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Di Biase, da Final Cut a ‘bracciante’.Colasuonno: beni viziati (VD)

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Il tavolo della conferenza di stamane (23.01.2013@statoquotidiano2@13)

Foggia – “SI tratta di beni che nascono geneticamente viziati, perchè appartenenti a persone che vivono di proventi illeciti.” Così il Dirigente del Commissariato di P.S. Di Cerignola, Loreta Colasuonno nell’illustrare, questa mattina il provvedimento di sequestro, e confisca di beni per quasi tre milioni di euro ai danni del noto pluripregiudicato, Donato Di Biase, cerignolano di 43 anni, e della coniuge Immacolata Saracino.

Un auto parco composto da 62 box auto di notevoli dimensioni da 30 metriquadri ciascuno, un locale adibito ad ufficio, ed una lussuosa villa a due piani, di ottima fattura e rifinitura insistenti su lotti di terreno già confiscati, queste le ricchezze – osserva Colasuonno – attaccate mediante un’attività complementare a quella, che è la persecuzione del reato in senso stretto.”

“Sulla scorta di accertamenti non solo sulla persona, ma sul patrimonio dei componenti familiari del Di Biase, svolti dal Comando provinciale della Gdf di Foggia, si è riscontrata una sproporzione esagerata. Il suo nome è noto alle Forze dell’Ordine – continua il Dirigente dela Commissariato di P.S. Di Cerignola – ma anche alla stampa locale, e nazionale per reati contro il patrimonio, per la partecipazione dell’indagato a sodalizi criminali dove si è reso protagonista di furti, e riciclaggio di merci di vario genere tra cui prodotti farmaceutici ed alimentari.”

Vale la pena ricordare, che Donato Di Biase si consegnò alla giustizia, nel dicembre del 2010 insieme al figlio, allora 22enne, perchè entrambi ricercati nell’ambito dell’operazione “The final Cut”. I reati contestati riguardarono l’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture di media e grossa cilindrata.

Le indagini permisero di accertare che durante il periodo di monitoraggio, i componenti del gruppo si sono resi responsabili, a vario titolo, della ricettazione e del riciclaggio di oltre 70 autovetture di media e grossa cilindrata per il valore di 1.500.000 di euro circa. Sempre nel corso dell’operazione furono sequestrati beni immobili ed autovetture, provento del’illecita attività, pari alla somma di 2.000.000 circa.

A distanza di un anno, il 22 maggio 2011 il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola arrestò Donato Di Biase, in esecuzione Ordinanza Custodia Cautelare in Carcere, per il reato di resistenza e minaccia aggravata a Pubblico ufficiale. “La sproporzione – spiega Colasuonno – è diventata evidente rispetto a redditi dichiarati dall’inagato intorno agli 800-800 euro mesili, quasi 8000 euro annui. Redditi insufficienti per giustificare il possesso di beni di così ingente valore, oltre che inadeguati a gestire un’attività commerciale. Il vizio è a 360°. Lì dove i beni insistono su terreni già confiscati – si tratta di 12 lotti ed appartamenti sequestrati in precedenza, rispetto ai quali la Corte di Cassazione si è già espressa positivamente – non si può parlare di immobili di proprietà, bensì di manufatti ausivi a dispregio di ogni regola di diritto.”

Secondo il Maggiore Vittorio Capriello, Comandante del Nucleo di polizia tributaria di Fogga, a capo dell’operazione di accertamenti di natura economico – patrimoniale, “una volta accertato che i beni non derivavano da donazioni, e successione, è stato possibile rendere esecutivo il sequestro per sproporzione, come prevede la normativa del codice antimafia. L’impianto probatorio ricostruito dalla Gdf di Foggia è stato poi accolto dal Tribunale sulla scorta dei reati perpetrati contro il patrimonio.”

“Per l’autoparco, attività commerciale ancora funzionante, è stato n ominato l’amministratore giudziario che ne rileverà l’attività di gestione e d’impresa, i cui proventi verranno assicurati alle casse dello Stato. I restanti beni saranno gestiti dall’Agenzia nazionale, e dalla Gdf stessa, facente parte di un Nucleo di supporto della Prefettura di Foggia, per poi essere designati a finalità pubbliche coordinate da un bando pubblico di cui beneficerà in primis il Comune di Cerignola.”

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)



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Redazione Stato; inesmacchiarola@riproduzioneriservata


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