Manfredonia
A cura di Antonella Umbriano

Manfredonia, Riforma costituzionale “Le ragioni del NO”

"Informarsi è importante per essere cittadini attivi e partecipi affinché il nostro contributo possa davvero migliorare questo Paese"

Di:

Approvate voi il testo della legge costituzionale,
sulla mera promessa di abbattere il bicameralismo paritario?
La mera promessa di ridurre il numero dei parlamentari?
La mera promessa di ridurre il costo delle istituzioni?
La mera promessa di sopprimere il CNEL?

Volete voi che tutta la competenza decisionale in materia territoriale su moltissime questioni come: ambiente, energia, istruzione, formazione, trasporti, sanità, grazie alla riforma del titolo V della seconda parte della costituzione, passi nelle mani del governo che potrà decidere da solo senza dover ascoltare gli enti locali, quali regioni e comuni, Soffocando di fatti la voce e la volontà popolare?”

Questo, in poche e povere parole il quesito referendario a cui milioni di italiani sono chiamati a votare sul referendum di domenica 4 dicembre, sulla riforma Costituzionale scritta da Renzi-Boschi- Verdini, approvata a colpi di scorrettezze istituzionali, una farsa ingannevole che delega il pieno potere di decidere su questioni di rilievo per il territorio
(vedi energas) ed altre materie importanttantissime, alla volontà del premier di turno, che potrà decidere autonomamente e secondo i propri “interessi”.

Il comitato per il No di Manfredonia ha organizzato un evento pubblico per sabato 26 novembre ore 19.00 nell’auditorium “C. Serricchio” presso Palazzo Dei Celestini, con il prof. Massimo Villone esperto costituzionalista, docente alla facoltà di giurisprudenza presso l’universitá di Napoli, per ascoltare un Autorevole parere sulla disciplina costituzionale, in particolare sulla riforma Costituzionale, sulla deforma del titolo V, e il rapporto di questi con il territorio e le autonomie locali.

Siete tutti invitati a partecipare, questo invito è rivolto a chi pensa di votare No, ma sopratutto a chi pensa di votare si, affinché si possa avere un confronto onesto e democratico, capire meglio le ragioni del No alla riforma. Questa é una opportunità di dialogo e confronto per capire da vicino chi siamo e dove stiamo andando, sopratutto, quale forma di governo stiamo scegliendo per noi e per i nostri figli a cui dobbiamo più che un tozzo di pane concesso da una dittatura mascherata da democrazia.

“Informarsi è importante per essere cittadini attivi e partecipi affinché il nostro contributo possa davvero migliorare questo Paese”.

Antonella Umbriano – Coordinamento comitato



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Commenti


  • Nicola

    Umbriano vai —-. Spero che il SI vi seppellisca definitivamente.


  • Leonardo

    il 90% di chi vota no, crede che sulla scheda ci sia scritto: “A te piace Renzi?” e scrivono NO.
    Se la stessa riforma che adesso criticano con motivazioni modeste, come hai già scritto tu, l’avesse scritta qualcun’altro direbbero tutti SI.
    La testimonianza vivente sono Bersani e Berlusconi. Uno l’aveva già votata e adesso dice no, l’altro ne aveva proposta una molto simile e ancor più autoritaria e oggi dice attenzione alla democrazia.
    Ma su andiamo……


  • Io voto NO

    La riforma costituzionale Renzi-Boschi accentra il potere verso l’alto: dal Parlamento al Governo; dal Consiglio dei ministri al capo del Governo; dalle autonomie territoriali allo Stato; dagli elettori a una oligarchia di pochi eletti.
    Il combinato disposto della riforma costituzionale e dell’Italicum (la nuova legge elettorale che è anticostituzionale, infatti adesso la vogliono cambiare anche se il Governo Renzi aveva posto su di essa la questione di fiducia) consegnano molte decisioni fondamentali ad una falsa maggioranza dominata dal capo del partito e sostenuta di fatto da meno di un terzo dei consensi elettorali. Questa maggioranza è in grado di decidere da sola sui diritti fondamentali di libertà, sull’indipendenza della Magistratura, sulle regole dell’informazione, sui principi dell’etica pubblica, sui privilegi e sulla condizione della classe politica, sulle leggi elettorali e perfino su ulteriori revisioni della Costituzione. Il controllo dei lavori parlamentari da parte del Governo e lo stravolgimento del sistema delle garanzie costituzionali, infine, indeboliscono i contro poteri che fanno da contrappeso al predominio di una fittizia maggioranza. Infatti, La riforma costituzionale prevede poi che questa maggioranza (falsa) di eletti (che rappresenta una minoranza di elettori) voti la fiducia al Governo e faccia le leggi ordinarie. Non solo. Con ben 340 seggi alla Camera, tra l’altro, potrà:
    a) influenzare l’approvazione delle riforme costituzionali;
    b) condizionare l’elezione degli organi di garanzia, quali il Presidente della
    Repubblica, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura e i giudici della Corte costituzionale;
    c) controllare il sistema pubblico dell’informazione (RAI).
    In altri termini, si va verso una deriva autoritaria del nostro sistema dove i cittadini non conteranno quasi più nulla, soprattutto nella scelta dei propri rappresentanti che saranno in netta maggioranza nominati dalle oligarchie di partito.
    Renzi, dopo aver spaccato il PD, con questa riforma sta dividendo il Paese in modo lacerante sulla legge fondamentale dello Stato: la Costituzione che dovrebbe unire e nella quale tutti i cittadini democratici dovrebbero riconoscersi. Il 5 dicembre, purtroppo, non sarà più così e questo grazie a Renzi.


  • antonella Umbriano

    Egregio Leonardo, davvero credi che le motivazioni di critica siano modeste? Ogni giorno sui giornali, sui forum, sui quotidiani, in tv, su internet, sui social midia, compaiono fior di professori, esperti costituzionalisti, professori di diritto, esperti di politica, ma anche semplici opinionisti, giornalisti politici, che fanno scuola sui milioni di motivi per cui votare NO alla riforma, credimi, davvero sarebbe difficile elencarli tutti in un semplice articolo di invito, se volessi scrivere un papiro di motivazioni, non avrei problemi, la materia trattata non é semplice, Gli articoli che si vogliono cambiare, sono stati riscritti, in molti casi, in molto criptico, di difficile comprensione ai più, e qui, Noi non dobbiamo scrivere un trattato, non serve farlo, serve invece estendere un invito semplice e compendioso, che porti la gente a venire ad ascoltare l’Autorevole opinione di un esperto Costituzionalista, che conosce bene la materia e puó, dall’alto della sua esperienza e professionalita spiegare bene il perché “VOTARE NO”a questa riforma.
    I comunicati, a mio modo di vedere, non devono essere pesanti da leggere, ma devono leggersi.


  • Ex elettore magno pentito

    Ma cosa vuoi spiegare tu, Umbriano, testa di legno . Ma ,signori ,ci rendiamo conto che personaggi sono questi del NO. DIAMO loro una pedata, votando SI AL referendum. Una accozzaglia di personaggi : D’Alema, Berlusconi, M5S, Salvini, Meloni,Monti, deMita, Brunetta, Ferrero, va va U professor e chi più ne ha più ne metta.


  • Leonardo

    Egregia Antonella,

    davvero credi che le motivazioni per il SI siano modeste? Ogni giorno sui giornali, sui forum, sui quotidiani, in tv, su internet, sui social midia, compaiono fior di professori, esperti costituzionalisti, professori di diritto, esperti di politica, ma anche semplici opinionisti, giornalisti politici, che fanno scuola sui milioni di motivi per cui votare SI alla riforma, credimi, davvero sarebbe difficile elencarli tutti in un semplice articolo di invito, se volessi scrivere un papiro di motivazioni, non avrei problemi, la materia trattata non é semplice.

    Elenco 10 motivi per cui votare SI

    Primo. Checché ne dica il fronte del “no (a tutto)”, è una buona riforma costituzionale perché affronta finalmente questioni in sospeso da decenni e lo fa in modo adeguato. Naturalmente non è perfetta: nessuna riforma discussa e votata democraticamente può essere perfetta nel senso di perfettamente coerente e priva di compromessi e concessioni reciproche. Questa riforma – comunque – è sufficientemente coerente.

    Secondo. L’essenziale che si voleva ci fosse, c’è. Superamento del bicameralismo perfetto, fiducia con la sola Camera, prevalenza legislativa della Camera politica, Senato di rappresentanza territoriale indirettamente eletto, revisione del titolo V, abolizione enti inutili o comunque costituzionalmente non necessari.

    Terzo. E’ una riforma in continuità con le migliori proposte del passato (ahimé restate tali) e perfino con l’iniziale ispirazione dei Costituenti del 1946-47: quando questi avevano immaginato proprio un Senato composto, in parte, di rappresentanti dei consigli regionali.

    Quarto. In particolare la riforma affronta contestualmente due questioni cruciali fortemente interconnesse: riforma costituzionale, riforma elettorale. Una delle principali cause della transizione mai conclusa (iniziata nel 1991 e in sospeso da allora) sta proprio nell’aver fatto le riforme elettorali (a metà, oltretutto), ma non aver fatto alcuna riforma costituzionale. Questa riforma invece va in parallelo con quella elettorale. Si tratta di due innovazioni che si completano bene a vicenda, rendendo possibile – nelle aspettative ragionevoli – una preziosa continuità fra (1) voto dei cittadini; (2) scelta di governo e di leadership; (3) governi di legislatura; (4) giudizio periodico degli elettori sulle cose fatte e su quelle non fatte. E’ – in pratica – qualcosa di vicino al c.d. “sindaco d’Italia”: se funzionerà come ha funzionato l’elezione diretta dei sindaci (una delle riforme più riuscite degli ultimi 25 anni), si potrà essere più che soddisfatti.

    Quinto. Mette il nostro ordinamento costituzionale in linea con quelli delle altre democrazie con le quali collaboriamo e/o competiamo. Lo fa senza ridurre in nulla, anzi ampliando, gli spazi di democrazia, checché ne dicano alcuni fanatici del “la Costituzione non si tocca”. Sana il deficit democratico di una camera il Senato non eletto oggi a suffragio universale (anche se nessuno sembra ricordarsene).

    Sesto. Pone fine a una lunghissima stagione di inconcludenza riformatrice che dura da oltre vent’anni: il che di per sé ha concorso ha ridurre la fiducia nella politica e in generale l’autostima del Paese in sé stesso. Dà il segnale, di pari passo con altri provvedimenti del governo in carica, di un’Italia che reagisce alla sua crisi e mostra di saper cambiare.

    Settimo. E’ una base solida per continuare sulla strada delle riforme, di cui il paese ha bisogno: lo rimette in carreggiata e ne favorisce il rilancio.

    Ottavo. E’ uno strumento prezioso per perseguire meglio l’attuazione dei principi fondamentali (articoli da 1 a 12) e per meglio assicurare la tutela dei diritti di cui parlano gli articoli da 13 a 54. La giustizia sociale e la difesa degli ultimi non si promuovono con istituzioni impotenti e inefficaci: servono al contrario istituzioni forti e incisive.

    Nono. Questa riforma può essere – volendo e sapendo – uno strumento per il rafforzamento della democrazia e il rilancio della politica. Qui molto starà – è chiaro – ai protagonisti (classe politica nazionale, classi politiche regionali e locali, cittadini tutti). Perché una cosa resta ovviamente chiara a tutti: le istituzioni (inclusi i partiti), le regole giuridiche (dunque le Costituzioni) sono strumenti, mezzi in vista di un fine. Bisogna saperli utilizzare al meglio. In ogni caso la storia insegna che non è la forza ma la debolezza del potere democratico a mettere in crisi la fiducia nelle istituzioni e nella politica.

    Decimo. Con questa riforma, il Parlamento della XVII legislatura sta dunque concorrendo a fornire gli strumenti per una più efficace governabilità futura. A tutti noi saperne approfittare e mostrarsene degni.

    Infine: sono anni che – giustamente – la classe politica viene messa in croce per l’incapacità di riformare sé stessa, la Costituzione e la legge elettorale: e ora che questo avviene e che un Parlamento si assume al responsabilità di fare le riforme ed anzi un ramo del Parlamento (il Senato) trova il coraggio – finalmente! – di trasformare radicalmente sé stesso riducendo di 1/3 la classe politica parlamentare, cosa facciamo? buttiamo tutto all’aria come se si giocasse a un eterno “gioco dell’oca”? I cittadini daranno la loro risposta.


  • IPOCRISIA SIPONTINA

    CON UN SI DONATE UN SORRISO A RENZI – VERDINI – BOSCHI – CALENDA – MENALE – BORDO – CAMPO – RICCARDI – ZINGARIELLO – SDANGA – APOLLONIO – RENATO – E TANTI ALTRI PAGGETTI E PERSONAGGI POLITICI MOLTO MA MOLTO ATTENTI AI PROBLEMI DELLA CITTA’ E CHE TANTO AMORE INFINITO NUTRONO PER ESSA.


  • Loredana

    Ex elettore, che ridere e pensare che eri Daleniano di ferro, se oggi blateri su una poltrona è solo grazie a lui, questo tradire a convenienza gli amici che ti hanno servito il piatto di minestra quando eri un morto di fame qualunque, fa intendere bene che razza di politicanti siete. In fondo siete come renzi, con la differenza che se passa questa riforma, voi sarete i primi a provare i suoi effetti.


  • antonella Umbriano

    Leonardo, quindi, a tuo scrivere sarebbe facile parlare di questa riforma, mettendoci un po di notizie prese a comodo, molte considerazioni personali, mescolando il tutto tra cio che si desidera e quello che invece potrebbe essere, guarnire il tutto con qualche abbellimento politico, ed ecco servita una bella minestra da mangiare calda calda.
    In fondo, quanti riescono a comprendere, cogliendo il vero senso di questa riforma? quanti si documentano? tanti anziani votano per sentito dire, basta affermare che si diminuiscono i senatori e i costi della politica, quindi raccondiamo ciò che gli anziani vogliono sentirsi dire, facciamo un po di demagogia, in questo modo si prendono capre e cavoli facendo fuori grossa parte del popolino, giusto?infondo il popolino non é niente,
    il popolo serve per lavorare e pagare le tasse, affinche i politicanti possano goderne vivendo da mantenuti del potere che grazie a questa riforma diventerà potere incontrastato, blindato dalla dittatura più becera, mussolini e i suoi fasci, Hitler e il suo nazismo, e dopo 60anni avremo invece il” SOLA E IL SUO RENZISMO TOTALITARIO”grazie alla sua assurda riforma costituzionale il cui unico scopo é quello di accentrare il potere nelle sue uniche mani, senza contrappesi di democrazia che garantiscono la promulgazioni di leggi ed emendamenti giusti, equi, condivisi.
    Io non faro un elenco di dieci punti, come invece hai scritto tu,
    te ne daro uno solo, ma molto importante, IO VOTO NO a questa riforma Perché a decidere chi mi rappresenta in parlamento, devo essere io e non il partito.
    perché a decidere per un territorio deve essere la popolazione che vi risiede stabilmente, e non un politicante lobbista e mercenario.
    La democrazia, i diritti non si vendono, ne si scambiano, sono sacri come la vita stessa.


  • Ex elettore magno pentito

    Cara Loredana, quella falsa, io non ho mai votato D’Alema, anzi alle comunali mi sono fatto abbindolare dal tuo ciarlatano, che dei problemi della città non gliene frega niente, a lui interessa attaccare , denigrare e diffamare il sindaco, con attacchi personali. Caro Leonardo perdi sono tempo e fiato con questi personaggi. A loro non interessa di energas, referendum e dei vari problemi, il loro unico obbiettivo e di dare battaglia al SINDACO. MANFREDONIA VECCHIA era partita con una cinquantina di persone, man mano grazie al professore e all’antonellona sono rimasti una decina. Credimi non hanno idee, progetti, in compenso per racimolare qualche votino si sono inventati i corsi di cucito. Per non parlare della ciliegina sulla torta, la Umbriano coordinatrice del NO. Per cui come dice qualcun’altro seppelliamoli con una valanga di SI. LOREDANA DALEMIANO NON DALENIANO,


  • Lettore attento

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