Manfredonia

Arrestato per sequestro, minacce e lesioni a convivente. Legale: “assolto perchè il fatto non sussiste”


Di:

L'abitazione di Bartoli e della passata convivente (ST)

Bari – “ASSOLTO perchè il fatto non sussiste“. Con dispositivo di sentenza R.G. 1341/11, la Corte d’Appello di Bari ha assolto il manfredoniano Antonio Bartoli, classe 1968, arrestato lo scorso 25 gennaio 2011 con l’accusa di sequestro di persona, lesioni e minaccia aggravata in danno dell’allora sua convivente argentina – ma cittadina italiana – di anni 48 ( L’arresto, l’operazione di P.G.).

L’uomo era stato arrestato da personale del Commissariato di P.S. di Manfredonia. In base a quanto comunicato il giorno dell’arresto “dopo un’accorata richiesta di aiuto da parte di una donna, che terrorizzata aveva allertato il 113”, uomini della Volante del Commissariato di Manfredonia si erano recati nell’abitazione di Bartoli; giunti immediatamente sul posto, gli agenti avevano notatno che l’uomo, “in uno stato di forte agitazione, stava inveendo in maniera sconsiderata nei confronti di una persona all’interno della casa, cercando di sfondare la porta d’ingresso da lui quasi completamente danneggiata”; “con non poca difficoltà gli agenti intervenuti riuscivano a bloccarlo”. “Successivamente gli agenti aprivano la porta dalla donna richiedente l’intervento che, in un ultimo gesto di difesa, era riuscita a barricarsi all’interno”.

Dopo aver allontanato il malfattore dalla povera vittima, la donna, sentendosi sicura e protetta dall’intervento della Polizia, iniziava a rivelare, in un pianto liberatorio scrosciante, il suo calvario – in base a quanto riportato dalla polizia – percosse e maltrattamenti, umiliazioni e continue violenze sessuali della peggior specie, costretta a vivere segregata in casa, portando addosso tutti i segni delle violenze subite.

Secondo quanto raccontato dalla donna alla polizia “il controllo sulla vittima da parte dell’arrestato era totale e senza alcuna via di fuga o speranza di liberazione: la teneva segregata in casa, anche quando lui usciva, rinchiudendola con porte e finestre sbarrate, creando in lei un imponente terrore psicologico”. La cittadina argentina sequestrata, avendo riferito dei continui maltrattamenti, veniva fatta refertare nel locale ospedale San Camillo, dove le venivano diagnosticate diverse lesioni. Dopo le formalità di rito Bartoli, già annoverante pregiudizi di Polizia e condanne per lo stesso tipo di reati, veniva associato nel carcere di Foggia.

“Il sig. Bartoli, ingiustamente ritenuto responsabile di tali riprovévoli comportamenti, veniva tratto in arresto dalla Polizia di Manfredonia – dice l’avvocato Antonio Gabrieli del Foro di Foggia, difensore dell’uomo – Tali eventi, oltre a privare il Bartoli della libertà personale, ne ledevano con infamia la reputazione a seguito della risonanza mediatica derivata. A causa della detenzione, inoltre, il mio assistito non ha potuto nemmeno dare l’ultimo saluto alla madre nel frattempo deceduta”. “Con la decisione della Corte di Appello di Bari, dunque, si scrive finalmente la parola fine all’angosciante ed ingiusta esperienza vissuta dal sig. Bartoli”.

Come detto, e in base a quanto riferito dal legale dell’uomo, il 20 ottobre 2011, la Corte di Appello di Bari, “accogliendo le tesi difensive, ha accertato la verità dei fatti assolvendo il sig. Bartoli Antonio ‘perchè il fatto non sussiste’, ovvero con l’utilizzo della formula di assoluzione più ampia prevista dal codice di procedura penale”, dice l’avvocato Gabrieli. “Durante il giudizio, ogni accusa è stata completamente ed inequivocabilmente confutata dall’Avv. Antonio Gabrieli, difensore dell’imputato”. “La Magistratura, da parte sua, ha permesso che sulla vicenda venisse fatta chiarezza, lasciando emergere che, nella realtà delle cose e al di là di ogni dubbio, il sig. Bartoli giammai ha sequestrato, né tanto meno maltrattato la presunta vittima. Questa triste vicenda riporta alla ribalta l’annoso problema dell’ingiusta preventiva detenzione che, nel caso di specie, si è aggravata dall’infamante accusa di aver commesso crimini contro la persona. Il lieto fine della vicenda, per quanto rassereni l’imputato e renda giustizia alla verità, solo in parte può risarcire la sofferenza e l’ingiusta umiliazione subita. Il rispetto della verità è importante per evitare che i pregiudizi ingenerati nella popolazione possano continuare ad alimentare sbagliate e false considerazioni nei confronti del sig. Bartoli, con conseguente devastante emarginazione sociale e lavorativa dello stesso”, conclude il legale di Bartoli, avv. Gabrieli di Foggia


Redazione Stato@riproduzione riservata

Arrestato per sequestro, minacce e lesioni a convivente. Legale: “assolto perchè il fatto non sussiste” ultima modifica: 2011-10-22T00:52:44+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
15

Commenti


  • Giuseppe

    Vorrei dire tante cose ma temo di offendere……quindi mi limito a scrivere quello che, in maniera spicciola, mi è venuto in mente leggendo l’ articolo: “La realtà che viviamo tutti i giorni con i nostri occhi non è quella che si descrive nelle aule di tribunale…..allora le leggi chi o cosa regolamentano?” Mah!!!! Il mondo è alla rovescia…..


  • Lucia

    Credo che dovremmo imparare a non giudicare le persone per quello che sembrano, ma quello che realmente sono. In ognuno di noi si annida il male ed il bene, dobbiamo stimolare il nostro prossimo a far emergere solo il meglio di se. Antonio, ben tornato tra noi!


  • Anonimo

    Il problema è a monte, la facilità con cui si eseguono arresti. Conosco Antonio, ma posso testimoniare che con quella ragazza aveva un normale rapporto, fatto anche di litigi, ma giammai esisteva l’ipotesi di sequestro di persona.


  • Giuseppe

    “Dopo le formalità di rito Bartoli, già annoverante pregiudizi di Polizia e condanne per lo stesso tipo di reati, veniva associato nel carcere di Foggia”. Non conosco quest’uomo, ma le condanne precedenti le ha avute! Nel caso in questione la “giustizia” afferma che non ha svolto il fatto, ma qualcuno ha commentato dicendo che non è una persona capace di fare del male, e le condanne precedenti???


  • Alessandra

    solo un piccolo precedente risalente a tanti anni fa. Cmq niente a che fare con i reati per i quali ha dovuto subire un’ingiusta carcerazione.


  • anonimo

    ormai in italia kon questa magistratura ke ci troviamo,cioè, tutti di sinistra,ki cerka di fare il proprio dovere viene indagato,ki invece kommette reati di qualsiasi genere passeggia x il korso…


  • kabi

    io proporrei invece di farlo Santo subito, paghiamolo pure x i danni subiti, evviva il paese dei balocchi… ma a cosa servono le leggi se la magistratura o un avvocato di tremila lire le stravolgono….. maaaaaaaaaaaa


  • Alessandra

    non so se lo faranno Santo…di fatto era innocente. Per i danni, suppongo che sia anche un suo diritto chiederli. L’avvocato alla fine ha fatto il suo lavoro…e dal risultato ottenuto ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro


  • Alessandra

    non so se lo faranno Santo…di fatto era innocente. Per i danni, suppongo che sia anche un suo diritto chiederli. L’avvocato alla fine ha fatto il suo lavoro…e dal risultato ottenuto ha dimostrato di saperlo fare bene


  • antonio

    sono io il colpevole secondo qualcuno ma sta di fatto che una persona che prima ti sfrutta e poi ti manda in galera perche non debba essere giudicata anche lei visto che io non sono stato ascoltato da nessuno e grazie a chi crede in me


  • antonio

    grazie a gli avvocati seri e di ufficio sono riuscito a dimostrare che non sono un mostro vvb antonio


  • antonio

    grazie avvocato gabrieli


  • anonimo

    vergognatevi solo. fate schifo.


  • trilli

    un piccolo episodio di tanti anni fa???? piccolo???? ma tacete…primo: non è un piccolo episodio xk di mezzo ci stanno una donna e una bambina che hanno sofferto…la prima fisicamente e emotivamente la seconda nel profondo del suo cuore x aver visto cose k non potete lontanamente immaginare….e poi non è caso isolato…ci sono altre vittime…e la polizia lo sa bene…ricordate ke tutti sanno fare cm si dice ” i piatùs”


  • Alessandra

    è troppo facile incolpare un innocente. Se fosse stato veramente colpevole sarebbe stato condannato….ed invece viene sempre assolto. Sarà anche grande merito dell’Avv. Gabrieli, ma Antonio è veramente una bella persona che va compresa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This