Manfredonia
"A Gaetano Prencipe deve essere riconosciuto il rispetto che merita chiunque decida di mettersi in gioco"

Primarie Manfredonia, Piemontese: ora superare divisioni

"Manfredonia rappresenta, sotto questo profilo, un vero e proprio laboratorio politico del centrosinistra in cui dirigenti e militanti sperimentano da 20 anni formule sempre nuove ma con lo stesso identico risultato: il buon governo della città."


Di:

Manfredonia – “LE primarie di Manfredonia hanno fatto registrare una partecipazione mai verificatasi certamente in Puglia e forse in Italia, testimoniando il radicamento territoriale del Partito Democratico e del centrosinistra capace di contrastare il generale sentimento di sfiducia nei confronti della politica. La vittoria di Angelo Riccardi non lascia spazio a dubbi sulla sua leadership amministrativa e lo legittima pienamente a rappresentare la coalizione che concorrerà alle prossime elezioni comunali con il più che realistico obiettivo di vincerle”.

Lo dice Raffaele Piemontese, segretario provinciale del PD foggiano.

“Manfredonia rappresenta, sotto questo profilo, un vero e proprio laboratorio politico del centrosinistra in cui dirigenti e militanti sperimentano da 20 anni formule sempre nuove ma con lo stesso identico risultato: il buon governo della città. A Gaetano Prencipe deve essere riconosciuto il rispetto che merita chiunque decida di mettersi in gioco per sostenere le proprie idee ed un progetto politico utile alla comunità in cui vive e opera. Chiuse le urne bisogna superare divisioni e asprezze dialettiche per procedere uniti e compatti verso le elezioni amministrative, perché è lì che il Partito Democratico e Angelo Riccardi dovranno dimostrare quanto saranno capaci di convincere i manfredoniani a fare un altro pezzo di strada insieme. Risultato che sarà più agevole da cogliere se condiviso con lealtà e responsabilità da tutti i protagonisti dell’attuale fase politica”.

“Lo meritano innanzitutto le volontarie ed i volontari che con il loro entusiasmo e la loro passione hanno reso possibile un’altra, meravigliosa festa della democrazia”.

Redazione Stato

Primarie Manfredonia, Piemontese: ora superare divisioni ultima modifica: 2014-12-22T21:32:48+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Filippo

    Ora bisogna capire dove si indirezzeranno i 5000 voti della “minoranza” del PD. Quanti voti avrebbe raccolto la “maggioranza” del PD se non fossero venuti in soccorso centrodestra, partiti di coalizione e stranieri vari?
    Ma che razza di primarie del PD sono state?


  • io

    FANNO GOLA A TUTTI VOTI DATI A GAETANO PRENCIPE. DALLE DICHIARAZIONI DEI POLITICANTI DI MESTIERE COME STO PIEMONTESE O SCALFAROTTO ED IL SILENZIO DI EMILIANO TUTTI TIFOSI DI RICCARDI DIMOSTRANO CHE NON HANNO CAPITO NULLA DI QUANTO ACCADUTO.
    GAETANO FRANCO SALVATORE MIMMO DAMIANO ALESSANDRO LORENZO COSIMO NON FARE VI FRECA RE. IL BELLO VIENE ADESSO. VI VOGLIONO ADDOMESTICARE.


  • cartesio

    Gaetano e gli altri per quello che è accaduto e si legge ora tu hai una grande responsabilità. Rappresentate ormai solo voi l’anima del PD . Siamo tutti con te. Riccardi campo bordo pecorella gatta ecc sono il nuovo NPD.


  • Per "io"

    io?? va farti una rinfrescata del cervello…e prendi coscienza che hai perso STOP…se vincevate davate risalto alla vostra vittoria..eravate fiduciosi di vincere..nonostante avete giocato sporco sulla persona e non sui contenuti ,programmi,opere fatte e quelle non fatte…siete ridicoli..una volta compattati la macchina da guerra CAMPO-BORDO_RICCARDI vi ha sciolti come neve al sole…fatevi da parte…tutti sti nomi ciccio…chicca…ma chi sono???chi e’ Salinari??? chi e’ Scarano e soprattutto chi e’ sto ..di Troiano che ha sostato una domenica intera in Piazza..non hanno manco i voti ……quindi per favore guardate la realta’…siete scomparsi tutti…l’unico rimasto dopo l’esito e’ stato ZIngariello.. Andate via del PD visto che non accettate le idee del triumivirato….create una nuova margherita…oppure un garofalo….jet vin…


  • maestro

    Prostituzione politica e vassallaggio, i reati della politica odierna

    Se è vero che la casta ha iniziato ragionevolmente a rinunciare ad alcuni dei tanti privilegi goduti fino ad oggi a dispetto della grande maggioranza della popolazione, non altrettanto possiamo dire della politica locale.

    prostituzione politica
    prostituzione politica, reato della politica locale
    Qui assistiamo a fenomeni importanti di vassallaggio. Tutto si muove attorno al capo “politico”. Senza un rapporto clientelare l’iniziativa privata è ostacolata dalla pubblica amministrazione. Il vassallo di turno agisce per conto ed in nome del capo.

    La politica diventa prostituzione politica. Chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica in nome ed a favore della comunità, si ritrova a vendersi per piccoli privilegi. Ogni scelta politico-amministrativa viene quindi filtrata dai rapporti di vassallaggio che il capo “politico” mantiene con i propri vassalli/clienti.

    Fino a che la politica locale resterà inchiodata a fenomeni di prostituzione politica, non è significativo che l’Italia abbia un rating AAA o BBB, questo paese non vedrà nessuno sviluppo.

    Solo se i cittadini saranno capaci di negarsi a rapporti di servitù e vassallaggio verso i governanti locali, questo paese potrà vedere un nuovo rinascimento.

    Fino ad allora, accontentiamoci di vedere baroni e baronetti fare il bello e il cattivo tempo. L’ “alta politica”, quella che viene svolta a Roma, in camera e senato, non potrà che essere figlia della politica feudale e come tale negare il benessere della comunità, i diritti dei cittadini.


  • maestro

    Cambi di casacche e partiti, transumanza politica senza fine?”

    Le candidature per la imminente competizione elettorale potrebbero riservarci ancora molte sorprese. Indiscrezioni annunciano cambio di casacche da far vomitare anche i morti…Ma cosa rende possibile questa transumanza politica senza fine? Una volta c’erano i partiti che facevano riferimento a delle ideologie, a delle visioni del mondo, a delle concezioni della società, della vita, dell’economia, a dei riferimenti internazionali.
    Passare dalla DC al PCI o al MSI era quasi impossibile. I mal di pancia, le aspirazioni frustrate, trovavano un sedativo all’interno della stessa area politica attraverso le “correnti”. Poi venne la crisi dei regimi dell’est, la morte delle ideologie, tangentopoli, ecc…
    Ex-democristiani ed ex- comunisti si misero insieme per costruire una imbattibile “macchina da guerra” e Berlusconi raccolse tutti quelli che in essa non si riconoscevano. Da allora la politica non è più legittima ambizione personale per raggiungere dei traguardi e realizzare un progetto politico, ma puro arrivismo, lotta individuale per ritagliarsi un posto al sole ben retribuito. Non vi è alcuna visione comune dei problemi, né aspirazione a realizzare un sognato modello di società. Fino a quando vi sono da spartire incarichi, postazioni amministrative, in una parola potere, le aggregazioni tengono. La Basilicata è un esempio di questa capacità di tenuta del sistema di potere che comporta una fisiologica lotta interna ed un’altrettanta fisiologica espulsione da quel “sistema” del più debole o del meno tutelato a livello a nazionale.
    Ex-comunisti ed ex-democristiani da noi governano ininterrottamente dal 1995, lo facevano già prima in ruoli diversi e distinti di maggioranza e opposizione, ed hanno di fatto realizzato l’unico miracolo che si può attribuire ad Aldo Moro, che la Chiesa vorrebbe beatificare, quello di far diventare convergenti delle parallele.
    Il PDL si accontenta di sopravvivere con qualche riciclato o superprotetto romano ed una Destra che si lecca le ferita procurate dalla diaspora in cui si è dissolta. All’ottimo Di Consoli, che nei giorni scorsi è scagliato contro i nominati eletti del PDL, bisognerebbe raccontare la storia della Destra lucana che nel 1995 ottenne tre parlamentari e quattro consiglieri regionali ed una marea di amministratori locali e si è auto-annientata con una guerra cannibalesca ed intraspecifica. Non è colpa degli altri se ne hanno approfittato. Tutto cambia invece quando si tratta del governo nazionale. Lì le contraddizioni sono invece destinate ad esplodere, perché si tratta di compiere scelte di fondo, di misurarsi con altri attori importanti della società ( i sindacati, confindustria, il mondo cattolico, l’associazionismo, le corporazioni professionali, ecc…).
    Il PD, come il PDL, come la stessa aggregazioni che si è riunita intorno a Monti, non ha una sola visione di politica economica . Il responsabile per l’economia ed il lavoro del PD, Fassina, che è un comunista a 360 gradi, se ad esempio, facesse il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, troverebbe come alleati sono la SEL e la CGIL, mentre avrebbe contro una parte consistente dello stesso PD, l’Europa, le piccole e medie imprese, confindustria, ecc…Il governo insomma non avrebbe vita lunga. Se a questo si aggiunge che al Senato vi sono molte probabilità che non vi sia una maggioranza netta, il quadro della instabilità futura è completo.
    La lunga transizione insomma non è ancora finita, la seconda repubblica non è ancora nata e viviamo la coda interminabile e velenosa della prima.


  • Andate via

    Devono andare via dal PD un po’ di gente che sono estranei al Partito , che buttano zizzania solo per non avere i propri tornaconti,i vari TITTA;SALINARI;SCARANO,DI SABATO e l’insipido TROIANO…devono lasciare il PD ..non e’ la loro casa…fatevi una lista civica…margherita..garofalo…chiamatela come volete…ma lasciate il PD siete solo dei detrattori…arrivisti…


  • venghino signori

    Certamente devono andare via, adesso avete quelli che si dichiaravano di destra, vedi Lo Riso, Gatta, Basta, Pecorella, Marasco, ..


  • maestro

    MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL
    SINDACO SIG. ANGELO RICCARDI

    I sottoscritti Consiglieri Comunali, ai sensi e per gli effetti dell’art. 52 D. Lgs. 267/2000 (TUEL) e dell’art 47 del Regolamento Comunale.
    PREMESSO
    -che la Giunta Riccardi, sin dal suo insediamento, ha prodotto, unicamente, un pericoloso e riprovevole degrado dell’azione amministrativa che si è manifestato nelle sue forme più gravi e preoccupanti soprattutto in questi ultimi anni;
    – che tale degrado ha inquinato anche i rapporti politici fra i componenti della maggioranza guida PD ed il Sindaco e tra questi e i componenti dell’Esecutivo. Vedasi in proposito il cambio repentino di ben quattro, su otto, degli assessori, a suo tempo, designati ( Nunzio Giandolfo, Anna Rita Prencipe,Michele Gallifuoco e Damiano D’Ambrosio );
    – che la mancanza di qualsivoglia iniziativa politica e programmatica della Giunta Comunale è la causa principale della scarsa efficacia, se non proprio paralisi, dell’azione amministrativa, che ha generato sfiducia e disorientamento anche tra i nostri concittadini;
    – che la maggioranza attuale, già indebolita dalla defezione di numerose componenti politiche, sembra manifestare, essa stessa, una mancanza di fiducia sempre più evidente e decisa nei confronti dell’azione del Sindaco e della Sua Giunta, per il mancato rispetto del programma politico amministrativo che era stato siglato fra le diverse componenti della coalizione “ Manfredonia Viva “ ;
    – che all’orizzonte non s’intravede una soluzione all’attuale situazione di crisi, la quale sta determinando un immobilismo e un’impotenza tali da aver trascinato e il paese verso una inutile agonia che rischia di protrarsi sino alla scadenza naturale, arrecando ulteriori gravi danni all’intera cittadinanza;
    – che, a sostegno di tanto, va ricordato che la seduta consigliare del 7/3/2014 è stata rinviata in quanto tutti i membri della eterogenea e divisa maggioranza che sostiene l’esecutivo sono stati colpevolmente e volontariamente assenti allo scopo di sottrarsi al dibattito sulle vicende giudiziarie che hanno colpito il Sindaco nei giorni immediatamente precedenti;
    – che detto comportamento, eticamente inqualificabile oltre che censurabile sotto il profilo del rispetto delle Istituzioni,evidenzia unicamente l’arroganza di questa maggioranza e la scarsa considerazione che ha dei cittadini e del loro sacrosanto diritto di conoscere la verità e di assistere ad un confronto politico trasparente tra le parti:
    – che a questo punto la permanenza nelle funzioni del Sindaco e della sua Giunta, non può che determinare, come già detto, un’inevitabile e dolorosa situazione di stallo.
    CHIEDONO
    l’immediata convocazione del Consiglio Comunale, con l’inserimento nell’Ordine del Giorno del Consiglio stesso della presente Mozione (“Mozione di sfiducia al Sindaco di Manfredonia, Sig. ANGELO RICCARDI), affinché venga discussa e deliberata, nei modi, nei tempi e per le finalità previste dalla Legge e dal Regolamento Comunale.
    MOTIVAZIONE
    Il Sindaco Angelo Riccardi ha disatteso il patto politico-amministrativo stretto in campagna elettorale con gli elettori e con tutti i cittadini, sottraendosi, scientemente, sul dovere di relazionare sull’attività svolta dalla sua amministrazione nella convinzione che il silenzio adombra le sue specifiche mancanze.
    Silenzio che si è ripetuto, anche ed in seguito alle ultime vicissitudini giudiziarie e che si è aggravato ulteriormente in occasione della seduta di Consiglio Comunale convocata per il 7 marzo c.a., e che ha registrato ingiustificatamente l’assenza di tutti i consiglieri comunali di maggioranza.
    La maggioranza bulgara, eletta ben quattro anni or sono, dava per scontato che avrebbe realizzato, con il buon governo, gli interessi della comunità. Invero, il magnifico, poi rivelatosi inconsistente, programma elettorale presentato e collegato alle liste che sostenevano il candidato sindaco Riccardi, è rimasto lettera morta.
    Avevano promesso: infrastrutture nelle aree industriali a tempi di record; un Laboratorio per l’innovazione e lo sviluppo economico della città, che sfruttasse i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea, dalla Regione Puglia, dallo Stato e dagli enti strumentali; un Osservatorio della Pesca che la rendesse il fulcro dell’economia locale, con un marchio per il nostro pescato; il Parco Archeologico che riportasse alla luce i tesori dell’antica Siponto; un Lungomare che collegasse Siponto alla riviera sud. Ed ancora, una gestione trasparente ed efficace del Contratto d’Area, la manutenzione delle scuole, la realizzazione di palestre e piste d’atletica, gli investimenti nell’eolico, nella bio-edilizia e nelle energie da fonti rinnovabili.
    Impegni formali erano stati assunti per abbattere la burocrazia, creando nuovi sistemi di gestione della macchina amministrativa e realizzando gli sportelli unici. Facilitazioni per chiunque volesse investire sul territorio, soprattutto, con la partecipazione attiva al momento decisionale.
    Un forte impegno era stato assunto dal Sindaco nei confronti del problema occupazionale: lavoro, aveva detto, per i giovani e per i disoccupati. Di tutto questo e’ rimasto solo il lontano ricordo degli slogan elettorali dei manifesti e dei volantini. Nulla di più.
    Ancora la promessa, per essere vicini agli ultimi, di realizzare alloggi popolari per i cittadini che non potevano accedere ai mutui.
    Capitolo a parte merita la questione dei Comparti e del Mercato Ittico: due fallimenti clamorosi della sinistra manfredoniana che hanno mortificato sia i diritti dei cittadini a godere di una casa, per molti già pagata sia i diritti delle imprese del settore ittico di competere sui mercati attraverso la cattiva gestione di una struttura pensata e realizzata per la commercializzazione del pescato e che , invece,si è miseramente ridotta a luogo di perenni conflitti economici e fallimentari.
    Non possiamo, sottacere, l’innalzamento di tutte le imposte e tasse comunali, mascherate dietro la scusa dei mancati trasferimenti da parte dello Stato centrale. Si è volutamente trascurato che l’ottimizzazione della gestione delle risorse economiche del bilancio ed il contenimento delle spese inutili è l’unica strada da seguire.
    L’attività amministrativa posta in essere è stata figlia di una sottocultura politica della sinistra, espressione di interessi e finalità essenzialmente elettoralistiche.
    La dura e vera realtà è che al mancato rispetto degli impegni assunti si è aggiunta l’assoluta insufficienza d’indirizzo amministrativo e politico della Giunta, del Sindaco e della maggioranza consigliare pilotata dal PD.
    I frequenti avvicendamenti dei componenti in giunta si sono succeduti senza che i cittadini potessero comprenderne le ragioni. Non un solo giudizio sull’operato amministrativo dei componenti sostituiti è stato espresso; ci si è limitati, per giustificare la revoca della delega assessorile ad una motivazione di valore del tutto generica quale: “mancanza del rapporto di fiducia” con il Sindaco.
    I continui cambi di casacca da parte dei consiglieri comunali sono il termometro di una inquietudine provocata dal fallimento della gestione dei lavori del consiglio stesso.
    Alla mancanza di capacità nella gestione della maggioranza si è aggiunta l’assoluta carenza di considerazione delle ragioni dell’opposizione. Ogni richiesta di pubblica discussione, dai temi più importanti sino a quelli di apparente minore rilievo, sono stati trattati sia dal Sindaco che dalla maggioranza senza il rispetto dei diritti delle opposizioni. Dietro gli assordanti silenzi della maggioranza e la mancanza di risposte appariva chiara la debolezza delle loro ragioni e la paura di dover giustificare alla cittadinanza il fallimento delle posizioni assunte.
    La mancanza di visione nella gestione della cosa pubblica e la debolezza morale, maldestramente occultata con roboanti campagne stampa, pubblicitarie e discutibili eventi, pagati con il danaro del contribuente, sono emerse prepotentemente “mettendo a nudo il re” . Diverse sono state le circostanze nelle quali questa amministrazione e questo Sindaco hanno ignorato le principali regole che deve rispettare un amministratore.
    La questione morale esiste da tempo ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. Queste parole, che sono di un leader politico di sinistra di altri tempi, non hanno appartenenza e devono segnare il limite oltre il quale chiunque, nella gestione delle prerogative che gli sono attribuiti dal cittadino, non deve andare. Invero questo Sindaco e questa maggioranza guida PD, oggi come ieri, sono soprattutto macchine di potere e di clientela. Hanno scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente. Idee, ideali, sentimenti e passione civile zero.
    Come è possibile non condividere questi valori ed essere, coerentemente, consequenziali chiedendo al capo dell’amministrazione di fare un passo indietro per il bene della collettività.
    CONCLUSIONI
    Le suddette motivazioni politiche-amministrative impongono ai sottoscritti il dovere di coinvolgere l’intero Consiglio Comunale di Manfredonia e, di qui, la necessità della presente mozione di sfiducia; riteniamo che l’Assemblea nel suo complesso, senza alcuna distinzione fra maggioranza e minoranza consiliare, debba pronunciarsi in modo forte ed inequivocabile sull’incongruenza e sull’inconcludenza dell’azione amministrativa dell’attuale Sindaco, la cui ulteriore permanenza nella carica di primo cittadino, anche per i mesi residui che lo separano, ormai, dalla scadenza naturale del suo mandato, nuoce sia al prestigio del ruolo sia alla funzionalità ed all’efficacia dell’Ente.
    Con la presente mozione invitiamo i Consiglieri Comunali di maggioranza ad assumersi le proprie responsabilità, al fine di recuperare la propria autonomia decisionale nel rispetto della propria dignità e del mandato elettorale ricevuto.
    Non si può consentire ulteriormente che il lento ed inevitabile crepuscolo politico di un solo uomo e della sua maggioranza produca una lunga agonia del nostro paese che, con una radicale inversione di rotta e con una presa di coscienza collettiva, deve ritrovare invece la forza morale, la coesione sociale, lo slancio, l’entusiasmo, le risorse intellettuali e gli uomini per garantire a Manfredonia ed ai suoi cittadini un futuro diverso e migliore, ricco di prospettive e di ottimismo, attraverso una nuova classe dirigente animata da competenza, entusiasmo, passione civile, dove non sia preponderante l’orientamento politico ma il livello etico e morale delle scelte che dovranno essere fatte, nell’interesse ed a beneficio dell’intera comunità.

    Manfredonia, 24 marzo 2014

    I Consiglieri Comunali sottoscrittori


  • maestro

    MANFREDONIA – Il trucco non si vede solo perché non c’è!

    La bassa demagogia del consigliere Pecorella Pecorella fa della bassa demagogia. Povero di idee, com’è emerso anche durante la campagna elettorale, sta strumentalizzando un argomento così bruciante come il lavoro pur di avere un po’ di visibilità. E dimostrando di non conoscere o di conoscere in modo molto approssimato le questioni che riguardano il concorso per i vigili urbani, si è messo a fare sciacallaggio politico. Lasciando ai posteri l’ardua affermazione che 60 quesiti con 5 possibili risposte corrispondano a 300 domande, il concorso non è stato né “infernale” né tantomeno “un trabocchetto”, ma un concorso come se ne svolgono tanti su tutto il territorio nazionale: prevedeva una serie di domande di diversi livelli di difficoltà, che non sono state scelte né dal Sindaco né dalla Giunta. Non sa il consigliere Pecorella che Sindaco e Giunta sono solo organi di indirizzo, e che una loro intromissione nei test sarebbe stata contro la legge? E poi perché trincerarsi dietro i giudizi ‘insindacabili’ di professori universitari e di esperti di settore? Forse il consigliere, non avendo mai partecipato a un concorso, non è in grado di esprimere un proprio giudizio personale e professionale? Pecorella, poi, dovrebbe spiegare a tutti come una prova possa essere allo stesso tempo “accessibile” e “selettiva”… Ma tralasciamo queste quisquilie e veniamo alle accuse vere e proprie, secondo cui questo Comune avrebbe bandito il concorso nonostante una “ mancata copertura finanziaria ”, solo per “poter propagandisticamente dimostrare di aver mantenuto una promessa elettorale”. Eppure tutti gli atti a riguardo sono pubblici e consultabili. La delibera n.369di Giunta Comunale del 29 settembre 2010 non lascia margini di dubbio: per tutte le assunzioni previste nel programma del fabbisogno di personale, per il triennio 2010/2012, il Collegio dei Revisori contabili esprime parere favorevole, poiché “il bilancio di previsione 2011 e quello pluriennale 2011/2013 contengono le risorse finanziarie per fronteggiare, a regime, la maggiore spesa annua come da proposta di delibera”.

    Per quest’Amministrazione le promesse elettorali sono un impegno vero, non pensieri in libertà come quelli copiati da ‘qualcuno’ dai programmi della Lega Nord. Del resto abbiamo già sbloccato ed espletato con successo i concorsi per un ingegnere o architetto e per tre geometri, che erano fermi dal 2003, e per tre assistenti sociali a tempo determinato; inoltre, sono in fase di svolgimento le procedure concorsuali per un assistente sociale e per un perito elettrotecnico. L’Amministrazione non ha imbrogliato nessuno: ha voluto un concorso limpido che, pur con un risultato clamoroso, ha avuto un risvolto molto positivo: ha detto ai giovani della nostra città che a Manfredonia le cose serie si fanno seriamente. È un messaggio di fiducia che i ‘non piagnoni’ hanno accolto e apprezzato, tranne il consigliere Pecorella, al quale suggeriamo di andare a verificare insieme ai suoi fans i siti di altri comuni, come ad esempio quello del Comune di Ancona che ha bandito un concorso per agenti di polizia municipale quasi identico, se non più ‘selettivo’, del nostro. La vera mascalzonata è, invece, strumentalizzare i bisogni della gente, in modo particolare dei giovani. E Pecorella non aveva nemmeno bisogno di invitare l’Amministrazione a bandire un nuovo concorso: ci aveva pensato il Sindaco, che, durante la seduta di Consiglio Comunale del 18 novembre, giorno immediatamente successivo alla preselezione, lo aveva già annunciato. Ma Pecorella non c’era…


  • Caronte

    PENTITEVI LA FINE DEL MONDO STA PER ARRIVARE, ED IO HO FATTO LA BARCA PIU’ GRANDE PER POTER TRAGHETTARE TUTTI GLI INFAMI, I SERVI SCIOCCHI, I LECCHINI ED I VOLTAGABBANA NEI RISPETTIVI GIRONI DELL’INFERNO…….IL PROBLEMA E’ CHE NEPPURE LI’ LI VOGLIONO POSSONO SOLO STARE CON R……… IL NUOVO ANTICRISTO


  • maestro

    Manfredonia – DOPO il deposito degli atti, attesa per le determinazioni del Consiglio comunale di Manfredonia relativamente alla “Contestazione causa di incompatibilità sollevata nei confronti del Consigliere Comunale Stefano Pecorella”. L’accapo sarà discusso nel corso dell’odierna seduta di Consiglio a Palazzo San Domenico.
    Da raccolta dati, la contestazione riporta a quanto riferito in un articolo di stampa, a firma del presidente dei Moderati e Centristi Giovanni Caratù, relativamente alle partecipate del Comune di Manfredonia. In particolare il riferimento è all’Oasi Lago Salso Spa (partecipata dal Comune per l’86%, che gestisce tra l’altro le attività agricole dell’ex Daunia Risi, capitale sociale 342.600 euro interamente versato, circa 10 dipendenti fissi, un Consiglio di Amministrazione con un presidente ed un vice presidente, un direttore ed un collegio dei revisori dei conti; la stessa possiede anche una partecipazione azionaria nel Gal Daunofantino s.r.l. del 12,97%).
    Nell’articolo del presidente del MeC il riferimento al cumulo di incarichi del Presidente e Vice della citata partecipata del Comune. In particolare, “il vicepresidente è anche Presidente del Parco Nazionale del Gargano, nonché Consigliere Comunale del Comune di Manfredonia (proprietario del 86% della società di cui è Vicepresidente) carica a mio parere, incompatibile con la vicepresidenza di una S.P.A di proprietà del Comune”, come scritto da Caratù nel testo.
    La richiesta della discussione in Consiglio comunale è stata inoltrata da Vincenzo Lo Riso, primo consigliere dei non eletti, “e quindi presunta parte lesa”, come lo stesso scrive in una nota inviata al presidente dl Consiglio comunale, al sindaco, al segretario comunale, del Comune di Manfredonia, e p.c. al Prefetto di Foggia. Secondo Lo Riso, la presunta incompatibilità del consigliere Pecorella non sarebbe “sopravvenuta di recente” essendo stata ipoteticamente a conoscenza delle “autorità di controllo da tempo”.
    LO RISO: “NULLI I BILANCI COMUNALI 2011, 2011 E 2013″. “Il Consiglio di Comunale – secondo Lo Riso – ha prodotto atti che, data la non perfetta ed illegittima composizione dell’organo deliberante, risulterebbero nulli, per un vulnus di composizione perfettamente a conoscenza degli organi di controllo”. In particolare “la ratifica dei bilanci comunali 2011, 2012 e di certo il 2013 all’ordine del giorno della stessa seduta del 7 maggio, perché inclusivi del bilancio Oasi Lago Salso Spa (controllata) partecipata dal Comune di Manfredonia (controllore) per l’86% di cui il consigliere Pecorella a tutt’oggi e per tutto il 2013 è vice presidente del CdA (eletto nel 2011 con atto del 29.06.2011)”.
    IERI LE DIMISSIONI DA VICE-PRESIDENTE DELL’OASI LAGO SALSO SPA?. Da voci di corridoio, l’avvocato Stefano Pecorella avrebbe rassegnato ieri le dimissioni dalla carica di vice presidente dell’Oasi Lago salso per la rimozione della presunta incompatibilita’ emersa; tuttavia, le dimissioni dovrebbero essere valide solo con la ratifica dell’assemblea dei soci e con la trascrizione della Camera di Commercio di Foggia.


  • maestro

    MANFREDONIA 6 MAR 2014, 14:53
    Indagine su sindaco Riccardi, M.Basta: è morto il Re, via il Re, si dimetta

    Manfredonia – “NON siamo forcaioli né sciacalli che si nutrono di carcasse di animali morti o feriti; non abbiamo mai speculato sulle vicende giudiziarie riguardanti i nostri avversari politici a differenza della sinistra che a parti invertite avrebbe tappezzato Manfredonia di manifesti inneggianti all’uso della ghigliottina; noi siamo garantisti e pertanto siamo convinti che il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardiavrà tempo e mezzi per difendersi da tali gravi accuse nelle aule preposte. Ad ogni buon conto il problema è di natura morale e solo il sindaco potrà sciogliere il nodo circa le sue eventuali dimissioni; guardandosi al proprio interno ed a quella che è la propria morale e visione della vita; infatti non bisogna dimenticare che uno dei cavalli di battaglia del sindaco Riccardi sin da quando è iniziato il suo mandato è stato quello della legalità; del resto in Italia le cose stanno cambiando, basterebbe prendere ad esempio quando avvenuto al sottosegretario Gentile del nuovo Governo Renzi il quale – neanche essere attinto da un avviso di garanzia – si è dimesso. Noi del Nuovo Centro di Manfredonia chiediamo a gran voce le dimissioni del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi poiché corresponsabile insieme alle passate amministrazioni di sinistra del degrado in cui versa la nostra amata Manfredonia. Dei livelli di disoccupazione giovanile e non ai massimi livelli; della chiusura di quasi tutte le aziende e pertanto della cattiva gestione del Contratto d’Area territoriale; del fallimento del mercato ittico, della visione speculativa del Pug, dell’abbandono al proprio destino dei comparti di espansione dove non esistono ancora le urbanizzazioni; noi chiediamo al sindaco che si dimetta poiché non ha rispettato i proclami fatti in campagna elettorale nei confronti dei suoi elettori e non; basti pensare che del suo programma non ha realizzato né attuato nessun punto, dal nostro punto di vista”. Lo dice a Stato il presidente del Nuovo Centrodestra circolo di Manfredonia, avv.Michelangelo Basta (..)

    L’avvocato Michelangelo Basta, già consigliere comunale nel gruppo di opposizione durante la passata Amministrazione Campo (2005/2010), attuale presidente Nuovo Centro Destra circolo di Manfredonia (st)
    Ma c’è un consiglio che il presidente del Nuovo Centrodestra di Manfredonia, avv.Michelangelo Basta rivolgerebbe al sindaco Riccardi? “Non sento di dare consigli al sindaco, perché persona di grande esperienza ; a livello personale gli consiglierei di dimettersi ed in ogni caso gli direi di guardarsi all’interno del proprio partito e della propria maggioranza poiché qualcuno sta festeggiando l’occasione di spodestare il Re; del resto, che la sua Maggioranza si stia sgretolando inesorabilmente deriva anche da quanto successo nella penultima seduta di consiglio comunale, dove se non fosse stato per due consiglieri di minoranza ci sarebbe stato lo scioglimento della seduta per mancanza di numero legale”.


  • maestro

    Michelangelo Basta ha condiviso la foto di Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com.
    9 dicembre 2013 ·


  • Raffaele

    Le dichiarazioni di Raffaele Piemontese, segretario provinciale del PD foggiano, sono ipocrite perché danno una rappresentazione delle primarie della nostra città semplicemente falsa. Le primarie sono state l’espressione parossistica di una lotta intestina del PD mai verificatisi nella storia della politica locale. Una guerra senza esclusioni di colpi che ha seminato, politicamente, morte e distruzione e che non ha fatto prigionieri. Una vera e propria “faida politica” per il potere. Le ferite “politiche” non potranno essere rimarginate e taluni personaggi, anche se “domani” siederanno come assessori nella stessa giunta comunale, non potranno più avere fiducia e stima reciproca. La spaccatura insanabile nel Pd (e non solo) è oggettiva e nei fatti. Per quanto riguarda l’impressionante partecipazione della cittadinanza alle primarie in argomento, secondo me, non sono state l’espressione di vera democrazia ma di ben altro. Di che cosa? Preferisco tacere…..e mi rimetto alla vostra fantasia….
    In certi casi il silenzio è, veramente, assordante!

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