Scuola e Giovani

Dimensionamento scolastico, Billa Consiglio replica a Calvio

Di:

Consiglio Billa (st - Ph: foggiabuongiorno.net)

Foggia – «TROVO particolarmente gravi, sul piano della correttezza istituzionale, le dichiarazioni del sindaco di Orta Nova, Iaia Calvio, relativamente al Piano di dimensionamento della rete scolastica della provincia di Foggia. In questa fase pre-elettorale l’Amministrazione provinciale ha scelto di non fare alcuna comunicazione sull’argomento, proprio per evitare il rischio di strumentalizzazioni politiche. Evidentemente il sindaco Calvio ha fatto una scelta diversa». Così Billa Consiglio, vicepresidente della Provincia ed assessore alle Politiche educative, replica alle affermazioni del primo cittadino di Orta Nova.

«Per dovere di chiarezza voglio sottolineare che il Piano di dimensionamento scolastico, per quello che riguarda le scuole del secondo ciclo, è redatto dalla Provincia di Foggia, a cui formulano le loro proposte i dirigenti scolastici e non i sindaci. Nonostante questo l’Amministrazione provinciale, convinta del valore della partecipazione in processi così importanti e complessi, ha sempre allargato la riflessione anche ai Comuni. Purtroppo però non ho mai visto in nessuno degli incontri, anche informali, che si sono tenuti a Palazzo Dogana il sindaco Calvio. Considero quindi particolarmente bizzarra l’idea di muovere accuse nei confronti di chi ha lavorato, ottenendo il plauso e l’apprezzamento della Regione Puglia, e di attribuirsi inesistenti meriti senza aver mai preso parte alla costruzione del Piano di dimensionamento».
Dal punto di vista tecnico l’assessore Consiglio rileva come «l’ampliamento ed il decentramento dell’offerta formativa di cui parla il sindaco di Orta Nova non tengono in nessuna considerazione i numeri della platea studentesca dei cinque reali siti. Sostenere l’idea di aprire istituti con un numero di iscrizioni che si sarebbe rivelato così basso da non permettere neppure la costituzione di una classe – sottolinea il vicepresidente della Provincia – significa non aver tenuto nella debita considerazione neanche le linee guida regionali, che ci invitavano alla razionalizzazione dell’offerta formativa e ad una sua valorizzazione. Laddove c’erano i numeri e le condizioni per nuovi indirizzi di studio l’Amministrazione provinciale ha svolto un ruolo che lo stesso governo regionale ha sempre giudicato ottimamente».


Redazione Stato



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