Macondo
Numero 156. In collaborazione con Marilù Oliva. Questa settimana recensioni de "Il volo di Natale", di Craig Johnson e "Quando eravamo prede" di Carlo D'Amicis

Macondo – la città dei libri

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Logo macondo“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
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Storie in pillole di renne meccaniche e Babbi Natali eroici
di Piero Ferrante
copertina_1411Divano, copertina in pile, il vento che sferza i vetri e li fa sobbalzare. Un tappeto, sul tappeto il tavolino da fumo e sul tavolino una tazza, l’odore della cioccolata calda che scalda i muri, un calice di vino per l’atmosfera. I rumori normali di una casa in tempo di Natale. Il fuoco dei fornelli, l’acciottolare delle pentole e delle padelle, il sugo che gorgoglia, i ferri da lana che ticchettano e battono i secondi, le gambe della donna che ti sta accanto, rassicuranti stufe di carne. Le luci dell’albero che, come per magia, rallentano il tempo e annientano la Storia, sommergendo cinismi e ricordando a tutti che sì, c’è ancora speranza per chi crede nelle favole. Atmosfera. Pace. E un buon libro che caschi a proposito.

Per esempio, “Il volo di Natale”, di Craig Johnson, pubblicato dalla E/O. Un libretto veloce, da ingurgitare come un calice di parole e con il sorriso stampato sulle labbra. Non un ghigno, ma proprio un sorrisetto di soddisfazione, a metà tra il divertito e il sentimentale. Sì, perché come ogni Natale che si rispetti non c’è festa senza il lieto fine. Che per una volta è lieto fine di tutti, quasi fosse un diritto umano: il diritto acché tutto vada bene. E così, in un’avventura tutta americana in bilico tra corsi e ricorsi sulla corda dei ricordi, Johnson abita un Wyoming tempestoso di sceriffi sbronzi e menomati, brutti ceffi ma dal cuore d’oro, incastonato in una corazza di irredento coraggio e lucida follia. Saranno loro che, nel giorno della Vigilia di Natale dell’Anno del Signore 1988, a bordo di un vecchio bombardiere della Seconda Guerra Mondiale, tenteranno di portare in salvo una bimba vittima di un terribile incidente stradale.

Il Natale di Longmire, Lucien, Isaac e Julie diventa un Avvento adrenalitico in attesa ansiosa della salvezza. Per loro, Babbi Natali eroici in sella a un’unica grossa renna obesa cigolante appesantita dagli anni, si fa il tifo dalla prima all’ultima pagina. Perché vincano il dolore e la tristezza, ma anche perché, puri come sono, non si può non amarli.

Craig Johnson, “Il volo di Natale”, E/O 2014
Giudizio: 3 / 5 – Jingle bell punk
Da leggere ascoltando: Sex Pistols, Jingle Bells
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∞ Quando eravamo prede ∞
di Marilù Oliva
??????????????????Titolo: Quando eravamo prede
Autore: Carlo D’Amicis
Editore: minimumfax
Il libro: Prendete una distesa di boschi incontaminati che sembra il paradiso terrestre. Tracciate una linea sottile che la divida dal nostro mondo. Popolatela infine con una strana stirpe di cacciatori che si veste con le pelli delle prede e utilizza disinvolta i loro nomi: Alce, Agnello, Cagna, Toro, Ghepardo, Leone, e poi Cagna, Farfalla, Zebra… Esseri umani bestiali o bestie umane? Di sicuro gli abitanti del Cerchio pretendono di vivere immersi nella natura; anzi, di essere essi stessi la natura. Ma che succede se, da un giorno all’altro, tutti gli animali del bosco scompaiono? Se i cacciatori si scoprono improvvisamente affamati, impotenti, malati? Se una scheggia impazzita di civiltà cade tra gli alberi della fortesta e li porta a scoprire la religione, il linguaggio, la proprietà privata? Spinti tra le braccia di sentimenti più pericolosi dei loro fucili, come l’amore, la compassione e la paura, ecco che i cacciatori si trasformano in prede. Tra preistoria e fine della modernità, Quando eravamo prede sembra riassumere in una sola vicenda l’intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura, come se La fattoria degli animali rivivesse ne La strada di Cormac McCarthy. Carlo D’Amicis fonde la potenza dell’allegoria e il gusto del romanzesco per raccontare il mistero della nostra eterna imperfezione.
Uscito: giugno 2014
Pagine: 187
ISTRUZIONI PER L’USO
Composizione ed eccipienti:
Si chiama Cerchio ed è l’area di non-civiltà, di disumanizzazione che marchia i suoi abitanti, popolo di cacciatori. Rasentano abitudini primitive ma lambiscono la modernità. Si coprono di pellicce, aderiscono alla natura e alle sua leggi crude, prima tra tutte: uccidere. Hanno mani di fango e nomi di bestia. Nomi che evocano potenza: Leone, Toro, Bisonte, ma anche nomi che li riconducono alla loro indole meschina: Sciacallo, Cagna, Vipera. Qui Toro, Alce, Cagna e Agnello portano avanti qualcosa che assomiglia a un nucleo familiare. Il loro orizzonte segna un confine al di là del quale il mondo è sconosciuto, si sa solo che vi abitano le Scimmie, gli altri. E sarà proprio una Scimmia a infrangere il nucleo spaccando gli equilibri. Troverete: una scrittura calibratissima, tra narrazione mitologica e azione, allegorie, rimandi biblici, riti solenni, iniziazioni. E molto altro.
Indicazioni terapeutiche:
Questo libro cura la Predatorite Acuta
Consigliato a tutti, benefico per:
– Predatori indefessi
– Prede per partito perso
– Chi non dà i nomi prima di agire
– Chi pensa che le donne siano troppo pericolose per gli uomini, così le relega in pascoli lontani.
Controindicazioni:
Se soffrite di muridofobia (paura dei topi), leggete con cautela la seconda parte.
Posologia, da leggersi preferibilmente:
All’aperto
Effetti indesiderati:
Correrete a fare una gita nel bosco.
Avvertenze:
Conservare di fianco a “Il signore delle mosche” di William Golding, a “La strada” di Cormac McCarthy e a “La fattoria degli animali” di George Orwell
La recensione completa la trovate su il Bugiardino, sezione de il LIBROGUERRIERO, blog della scrittrice Marilù Oliva
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Con il ritorno di Macondo, abbiamo ancora più bisogno di sentire la vostra voce. Inviateci suggerimenti, critiche, proposte, consigli a p.ferrante@statoquotidiano.it

Macondo – la città dei libri ultima modifica: 2014-12-22T14:25:03+00:00 da Piero Ferrante



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