Editoriali

Il silenzio è dei colpevoli

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Locali lungo viale XXIV Maggio, area interessata dall'attentato dinamitardo a Foggia (St)

E’ in atto una vera e propria prova di forza da parte della criminalità organizzata foggiana. Spaccio ed estorsioni, il maggior business della criminalità, sono state poste sotto la lente d’ingrandimento della magistratura che con i recenti arresti ha cercato di porre un freno a queste attività criminali. Da parte sua la criminalità ha reagito mostrando il suo aspetto più violento ed eclatante: le bombe. Il messaggio è chiaro: qui comandiamo noi.

I cittadini si trovano nel mezzo di questa guerra. Sono spaventati e confusi. La classe politica, che quei cittadini rappresenta, non manda segnali di sdegno con un coro unico come dovrebbe fare per il ruolo che riveste nella vita cittadina. L’appello alla costituzione di un’associazione antiracket finora è caduto nel vuoto.

A Foggia, come in altre parti d’Italia, la magistratura e le forze dell’ordine lamentano spesso un isolamento rispetto alla propria azione. Si sa che la battaglia contro la criminalità non potrà mai essere vinta solo con gli arresti ma è prima di tutto una battaglia culturale. Certo la crisi economica di questi anni non facilita l’azione in questo senso. Però è anche vero che è proprio l’attività criminale a mortificare la crescita economica. Infatti dove più c’è presenza criminale più elevato è il tasso di disoccupazione. Il Sud Italia ne è la prova di questo assioma.
Per superare l’attuale momento in cui Foggia è impantanata c’è bisogno dell’apporto di tutte le forze sane della città. C’è bisogno che si parli ad una unica voce, consapevoli che il silenzio è dei colpevoli. Ma c’è soprattutto bisogna che si agisca, prima che i cittadini perdano completamente la speranza e che Foggia diventi una città fantasma.

(A cura di Antongiulio Esposito)



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Commenti


  • Vincenza

    La situazione descritta è purtroppo reale. Mai come in questo periodo c’è un diffuso pessimismo e un senso di rassegnazione a quanto accade. Abbiamo toccato il fondo. si avverte il bisogno di rinascita, di cambiamento, ma nessuno ascolta il grido straziante di questa città che soffre. Auguriamoci che si muovano i giovani, preparati e affettivamente legati a Foggia perché qui ci sono le loro radici, a prendere in mano la situazione con le loro idee, con il loro entusiasmo, con le loro speranze. Questo anche perché sono i più penalizzati…

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