Cinema

Festival Torino, Usb; verità sulla vertenza Coop Rear

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L'artista cinematografico Ken Loach (st - livejournal)

Roma – L’UNIONE Sindacale di Base “ringrazia il grande artista cinematografico Ken Loach, che ha rifiutato il Gran Premio Torino conferitogli dal Torino Film Festival in solidarietà verso i lavoratori licenziati e vessati dei servizi esternalizzati per il Museo Nazionale del Cinema di Torino, gestiti dalla coop Rear“.

“L’USB, che aveva esposto a Loach questa realtà di sfruttamento, ritiene che tale gesto, che si pone in perfetta coerenza con l’opera dell’artista, abbia contribuito in modo determinante a mettere in luce la realtà di sfruttamento e precarietà a cui sono sottoposti dei lavoratori che svolgono servizi appaltati da una istituzione pubblica, proprietà della città di Torino.
Per rendere noti ed approfondire tutti gli aspetti relativi alla vertenza dei lavoratori Rear, anche in relazione alle affermazioni avanzate dal Presidente della cooperativa, Mauro Laus, che fra l’altro accusa l’USB di “strategia di tensione, denigrazione dei datori di lavoro e promesse impossibili ai lavoratori”, l’USB Lavoro Privato indice per domani, 23 novembre, una conferenza stampa a Torino, alla quale sono invitati tutti gli organi di informazione, che si terrà presso la sede sindacale di c.so Marconi 34, alle ore 12.00.”

“Nel corso della conferenza stampa verranno forni atti e documenti relativi alla vertenza, incluse le sentenze di tribunale che dichiarano illegittimo il licenziamento dei lavoratori e condannano la società cooperativa Rear a versare un risarcimento”.


Redazione Stato



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Feste di piazza: ora il Comune organizzatore può essere condannato a risarcire i “danni da frastuono”!

    La Suprema Corte di Cassazione interviene in tema di “sagre paesane” al fine di “mettere la sordina” alle feste organizzate nelle piazze.

    Gli Ermellini del Palazzaccio hanno, infatti, recentemente affermato che, nel caso in cui il frastuono di piazza diventi intollerabile e vada oltre “quel minimo di tolleranza che la convivenza civile ci impone”, il Comune, che ha autorizzato la manifestazione, può essere chiamato a risarcire i danni da frastuono.

    Il caso, esaminato dalla Terza sezione civile della Cassazione nella sentenza 20592/2012, ha riguardato una delle tante manifestazioni organizzate a Castrocaro Terme , patria del festival per le nuove promesse canore, in piazza Machiavelli nel corso dell’estate 1999, con il “bene placet” del Comune.

    Nello specifico, la Cassazione ha convalidato un risarcimento inflitto al Comune di Castrocaro, pari a tremila euro a favore di una famiglia che abitava in piazza Machiavelli, e che nel corso delle manifestazioni estive di quattordici anni fa era stata disturbata dall’eccessivo frastuono.

    Già risarcita, in forza di una sentenza della Corte d’Appello di Bologna, nel 2008, la famiglia, residente a Castrocaro, ha avuto la convalida del risarcimento anche davanti Suprema Corte “per il danno da compromissione alla sfera personale e di vita accertata la intollerabilità delle immissioni di rumore”. Inutile il ricorso del Comune di Castrocaro in Cassazione. Piazza Cavour lo ha dichiarato inammissibile, condannando il Comune a sborsare altri duemiladuecento euro di onorari!
    Foggia, 22 novembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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