Lavoro

Greco: “Caos internalizzazioni, danno per i lavoratori”

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Salvatore Greco (lavocediManduria.it)

Salvatore Greco (fonte image: lavocediManduria.it)

Bari – “ANZICHE’ essere un bene per i lavoratori, le internalizzazioni volute da questo governo regionale si stanno traducendo in un disastro le cui spese saranno a carico dei lavoratori che invece dovevano essere i beneficiari di questo processo e dei contribuenti: un altro caso di malagestione con ripercussioni negative sul sistema sanitario e sui livelli occupazionali della nostra regione”. Lo denuncia il consiliere regionale e coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

“La Asl di Bari – spiega Greco – è l’unica in tutta la regione che ha avviato le internalizzazioni cominciando dall’unico servizio che non poteva essere internalizzato: il facchinaggio. Questo è così vero che i 31 operatori assunti da Sanità Service sono stati assunti con contratto da ausiliario e ora peraltro si ritrovano spesso parcheggiati negli uffici, alcuni con mansioni impiegatizie, altri facendo i passacarte tra un ufficio e l’altro». «Questa prima tranche di internalizzazioni ha comportato due conseguenze negative – prosegue il consigliere regionale – Sono rimasti senza lavoro 8 operatori che prima prestavano servizio nella cooperativa che aveva l’appalto per il facchinaggio: sono stati assunti dopo il 31/12/2009 e quindi non hanno i requisiti per essere assorbiti dalla società in house, ma avrebbero continuato a lavorare se fossero rimasti con il loro contratto a tempo indeterminato, passando da una cooperativa all’altra in virtù della clausola del cosiddetto ‘articolo 4’. Terminato il processo di internalizzazione, saranno un centinaio i lavoratori che si troveranno licenziati dalle cooperative e non riassunti dalle società in house delle sei Asl pugliesi”.

“La seconda conseguenza negativa – dice ancora Greco – è che oggi la Asl di fatto non ha più il servizio di facchinaggio: che cosa farà ora, metterà a bando nuovamente il servizio visto che difficilmente potrà farne a meno?”. Non solo. “Il cambio di contratto da multiservizi a ausiliariato – aggiunge – ha comportato un aumento del costo orario del lavoro, quasi 2 euro l’ora in più. E così la Asl, pur di mantenere sulla carta lo stesso costo personale ha ridotto le ore lavorate dal singolo operatore conservando lo stesso stipendio: questo significa che paga ex facchini assunti formalmente come ausiliari, spendendo uguale ma avendone in cambio un quinto di ore lavorate in meno. Come se non bastasse – incalza – questi lavoratori potrebbero ritrovarsi una pensione più bassa, dal momento che il loro contratto ora prevede meno ore di quante ne facevano prima”.

“Tutto ciò – sostiene l’esponente ppdt – comporterà inoltre un aggravio di spese da parte delle Asl: mentre fino a prima delle internalizzazioni era la cooperativa che si caricava i costi delle divise, dei macchinari, dei prodotti di consumo (ad esempio, per le pulizie), ora questi sono a carico di Sanità service, ovvero dalla Asl. Il che significa che un provvedimento ideologico e di bandiera come le internalizzazioni comporterà una maggiore spesa, come del resto più volte avevamo paventato dalle file della opposizione”. “Chissà che non fossero anche questi i motivi per i quali il povero Novelli temeva di finire sotto la lente della Procura e per cui aveva chiesto di essere rimosso: forse – ipotizza il consigliere – qualcuno lo ha costretto a procedure che egli non condivideva perché in contrasto con le norme e perfino con le prassi seguite dalle altre società in house pugliesi: su quanto emerso all’indomani della tragedia capitata all’ex manager e su quanto ho appena descritto, rinnovo la richiesta all’assessore Fiore di riferire in commissione e al Consiglio”. “Alcune cooperative – conclude Greco – hanno già cominciato a fare ricorsi amministrativi e a questi poi si aggiungeranno certamente quelli dei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro per una decisione improvvida e inutile quale appunto l’internalizzazione: chi pagherà?”.


Redazione Stato



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  • Redazione

    Negro sul tetto del ‘Fazzi’. “Solidarietà ai lavoratori”

    Nel pomeriggio di oggi il presidente regionale del Gruppo Udc, Salvatore Negro, è salito sul tetto dell’ospedale “V. Fazzi” per portare la sua solidarietà ai lavoratori che da giorni protestano per essere stati esclusi dal processo di internalizzazione dell’Asl di Lecce. Prima di salire all’ultimo piano della struttura sanitaria salentina, il presidente Udc ha avuto un colloquio con il direttore generale Valdo Mellone che gli ha illustrato le possibili soluzioni della delicata vicenda.“Uno spiraglio di speranza – ha riferito il capogruppo Udc – potrebbe venire dal giudice del lavoro che a giorni si pronuncerà sulla vicenda e potrebbe riammettere i lavoratori esclusi, circa 50, nel processo di internalizzazione”.“Il direttore Mellone – ha continuato il capogruppo Udc parlando con i giornalisti presenti – mi ha riferito la sua amarezza per l’atteggiamento assunto dai sindacati in questa vicenda che hanno rifiutato la richiesta di un contratto di solidarietà con il quale si chiedeva a tutti i lavoratori la rinuncia ad un’ora di lavoro per un anno. Un sacrificio che avrebbe consentito anche ai 50 esclusi di tornare a lavorare”.Il presidente Negro ha garantito il suo personale impegno a sostenere le istanze dei lavoratori, rivolgendo un appello al Governo della Regione Puglia e alla politica a non abbandonare sul tetto di un ospedale queste persone. “Occorre ridare fiducia ai lavoratori e credibilità alla politica – ha concluso il presidente Negro – Facciamo appello al senso di responsabilità di tutti e alla classe politica dirigente in particolare, ma anche ai sindacati: nessun lavoratore deve sentirsi abbandonato”.

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