Capitanata

Estorsioni, incendi, tentati omicidi: 12 fermi a Lucera

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La conferenza stampa di questa mattina in Questura (St)

Lucera – DECRETO di fermo di indiziato di delitto, della Procura della Repubblica di Lucera, ieri 21 settembre, a firma dei Sostituti Procuratori Elisa Sabusco, Alessio Marangelli e del Procuratore Capo Domenico Seccia, nei confronti di 13 personaggi della criminalità lucerina, dopo indagini condotte dalla magistratura. L’attività di indagine ha permesso di far luce su episodi estorsivi, e attentati incendiari eseguiti dal gruppo costituito da Vincenzo e Mario Cenicola e da altri associati.

All’interno del filone di inchiesta anche l’agguato del 30 agosto ai danni di Fabrizio Pignatelli ( Agguato Fabrizio Pignatelli), anch’egli interessato da provvedimento di fermo, ma ancora ricoverato presso gli Ospedali Riuniti di Foggia. L’operazione è stata messa a segno nelle prime ore della mattina da 60 uomini del Commissarito di Pubblica Sicurezza di Lucera e della squadra mobile della Questura di Foggia per i reati di associazione a delinquere finalizzata a delitti contro il patrimonio e la pubblica incolumità, detenzione e porto di armi, tentativo di omicidio. E si è conclusa con un colpo di coda ‘postumo’. Ovvero, con la costituzione, in tarda mattinata, di Antonio Cericola.


I provvedimenti restrittivi.

– Cenicola Mario, detto ‘5 denti’ o ‘Five’, nato a Lucera il 3/12/1974;
Ricci William, nato a Foggia il 10/06/1984;
Cifaldi Massimo Francesco Rocco, nato a Lucera il 1/10/1963;
Checchia Alberto, nato a Lucera il 21/03/1988;
Ricci Vincenzo, detto ‘U’ Cunigl’, nato ad Alberona il 17/08/1957;
Barbetti Quirino, detto ‘Lo Zingaro’, nato a Lucera il 11/01/1989;
Petrone Luigi, nato a Lucera il 21/12/1963;
Petrone Antonio, nato a Lucera il 28/06/1977;
Spagnuolo Antonio, detto ‘Il Pugile’, nato a Lucera il 11/06/1970;
Pignatelli Fabrizio, nato a Foggia il 27/03/1985;
Petrone Marco, detto ‘Capa Grossa’, nato a Lucera il 13/01/1978.


Dodicesimo soggetto si costituisce presso caserma dei carabinieri.
Da ricorsare che si è costituto stamane presso la caserma dei carabinieri di Lucera Antonio Cenicola, classe 1973, Lucera, dodicesimo soggetto colpito da O.C.C.C. per i reati indicati.

Particolare importanza nel blitz di questa mattina ha rivestito l’arresto, in flagranza, operato dagli agenti di Polizia di Lucera, a carico di Paolo Mainieri, che è stato trovato l’altra sera fra viale Michelangelo e via Luca della Robbia in possesso di due pistole, munite di colpo in canna, il volto travisato da passamontagna e quant’altro necessario per un imminente agguato, probabilmente ai danni di Vincenzo Ricci.

Le indagini sono state molto utili per far luce sul malaffare orami dominante nella città di Lucera, dove, da tempo, era in atto una vera e propria guerra fra bande rivali per il controllo del territorio. Una guerra senza frontiera, giocata con armi pesanti, e che avrebbe dovuto portare a mettere le mani sulle attività imprenditoriali del centro federiciano. In particolare, nella dicotomia dei clan Cericola-Ricci, erano stati presi in mezzo una serie di imprenditori della ristorazione. Era questo, il settore maggiormente colpito dalla mafia lucerino. Era questo che, come confessa il procuratore della Repubblica del Tribunale di Lucera, Domenico Seccia, intimoriva gli inquirenti. Con il tempo infatti, la criminalità organizzata si era andata man mano sostituendo alla ‘parte onesta’ dei ristoratori. La strategia era consolidata: si partiva dall’estorsione, con il prezzo che diveniva sempre più alto ed insostenibile e si finiva a veri e propri atti intimidatori. “Un fenomeno fino ad oggi sconosciuto”, si rammarica Seccia. Che, poi, si lascia andare ad un commento entusiastico: “Abbiamo dato la dimistrazione che a Lucera non governa la criminalità, ma lo Stato”.

Di valido supporto alle indagini le intercettazioni telefoniche e ambientali con video riprese, con acquisizione di elementi di prova nei contionti dei soggetti sottoposti a Fermo di indiziato di delitto, ritenuti responsabili di una serie di attivita estorsive, perpetrate nei confronti di alcuni imprenditori/commercianti di Lucera, nonché accertati ulteriori elementi di responsabilità nel confronti di altri soggetti coinvolti nel tentativo di omicidio di Pignatelli per il quale è stata accertata la responsabilità dell’esecutore Cenicola Vincenzo, e altri delitti, quali danneggiamenti a seguito di incendio, porto e detenzione illegale di armi. I fermati sono stati tutti associati nel carcere di Lucera, ad eccezione di Fabrizio Pignatelli.

Redazione Stato, pf@riproduzione riservata



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