Manfredonia

Adottato Piano regionale Amianto; dati Foggia e Manfredonia

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Ex polo chimico Enichem di Manfredonia (st-archivio)

Bari – COPERTURE di cemento amianto in Puglia: circa 5.000 i tetti di amianto di cui 1.706 con dimensioni superiori a 500 m2 e 2.751 con dimensioni superiori a 200 m2. A tali volumi occorre però aggiungere i contributi di altri materiali contenenti amianto derivanti da differenti comparti, dato che la presenza di amianto non è sempre direttamente proporzionale alle superfici di cemento amianto (in primis nel Tarantino).

E’ quanto emerge dal Piano regionale Amianto Puglia (PRAP) adottato con D.G.R.n.3064/2012, con il relativo Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica. Il Piano è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n.12 del 23 gennaio 2013. E’ consultabile anche nel Portale Ambiente, attraverso il sito istituzionale.

IL PIANO REGIONALE DELL’AMIANTO


Possibilità nei 60 giorni di presentare osservazioni.
Ai sensi di legge, chiunque può prendere visione della proposta di Piano Regionale Amianto e del relativo Rapporto Ambientale, nonché della sintesi non tecnica, presentare proprie osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi, entro il termine di 60 (sessanta) giorni a far data dalla pubblicazione dell’Avviso nel Bollettino regionale o nella Gazzetta Ufficiale.

I DATI. Per le stime orientative dei quantitativi di amianto in Puglia stimate nella bozza del PRA, di cui il presente RA è parte integrante.
Provincia Percentuali (%) Volumi stimati (mc)
Foggia 19,90 348.204,47
Taranto 5,24 91.700,26
Lecce 20,01 350.128,25
Brindisi 8,02 140.436,06
BT 17,88 312.935,14
Bari 28,95 506.595,82
Totale 100,00 1.750.000,00.

L’esteso utilizzo dell’amianto in vari settori industriali quali raffinerie, petrolchimica, sansifici, cantieri navali, zuccherifici, poligrafici, laterifici, cementifici, ha pesantemente coinvolto tutta la regione con una maggiore rilevanza nei poli di:
Bari: Stabilimento cemento amianto Fibronit, manutenzione rotabili ferroviari, attività portuale di movimentazione del minerale, attività siderurgiche, edilizia, uso nelle filiere produttive industriali agroindustriali;
Taranto: Cantieri Navali, attività siderurgiche, attività militari (Arsenale);
Brindisi: Petrolchimico, chimica di base;
Lecce: Produzione rotabili ferroviari;
Foggia: industria chimica, manutenzione rotabili ferroviari.

Come risulta dalla relazione, l’amianto non è un problema esclusivo solo dei siti di estrazione e lavorazione della fibra, ma come dimostrano i risultati delle indagini epidemiologiche e degli studi di caratterizzazione, anche altre tipologie di stabilimenti produttivi presentano problemi legati alla presenza di amianto negli edifici, nei prodotti o nelle attrezzature di lavoro.

In particolare, è stato rinvenuto amianto nei materiali isolanti e all’interno delle apparecchiature e degli stabilimenti dell’impianto petrolchimico di Brindisi, ricadente nell’area del sito di interesse nazionale (SIN individuato dal DMA 468/2001). Per le sue proprietà isolanti e l’alta resistenza del minerale fibroso, l’amianto è stato ampiamente sfruttato nella cantieristica navale per la produzione di una grande quantità di materiali e manufatti.

Tra tutti i cantieri navali nazionali spiccano quelli di Taranto, ricadenti nell’area industriale tra le più grandi d’Europa.

Quantitativo e gestione dei rifiuti contenenti amianto . Secondo il Rapporto Rifiuti 2011 dell’ISPRA il dato di produzione di rifiuti speciali contenenti amianto in Puglia nel biennio 2008-2009 registra un brusco decremento del 25.7% passando da 8.819 a 6.551 tonnellate, in controtendenza con la flessione riscontrata a livello nazionale e nelle tre macro-aree geografiche del Nord, Centro e Sud. La notevole differenza del quantitativo prodotto nel 2008 rispetto a quello del quello del 2009 è dovuta al quantitativo di rifiuti, da materiali isolanti contenenti amianto (CER 170601), smaltito nel 2008 presso una discarica gestita da un importante sito industriale di Taranto.

Per le reti di monitoraggio attive nel 2010 in Regione Puglia: “il territorio regionale risulta sufficientemente monitorato anche se tra le varie province emerge una situazione disomogenea, con vari comuni nei quali non è presente neanche una stazione di monitoraggio”. 15 le cabine di rilevamento in Provincia di Bari (8 nel capoluogo); 3 nella Bat; 15 nella provincia di Brindisi. Rilevano i dati per la rete ARPA 4 cabine, 5 per la rete RRQA, 3 per la rete della Provincia di Brindisi, 3 per la rete di Banchina Costa Morena. Nella provincia di Lecce sono attive 13 cabine di rilevamento. Nella provincia di Foggia sono attive 5 cabine di rilevamento, tutte afferenti alla rete RRQA, 4 delle quali nel comune di Manfredonia, 1 nel comune di Monte S. Angelo.

Nella provincia di Taranto sono attive 13 cabine di rilevamento, 6 nel comune di Taranto, 2 nel comune di Statte, 1 per ciascuno dei comuni di Grottaglie, Manduria, Martina Franca, Talsano, Massafra.

Aree ricadenti nei SIN Come risaputo, nel territorio pugliese, i Siti da bonificare dichiarati di Interesse Nazionale (SIN) sono: Manfredonia, Brindisi, Taranto (ai sensi della L. 426/98) e Fibronit-Bari (DMA 468/01). Tali siti, ad eccezione di Fibronit ove insisteva l’omonimo stabilimento di produzione e lavorazione di cemento-amianto, comprendono aree sia marine che terrestri.

Per Manfredonia è infatti indicato il Polo industriale caratterizzato dall’ex Polo chimico (Enichem), ciclo dei fertilizzanti (ammoniaca, urea), caprolattame e produzione di energia elettrica (centrale termoelettrica); i residui delle lavorazioni sono stati accumulati all’interno di alcune aree del sito; ancora: BAri – Fibronit, Polo Industriale in cui fino al 1985 si è svolta l’attività di produzione di manufatti contenenti amianto.


Brindisi Polo industriale caratterizzato da grandi insediamenti produttivi, Polo chimico , Polo energetico (Enel); Taranto, Polo industriale caratterizzato da grandi insediamenti produttivi,
quali: industria siderurgica (ILVA), raffineria (AGIP), industria
cementiera (CEMENTIR), nonché alcune discariche e cave dismesse.


Popolazione e salute . Esistono in Puglia diverse aree con criticità dal punto di vista ambientale che determinano la necessità di una particolare attenzione dello stato di salute della popolazione residente, anche in riferimento ai possibili effetti da esposizione ad amianto. Già con la Delibera del 30/11/1990, in base alla legge 305 del 1989 in Puglia sono state individuate alcune aree definite “ad elevato rischio ambientale”: l’area metropolitana di Brindisi (comuni di Brindisi, Torchiarolo San Pietro Vernotico e Carovigno), quella di Taranto (comuni di Taranto, Statte, Massafra, Crispiano, Montemesola), e quella di Manfredonia.


Ai sensi dell’art. 251 del D.lgs. 152/2006 sono stati inoltre Individuati con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare i seguenti Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN): Taranto (che comprende i comuni di Taranto e Statte), Brindisi (che comprende il territorio del comune di Brindisi), Manfredonia (che interessa il territorio dei comuni di Manfredonia e Monte Sant’ Angelo) e Bari-Fibronit nel comune di Bari.


Manfredonia . Per quanto riguarda l’area di Manfredonia la prima indagine dell’OMS, pubblicata nel 1997, rileva per il periodo 1980-’87 un eccesso di mortalità per tumore dello stomaco, della prostata e della vescica tra i maschi e della laringe, della pleura e di mieloma multiplo tra le donne (Bertollini et al., 2002).


L’aggiornamento dello studio OMS non riporta incrementi rilevanti; però si segnalano trend temporali in aumento rispetto ai dati provinciali e nazionali per tutti i tumori e per il tumore polmonare in uomini e donne (Martuzzi et al 2002). Nello studio Sentieri non si rilevano eccessi per le patologie di interesse. Per quanto riguarda l’attribuzione etiologica nel caso del tumore maligno della pleura, sia a Brindisi che a Taranto, i risultati depongono per un ruolo importante delle esposizioni occupazionali, ma anche rilevante, soprattutto a Taranto, per quelle ambientali. Nel SIN di Bari gli Autori del progetto Sentieri concludono data la complessità dell’area per la necessità di approfondire sia gli aspetti ambientali che quelli sanitari.


FOCUS

Indagini epidemiologiche 17 SIN, bibliografia e dati Manfredonia (V) e “Sentieri” su SIN Manfredonia: rischio occupazionale per tumore al polmone

g.defilippo@statoquotidiano.it


Slide – Dalla relazione relativa al Piano



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