Regione-Territorio

Lebbrosario Miulli, a Mons.Paciello gestione e poteri di firma

Di:

Il Vescovo-Governatore Mons. Mario Paciello (St)

Bari – CON riferimento alle recenti vicende di cronaca (domiciliari per due amministratori della Colonia Hanseniana Opera Pia dell’Ospedale Regionale F. Miulli, con sede in Gioia del Colle, in relazione al reato di truffa aggravata e continuata perpetrata in danno della Regione Puglia, ndr), il Vescovo-Governatore Mons. Mario Paciello “desidera rassicurare l’intera comunità ospedaliera e tutte le istituzioni – in una nota – che la guida dell’Ospedale “Miulli” è saldamente nelle proprie mani, garantendo passione e impegno pari a quelle del suo Delegato”.


“Gli intuibili sentimenti di dolore ed angoscia per quanto accaduto non possono – infatti – prendere il sopravvento sulla necessità che, in questo momento, una struttura di riconosciuta eccellenza – come l’Ospedale “Miulli” – sia esposta al rischio, pur remoto, di sbandamento e smarrimento. Ed è per questo preciso impegno e dovere, di carattere eccezionale, in ragione delle contingenti circostanze, che il Governatore si occupi in prima persona della gestione ordinaria e straordinaria dell’Ente, con i relativi poteri di firma, supportato, come sempre, della preziosa ed imprescindibile collaborazione tecnico-gestionale della struttura organizzativa dell’Ente nell’ambito dell’autonomia e competenze dei relativi uffici.”

“Il Vescovo Governatore sente il dovere di informare la comunità che il proprio Delegato Mons. Domenico Laddaga ha rimesso nelle sue mani la delega di attribuzione dei poteri per la gestione dell’Ente”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Scapocchione sipontino

    La chiesa mi fa ridere: per lo scandalo alla regione Lazio si condanna .
    Per questo (dive sono in ballo dagli 8 ai 28 milioni di euro) niente!!!!


  • Scapocchione sipontino

    Perché il vescovo non dice quanti sono stati gli ammalati curati negli ultimi anni e quanti soldi hanno percepito!


  • Redazione

    Lettera al direttore. Sprechi, tagli sui servizi, disservizi e solita partigianeria.

    Regione Puglia, Lazio, Sicilia e tutte le altre. Per favore non chiamatele Mafia.

    «Un certo tipo di giornalismo, che va per la maggiore, produce un certo tipo di politica imperante. Questi promuovono un certo tipo di antimafia monopolista: di parte e di facciata. – spiega il dr Antonio Giangrande, presidente della “Associazione Contro Tutte le Mafie” http://www.controtuttelemafie.it , scrittore dissidente che proprio sul tema della mafia e della mala politica e della mala amministrazione ha scritto dei libri, tra i tanti libri scritti dallo stesso autore e pertinenti questioni che nessuno osa affrontare. – I soliti giornalisti promuovono ed i soliti politici finanziano iniziative della solita antimafia monopolista. Iniziative volte a dare un’immagine della mafia come la manovalanza del crimine organizzato. Per loro la mafia deve essere il cafone analfabeta con la lupara in mano che chiede soldi a strozzo o denaro in cambio di sicurezza.

    Come dire: affidati allo Stato che con i soldi estorti con le tasse esso sì ti presta i soldi e ti assicura benessere, istruzione, cultura, salute, giustizia e sicurezza (sic). Invece per me la mafia siamo tutti noi: omertosi, emulatori, collusi e codardi. Questo tipo di giornalismo e questo tipo di antimafia, che addita gli avversari politici o la manovalanza criminale come mafiosi, è foraggiato da questo tipo di politica, spesso regionale. Ed è foraggiato con i nostri soldi estorti con le tasse. Invece di denunciare lo sperpero di denaro pubblico per amicarsi un certo sistema d’informazione ed un discutibile sistema antimafia, ai consiglieri ed agli assessori regionali si dà la colpa di dilapidare i nostri soldi. Ed i cittadini lì ad imprecare. Però si fa finta di non sapere che quei soldi, di cui a volte facciamo finta di chieder conto, non sono altro che quelli usati (per voto di scambio) per attirare favori e benevolenza da parte di quell’elettorato, che oggi è indignato.

    Quei soldi servono per comprare il consenso per la rielezione di quei politici che oggi si manda all’inferno.

    Fa niente se per mantenere lor signori si chiudono ospedali e tribunali. Ma tanto per il sistema tutto ciò non è racket, anche perché è omertosamente taciuto. Sulle emittenti tv vi sono sempre servizi di parte, se non servizi che raccontano altre realtà (su Studio Aperto alle 12.47 circa di tutti i gironi vi è un servizio sulla famiglia reale inglese). Certo che a fare vera informazione si rischia l’oscuramento del portale web o la galera (ma solo per il direttore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti, vi è stato il polverone).

    Anche di questo una certa politica si deve fare carico. Sul nostro canale Youtube MALAGIUSTIZIA abbiamo dovuto montare e produrre un video sugli scandali alle Regioni. Un video tratto da servizi caricati sul web dal TG3, dal 884c25tv e dal TRnews di Tele Rama. Un video che è bene far vedere a tutti perché si dimostra che tutte le regioni sono uguali. Spezzoni video di tv anche locali.

    Vi è anche una parte riferita alla Regione Puglia di Nicola Vendola (dispensatore di sogni e di speranze), affinchè ci si renda conto con che tipo di informazione e di antimafia e di politica il cittadino si deve confrontare e che con questo sistema informativo è dura debellare.»

    (http://www.youtube.com/watch?v=qu35x1cc6o0 )
    Dr Antonio Giangrande
    Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia
    http://www.controtuttelemafie.it e http://www.telewebitalia.eu
    099.9708396 – 328.9163996

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