Capitanata

Foggia, bomba colpisce negozio di abbigliamento (FT-VD)

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Bomba abbigliamento Be Pop (st)

Foggia – UNA bomba è esplosa, questa mattina all’1.15 circa, in Viale XXIV Settembre a Foggia, vicino alla Stazione. Distrutto il negozio di abbigliamento “Bibop”, in pieno centro cittadino nel cuore della notte. “Un boato enorme”, riferiscono alcuni abitanti dello stesso palazzo. “Lo scoppio – precisano – si è sentito in tutto il quartiere.” In frantumi i vetri delle finestre dei palazzi adiacenti, quelli più resistenti della Banca popolare di Bari alla destra dell’esercizio commerciale, quelli di un’agenzia di viaggi alla sinistra.

Sono stati registrati danni anche agli edifici di fronte, oltre che alle vetrate artistiche e storiche della Chiesa di Santa Maria della Croce.

L’esplosione segue il recente attentato (9 novembre) dinamitario contro l’attività commerciale gestita da cittadini cinesi.

C’è chi comincia a parlare di “media delle esplosioni settimanale”, che seguono operazioni dei Carabinieri volte a smantellare le cosche dedite al racket delle estorsioni.
Procedendo a ritroso nel tempo, quest’anno si contano due attentati a novembre (negozio via Fania e quello di oggi), due ad ottobre ( mercato rionale di viale Pinto, e quella alla pizzeria in via Pertini), uno a maggio ai danni di un panificio, due ad aprile (via Crispi e Carmelia), e uno a marzo in via Rosati.

Tra le inchieste calde, che hanno inferto un duro colpo inferto ai clan organizzati nel controllo del territorio, si ricorda “Habemus Papa”. Il 10 ottobre vennero eseguite “7 misure cautelari per il reato di estorsione aggravata in concorso” nei confronti di due distinti gruppi criminali, uno riconducibile a Giosuè Rizzi, classe 1952 cd “Papa di Foggia”, vittima di omicidio il 10 gennaio 2012 e l’altro che annovera tra gli esponenti principali Rossana Trisciuoglio cl.71 figlia del noto boss Federico.

La stessa notte andò in fumo l’unico edificio coperto del Mercato rionale. L’evento ha preceduto la visita del Ministro degli interni Cancellieri a Foggia, la mattina seguente. Nello stesso giorno il Ministro si recherà a Vieste per annunciare la prossima apertura di una sede DIA nel territorio dove nacque “la faida del Gargano”.

Proprio ieri, invece, attraverso l’operazione “Hurt Locker”sono stati emessi 5 provvedimenti restrittivi dalla Squadra Mobile di Foggia, nei confronti dei presunti responsabili dello scoppio dell’ordigno nel locale commerciale Carmelina 13 di proprietà di Carmela La Gatta, la sera del 16 aprile 2012.

Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, “nel 2012 Foggia è stata interessata da una escalation criminale contro gli esercizi commerciali attraverso l’esplosione di ordigni di grossa potenza con l’allarme nell’opinione pubblica.” In base all’ultimo evento, pare si stia consumando una dura prova di resistenza tra le Forze dell’Ordine, e gruppi criminali che operano con modalità mafiose.

Vale la pena ricordare, che proprio in occasione della conferenza stampa “Habemus Papa”, il Procuratore Capo di Foggia, Vincenzo Russo, osservò che “le modalità e la mentalità emerse nelle estorsioni sono di ‘stampo camorristico-mafioso’. Si effettuano estorsioni per dimostrare quanto siano forti, e riescano a controllare il territorio, spacciano droga credendo di offrire un servizio.” Non è un caso che a distanza di una settimana, il 16 ottobre, venne recapitata nel cortile del Tribunale un plico con una pistola.

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)


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(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)



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Commenti


  • ines

    Quale e quanto esplosivo sarà stato necessario perchè, da una stima dei danni, gli effetti della “deflagrazione” potessero propagarsi oltre un raggio di 50 metri?


  • ines

    ‎Alfredo Fabbrocini, Dirigente della mobile di Fg, avrebbe affermato, riguardo il non ultimo attentato bombarolo ad un’attività commerciale, che – come riportano alcuni giornali – “una mafia forte non ha bisogno di mettere bombe di questa potenza, perché ad una mafia forte basta semplicemente la parola.”
    Che si cominci a pronunciare con disinvoltura il termine “mafia” anche in questo territorio, appare un segno positivo. Un po’ meno quando ci si comincia a chiedere: “a quanti dei furfanti di ieri e di oggi è stato applicato il 416 bis?”.
    Quando la mafia ricorre a certe dimostrazioni – sempre ammesso che sia mafia – è perchè si sente minacciata. Almeno così dicono le analisi storiche. Si è dimostrato essere così per tutte le mafie in linea di massima. E’ un fatto, l’intensificarsi degli eventi nel 2012, è un fatto che avvengano quasi come risposta ad azioni andate a buon fine delle forze dell’ordine. Continuare a parlare in termini di forza mi pare troppo semplice. Così come appare troppo semplice trarre per tutti le stesse deduzioni. Specie se gli inquirenti ammettono, che anche per i casi precedenti agli ultimi le indagini sono ancora aperte. Aperte nel senso che mancano ancora le perizie balistiche, ad esempio, la tipologia di ordigno, le modalità di introduzione nell’edificio, la quantità, oltre che ai mandanti.
    Sarebbe troppo facile decidere di accettare una frase fatta per stare tranquilli (parlo per me, va da se).
    Un certo modo di agire della criminalità dedita al racket – associabile agli eventi oggetto – è stato descritto come tale dal Procuratore capo Russo.
    Di fronte a diverse domande, ci si potrebbe chiedere: “ con quale grado di certezza si può stabilire che proprio tutti questi attentati siano proprio tutti riconducibili al crimine organizzato dedito al racket? Proprio tutte le bombe erano uguali? L’ultima era uguale alle altre?

  • Questa era una bomba vera, non un cipollone.
    Il C4 non fa per questa gente, troppo poco importante e povera in canna per poterne disporre.
    Sarà mica TNT?
    Polvere da sparo?
    E da dove viene?
    Io resto dell’opinione che solo la Pena di Morte per i comportamenti mafiosi farà di Foggia e dell’Italia intera un paese normale privo di malati di mente che pretendono di essere dio in terra.
    Pulizia, pulizia, pulizia.
    Definitiva.

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