità della nostra ricerca, all’interno delle università ma anche nel settore privato”. Il ministro ha poi fatto un appello ai ricercatori, ribadendo la considerazione del governo rispetto le loro esigenze. Relativamente all’astensione della didattica che si sta profilando, il ministro ha espresso la sua contrarietà in quanto “va a scapito degli studenti che rischiano di perdere mesi del loro studio e rallentare in questo modo il loro percorso universitario”.

“Abbiamo davanti alcune necessità – ha continuato il ministro – la prima quella di garantire il diritto allo studio degli studenti e quindi le borse di studio e di liberare risorse da utilizzi poco virtuosi, poco giustificabili. Con i risparmi che andremo ad attuare, maggiori risorse saranno destinate agli studenti meritevoli ma con difficoltà economiche, supportandoli nel completamento del loro percorso universitario. In questo contesto è fondamentale un coinvolgimento anche delle Regioni, già avviato nella conferenza Stato-Regioni”.


Redazione Stato



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