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"Il Gruppo Veneto Banca è uno dei principali gruppi bancari italiani che a far data dal 4 novembre 2014 è sottoposto alla vigilanza della Banca Centrale Europea"

Banca Apulia: “infondate le notizie in merito ai risparmi della clientela”

"Allo stato attuale la clientela della Banca Apulia non detiene obbligazioni subordinate emesse dalla Banca stessa"


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Bari. ”In relazione alle notizie recentemente riportate da giornali, siti web e televisioni locali, il Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale di Banca Apulia, al fine di tutelare l’immagine dell’Istituto e riservandosi comunque di intraprendere le opportune azioni legali nei confronti di chiunque abbia diffuso e diffonda informazioni improprie e non corrispondenti alla reale situazione aziendale della Banca, intendono precisare quanto segue. Si premette che Banca Apulia S.p.A., appartenente al Gruppo Veneto Banca dal 2010, a seguito della fusione per incorporazione della Banca Meridiana S.p.A., è controllata dalla Capogruppo Veneto Banca per circa il 70%, mentre il restante capitale è detenuto da Finanziaria Capitanata srl per circa il 27% e da poco più di 500 altri soci che ne detengono complessivamente il residuo 3%.

Si precisa che il Gruppo Veneto Banca è uno dei principali gruppi bancari italiani che a far data dal 4 novembre 2014 è sottoposto alla vigilanza della Banca Centrale Europea (BCE); inoltre, la Capogruppo Veneto Banca rientra tra le principali Banche Popolari tenute alla trasformazione in Società per azioni per effetto del D.L. 24 gennaio 2015, convertito con la Legge n. 33 del 24 marzo 2015. Difatti l’assemblea dei soci di Veneto Banca, tenutasi il 19 dicembre u.s., ha deliberato la trasformazione in società per azioni, l’aumento di capitale sociale per un miliardo di euro e la quotazione al Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana. Al riguardo si rinvia alla documentazione ed ai comunicati stampa pubblicati sul sito internet di Veneto Banca (www.venetobanca.it). Per quanto concerne la situazione aziendale della Banca Apulia, al 30 settembre 2015, si registra il rispetto dei coefficienti patrimoniali regolamentari (CET1, TIER1 e Total Capital Ratio); al riguardo si fa presente che, anche in ottemperanza alle richieste della BCE, la Banca ha predisposto un “capital plan” al fine del pieno rispetto dei suddetti requisiti prudenziali fino al 2019 e che prevede un aumento di capitale sociale di 105 milioni di euro, già deliberato dal Consiglio di Amministrazione e che sarà sottoposto all’Assemblea straordinaria dei soci. Nelle more della realizzazione di tale aumento, la Capogruppo Veneto Banca ha già effettuato un versamento soci in conto futuro aumento di capitale pari a 70 milioni di euro.

La posizione di liquidità del Gruppo Veneto Banca, al 30 settembre 2015, si conferma solida e i principali indicatori della situazione di liquidità si mantengono nei limiti previsti dalle disposizioni di vigilanza al cui rispetto il Gruppo è tenuto. In particolare, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) è pari all’89%, segnando un aumento rispetto al 79% di giugno 2015 ed il 74% di dicembre 2014. Si ricorda che il “phase-in” per l’entrata in vigore del limite sull’indicatore di breve periodo LCR prevede un limite pari al 60% dal 1° ottobre 2015 con la previsione di aumento progressivo annuale per raggiungere il 100% nel 2018 analogamente all’indicatore di medio termine NSFR (Net Stable Funding Ratio). In tale ambito Banca Apulia, al 30 settembre 2015, presenta uno sbilancio positivo di circa 1 miliardo di euro tra raccolta diretta e impieghi verso la clientela, evidenziando una situazione più che positiva e calibrata in grado di onorare tutte le scadenze.

Si fa presente che allo stato attuale la clientela della Banca Apulia non detiene obbligazioni subordinate emesse dalla Banca stessa. In merito alla situazione reddituale di Banca Apulia, il 4° trimestre 2015 segue il “trend” dei precedenti con un risultato della gestione caratteristica positivo e con un risultato netto previsto per fine anno fortemente influenzato dalle rettifiche di valore su attività finanziarie e su crediti, continuando la politica di accantonamenti prudenziali volta ad elevare le percentuali di copertura dei crediti deteriorati anche in recepimento delle indicazioni e degli indirizzi forniti dal Regolatore. A tal proposito si precisa che il capital plan tiene conto, tra l’altro, di tale rigorosa e prudenziale politica di accantonamenti su crediti.

Al riguardo si fa rinvio al Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2015 del Gruppo Veneto Banca, pubblicato sul predetto sito internet, che riporta una sintesi dei dati economico-patrimoniali di Banca Apulia. Per quanto sopra, sono da ritenersi del tutto infondate le notizie in merito ai risparmi della clientela, alla solidità patrimoniale ed alla compagine sociale di Banca Apulia e, pertanto, si prega di voler riportare le informazioni relative alla reale situazione aziendale della Banca Apulia così come sopra rappresentata, al fine di evitare qualsiasi successiva azione da parte della Banca a tutela della propria immagine”.

(Testo a cura di Pietro Cavallera – Consultant Barabino&Partners S.p.A.)

Banca Apulia: “infondate le notizie in merito ai risparmi della clientela” ultima modifica: 2015-12-22T10:48:11+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    Il testo a cura di Pietro Cavallera (Consultant Barabino&Partners S.p.A.) ha un contenuto, a mio avviso, intimidatorio verso i media e gli stessi clienti della Banca. Inoltre, nella migliore prassi e tradizione bancaria, il testo è comprensibile solo per gli addetti ai lavori e per coloro che hanno una cultura bancaria e finanziaria medio alta (e sono pochissimi). Ora, senza spirito polemico, voglio rivolgere alcune domande all’Istituto di credito in argomento:
    1. E’ vero che i piccoli soci di Banca Apulia si sono visti praticamente azzerare il valore delle loro quote? Quali le cause?
    2. A quanto ammontano i crediti deteriorati (incagliati, ristrutturati e in sofferenza) della Banca?
    3. Chi sono gli amministratori e i manager responsabili della concessione di questi crediti?
    4. Quali criteri sono stati adottati nella concessione di questi crediti?
    5. Quali garanzie (reali e personali) la banca ha ottenuto in sede di erogazione dei prestiti?
    6. Quali investimenti e operazioni hanno finanziato questi i prestiti?
    7. Chi sono i beneficiari di questi crediti?
    8. La Banca ha informato i suoi soci e clienti risparmiatori delle novità e dei “rischi” derivanti dalla nuova normativa europea sul “bail-in” bancario?
    9. Le autorità di vigilanza (Banca d’Italia e Consob) hanno informato in tempo utile, direttamente o tramite i media, i risparmiatori sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Banca?
    Ciò premesso, sono costretto ora ad entrare nel tecnico (me ne scuso con i lettori) e a porre altre domande che sono le seguenti:
    1. Qual è il quoziente Loan to Deposit Ratio (LTD) per l’esercizio 2014 (più credibile del 2015), il quale rapporta il volume dei prestiti concessi dalla banca al volume dei depositi?
    2. A quanto ammontano tutti i crediti deteriorati rispetto agli impieghi erogati?
    3. Qual è il livello del Core Tier 1 (conosciuto anche come Capital Tier 1), ovvero il capitale di rischio delle banca (capitale sociale con riserve di utili accantonati) in rapporto al volume dei prestiti ponderati per classi di rischio?
    Per quanto piuttosto scettico, resto in attesa di una vostra pronta risposta.
    In conclusione, voglio rivolgermi direttamente ai risparmiatori con un suggerimento: se quando andate allo sportello della vostra banca a chiedere (giustamente) la lettura e la conoscenza di questi parametri e quozienti patrimoniali, vi sentire rispondere “ma perché le interessano” o frasi simili, non tergiversate oltre, chiudete il conto e spostatevi su altre banche.


  • Il pennivendolo massone

    Tutte chiacchiere è solo un maldestro tentativo di imbavagliare i giornalisti.

    Le banche italiane sono tutte inaffidabili come i loro dirigenti e come tutta la classe politica che gli fornisce protezioni e leggi ad personam!


  • Lietto

    Vero che un pò di competenza ci vuole. Il linguaggio è “bancariese” ma mi pare chiaro che i clienti, dichiarano, non detengono obbligazioni subordinate. La pulizia dei conti è argomento sempre più vivo non solo nelle banche ma anche in tutte le società che sono soggette a controlli. I controlli da parte da Banca d’Italia (che oggi deve seguire e far applicare quello che decide la BCE) e dei Collegi Sindacali fanno sì che se un tempo veniva lasciata un certa discrezionalità oggi non più.
    Ritengo che non si possano fa ricadere le colpe dei padri (Veneto Banca) sui figli (Banca Apulia). Non essendo una partecipata al 100%, Banca Apulia mantiene ancora una sua autonomia sia di territorio che manageriale.
    Chissà che il 70% di Veneto Banca ritorni sul mercato.

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