Manfredonia
Per la struttura privata di Manfredonia stabilito un importo pari a 2.153.684,20 euro

Clinica S.Michele, fissati tetti 2014, proteste per stipendi

Società preannuncia licenziamenti; proteste unità: "il 14.11 retribuito agosto 2014, e gli altri"

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Foggia/Manfredonia – “ATTRAVERSO un articolo di stampa, la proprietà della Casa di Cura San Michele di Manfredonia ha ipotizzato il licenziamento dal 2015 di 40 dipendenti in caso di mancato raggiungimento di un tetto di spesa adeguato (concetto già ribadito dalla proprietà qualche mese prima,ndr). In verità a stento superiamo le 30 unità e molti tra medici e dirigenti sono pensionati. Ricordiamo inoltre che gli stipendi del personale sono fermi alla mensilità di agosto 2014. La retribuzione di luglio è stata erogata il 14 novembre 2014″. E’ la protesta di un dipendente della citata clinica privata, che – come rende noto ad oggi il sito del Gruppo Salatto
“dopo ripetute ristrutturazioni ed ampliamenti” ha assunto “la veste attuale di 35 posti letto suddivisi in due Reparti”: “lungodegenza e geriatria”. Il tutto ricordando come ordinanza del sindaco di Manfredonia dello scorso luglio 2014 “il Rappresentante della Casa di Cura San Michele – Gestione Daunia Medica S.P.A., di Manfredonia” era stato “autorizzato alla ”realizzazione, senza opere,per modifica” dei 15 posti letto di Lungodegenza in 15 p.l. di Geratria. Dunque 35 posti letto (31 accreditati, 4 messi a disposizione) unicamente nella disciplina indicata. La modifica segue l’istanza del 27.06.2014 presentata dal legale rappresentante della Spa.

La riflessione inviata a Stato del dipendente della citata clinica segue il recente accordo contrattuale – firmato dalla direzione generale dell’ASL FG – relativo al 2013 che riguarda la casa di cura “San Michele” di Manfredonia a fine 2014 “per un importo di 2,4 milioni che corrisponde all’85% del tetto di spesa 2012, che poi è stato successivamente rimodulato a 2,153 milioni“. Così in seguito alla seduta congiunta della III^ e della VI^ commissione consiliare, in cui erano stati auditi anche i sindacati.

Nel corso della citata seduta, Potito Salatto, azionista di riferimento della clinica in questione, aveeva lamentato in particolare “la gestione schizofrenica dei tetti di spesa, disattendendo la direttive regionali, con gravi ripercussioni sull’attività gestionale della struttura. Contraccolpi anche per quanto riguarda il personale, come lamentato dai sindacati, cui non sono stati corrisposti tutti gli istituti contrattuali previsti, fermo rimanendo che la problematica investe tutte la sanità privata accreditata della provincia di Foggia, come denunciato già nel 2011 nel corso di un’altra audizione in commissione. Anzi, da allora la situazione è peggiorata considerata la spending review che ha fatto seguito, tant’è che la fondazione Turati ha avviato le procedure di licenziamento per 15 unità a seguito delle diatribe collegate alle rimodulazioni del tetto di spesa, senza considerare poi la procedura fallimentare che sta interessando la Casa della Divina Provvidenza (Don Uva,ndr)”.

“Il presidente della III commissione Dino Marino ha chiesto che in sede di approvazione del DIEF 2014 che dovrebbe avere luogo a breve, si tenga conto della situazione di sofferenza del comparto dalla sanità privata che investe la provincia di Foggia (con un migliaio di addetti circa) in misura maggiore rispetto alle altre province, per rimpinguare le risorse dedicate.”

Anche l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia ha fatto riferimento al DIEF 2014 rispetto al quale era stata prevista il 20 novembre 2014 una seduta dalla Conferenza Stato Regioni, in cui dovrebbe essere quantificato l’importo del Fondo sanitario definitivo attribuito alla Puglia per l’anno corrente. In merito alla situazione dell’ASL FG l’assessore ha fatto presente che sulla problematica specifica hanno avuto luogo già due riunioni che hanno consentito di chiudere la questione per il 2012-13.

“Il direttore generale deve assumersi le sue responsabilità – aveva detto Pentassuglia – nell’ambito dell’autonomia gestionale che la legge gli attribuisce” decidendo se recepire o meno l’indirizzo politico, ma non si possono fare alchimie per coprire con risorse 2014 poste relative al 2012 e 2013, peraltro con un bilancio regionale parificato dalla Corte dei Conti. Pentassuglia ha sottolineato l’attenzione che il governo regionale riserva alla sanità foggiana, come dimostrano la recentissima legge di variazione al bilancio regionale 2014 e la bozza di riordino della rete ospedaliera che non prevede alcuna decurtazione per i posti letto.

Focus tetti di spesa. La delibera del DG ASL/FOGGIA del 14.11.2014. Relativamente ai tetti di spesa, si ricorda come con delibera del D.G. Asl/Foggia n.1359 del 14/11/2014, si era provveduto a modificare, in esecuzione alle sopraggiunte disposizioni impartite con la deliberazione di Giunta Regionale n. 683 del 17/04/2014, i tetti di spesa individuati con la deliberazione aziendale n. 689 del 9 giugno 2014 , nei confronti dei Centri di Ospedalità privata della Asl FG, sostituendoli con i valori di seguito riportati, che fanno esclusivo riferimento a quanto già assegnato per l’anno 2012 e confermato per l’anno 2013 alle Case di Cura, fatta salva l’ulteriore riduzione prevista dall’articolo 15 comma 14 della legge n. 135 del 2012:

Tetti 2014
Casa di Cura prof. De Luca 1.486.237,88
Casa di Cura Villa Igea Brodetti 5.824.736,84
Case di Cura Villa Serena e Nuova San
Francesco 10.083.157,92
Casa di Cura Daunia Turati: 499.263,16
Casa di Cura San Michele: 2.153.684,20

Per un totale di 20.047.080,00 euro.

Da qui l’Asl ha provveduto a sottoscrivere i contratti con le Case di Cura Private, nei limiti dell’importo del fondo unico aziendale di €. 20.047.080,00, già fissato con deliberazione n. 689 del 9 giugno 2014, quale tetto di spesa aziendale invalicabile, al netto della ulteriore spesa sostenuta nei confronti degli assistiti di altre regioni.

“Le prestazioni rese in surplus ai tetti invalicabili di remunerazione – come scritto nell’atto del DG ASL/Foggia del 14.11.2014 – non saranno ammesse alle procedure di liquidazione in forza della specifica disposizione portata dalla legge regionale n.12 del 2010”.

Stabilito inoltre che “in applicazione della DGR n. 1494 del 2009, nell’ambito del tetto di spesa assegnato a ciascuna casa di cura, alle prestazioni erogate tra l’80% ed il 100% del medesimo tetto si applica la regressione tariffaria pari al 15% , ai sensi dell’art. 17 della
legge regionale n. 26 del 2006”.

ALLEGATI
Autorizzazione chirurgia Casa di Cura San Michele

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Clinica S.Michele, fissati tetti 2014, proteste per stipendi ultima modifica: 2014-11-22T14:36:03+00:00 da Redazione



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Commenti


  • elisir

    Caro direttore inoltre si va presente che i medici vengono pagati prima della cosiddetta ” classe operaia” (infermieri ed ausiliari) e chiedo a qualche legale se ciò potrebbe essere perseguibile penalmente.


  • babbo natale

    L’altro giorno sono andato alla San Michele x delle analisi cliniche completamente gratis ma dico che veramente è in crisi come mai si spendono questi soldi? Sarei contento se qualche dirigente della suddetta società mi rispondesse. A proposito l’organizzazione non è delle migliori visto che all’ingresso non c’era nessuno che indicasse dove andare e ho vagato un pò x la struttura.

  • siamo proprio alla frutta prima l’ospedale dopo i mega depositi di gas ora la casa di cura voglio lanciare un appello ai socialmente inutili non votateli piu questi pelandroni , s evi toccano dei diritti non sono loro quelli che ve li danno non avete paura senza di voi non possono nuocere .coraggio forza manfredoniani

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