Manfredonia

Manfredonia, “bomba al fosforo” sul porto, completata bonifica

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Banchina Tramontana, porto di Manfredonia (st - Ph: Comune di Manfredonia)

Foggia/Manfredonia – COMPLETATA ieri, 21 settembre 2012, la bonifica di un’area nei pressi della Banchina di Tramontana sul porto di Manfredonia, causa il rinvenimento di un “ordigno al fosforo bianco del peso di 30 libre” (13.600 grammi circa – una libra è pari a 453,59237 grammi). La bomba è stata rinvenuta vicino a “un cassonetto della spazzatura”. Ad intervenire operatori dell’11^ Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito di Foggia (con un distaccamento logistico di sede a Castrovillari (CS); dipendenti dalla Brigata corazzata “Pinerolo”) coordinati dalla Prefettura del capoluogo dauno, in cooperazione con militari della Guardia Costiera-Capitaneria di Porto di Manfredonia.


Indicazioni ordigno: “30 LL WP (Willy Pete, al fosforo bianco”)”
.” Dalle indicazioni emerse dovrebbe trattarsi di una granata incendiaria a dispersione di fosforo bianco (sostanza chimica come il napalm). L’altra tipologia di granate è quella “a combustione” (termate e termite). “Le granate al fosforo bianco, chiamate dai militari WP (Willy Pete), possono essere usate come granate incendiarie. Il fosforo bianco non ha bisogno di un vero e proprio innesco dato che s’incendia spontaneamente in aria, ma questi ordigni in genere hanno una piccola carica esplosiva che provvede alla rottura dell’involucro dell’ordigno stesso, disperdendo ed incendiando contemporaneamente il fosforo bianco, bruciando ad una temperatura di 2800 °C. Sia questo tipo di granate che quelle al termate producono gravi danni da ustioni.

In base a quanto emerso, l’ordigno sarebbe stato lasciato da “alcuni pescatori”, in seguito al ritrovamento dello stesso fra le reti. Ieri sul posto operatori della Polizia municipale, della Squadra Volanti del Commissariato di Ps di Manfredonia, operatori dei Vigili del Fuoco sezione di Manfredonia, militari dei carabinieri di Manfredonia, referenti Guardia Costiera, Capitaneria di Porto di Manfredonia, che hanno provveduto a delimitare ed interdire l’area, vietandone l’accesso, “in attesa dell’arrivo degli artificieri”. Il divieto non si applica ai militari e addetti del settore operanti nelle operazioni di ricerca e bonifica. La contravvenzione alla disposizione ha conseguenze civili e penali.

NEL CASO DI RINVENIMENTO DI OGGETTI “potenzialmente riconducibili ad ordigni residuati bellici o reperti/relitti archeologici”, la presenza degli stessi “deve essere opportunamente segnalata e deve esserne data immediata notizia alla Capitaneria di Porto di Manfredonia, con l’esclusione di qualsiasi intervento sugli stessi”; inoltre – come disposto dalle ordinanze della Capitaneria – “evitare l’impiego di strumenti/procedure che possano provocare sollecitazioni meccaniche per eventuali ordigni inesplosi; mantenere un periodico diretto contatto con la Capitaneria di Porto di Manfredonia, che potrà richiedere l’immediata sospensione dei lavori quando se ne ravvisi la necessità per motivi di sicurezza; comunicare giornalmente, con congruo anticipo, alla Capitaneria di Porto sia l’inizio che la sospensione o il termine dei lavori”.


RESIDUI BELLICI, FOCUS.
Il rinvenimento di ordigni probabilmente risalenti agli anni successivi al secondo conflitto mondiale ha origini antiche. In passato una relazione dell’ex comandante della Capitaneria di Porto A.Zanghì che parlò di rinvenimenti di ordigni “con carattere di casualità” risalenti agli anni successivi al secondo conflitto mondiale, di varia natura, presumibilmente riconducibili ad azioni di bombardamento aereo o ‘sgancio’ per altre circostanze.

Fra le attività propedeutiche alla realizzazione del nuovo porto turistico ‘Marina del Gargano’ – come sottolineato dall’Amministrazione – rientrava anche la verifica ed eventuale bonifica da ordigni bellici dell’intero spazio marittimo interessato: operazione che non è stata necessaria (la bonifica ma non la verifica, ndR) dal momento che non è stato trovata alcuna ‘bomba a orologeria’ nell’intera area”.

Dalla relazione del comandante Zanghì l’annuncio, per il porto di Manfredonia, di “un’attività di verifica a cura del competente settore della Regione Puglia, l’assessorato all’Ecologia-Settore gestione rifiuti e bonifica”. In passato lavori in merito erano stati affidati, con delibera di giunta, alla Stes.

Si ricorda infatti che i lavori di “ricognizione del fondo marino per l’individuazione di eventuali ordigni bellici“, nonchè i “rilievi batimetrici e video ispezione del fondo marino con l’impiego di mezzi navali e personale subacqueo specializzato” erano stati affidati – dopo il rilascio di una autorizzazione – alla S.T.E.S. Snc di Mola di Bari ai cui tecnici spettano infatti i lavori succitati e per conto della GESPO Srl (Manfredonia, Piazzale Tiziano 24) nell’area in concessione di demanio marittimo e in uno specchio acqueo ubicati nel Comune di Manfredonia, della superficie complessiva di mq.273.845,00, concessa per la durata di anni 50 (cinquanta), alla Gespo, per realizzare il nuovo porto turistico di Manfredonia (rilasciato dalla Regione Puglia in data 09.06.2008).

FOCUS
Le armi chimiche affondate al largo della Puglia – VIDEO (amaraterramia)

RESIDUI BELLICI NEL GOLFO DI MANFREDONIA IL LIBRO DI GIANLUCA DE FEO, ‘VELENI DI STATO’, GLI STUDI PASSATI, I PRESUNTI RECENTI RITROVAMENTI NEL GOLFO DI MANFREDONIA – LE RASSICURAZIONI DEL COMUNE: NESSUNA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI – I LAVORI APPALTATI ALLA STES – L’allarme per gli ecosistemi mondiali e nazionali da parte degli studiosi Trevor Gilbert e Dagmar Etkin: L’ANTEPRIMA ANALITICA DI STATO (a cura di G.de Filippo)

g.defilippo@statoquotidiano.it


VIDEO – LE VERIFICHE DEI VIGILI DEL FUOCO E CAPITANERIA DI PORTO



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