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Dopo la guarigione, luce per l’atletica: Giovanni Cotugno

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Giovanni Cotugno in gara (archivio Claudio Castriotta@)

Manfredonia – SUPERANDO possibili e inutili cattiverie, vi mostro un’immagine commovente di un ragazzo del passato che sconfisse il male, con la grande forza di voler vivere e dimostrare a tutti la grazia del passo alato, quello più veloce e puro, nel sudore accanto al vento marino, bagnava il grosso lastricato di pietra , in quel sollevarsi di una corsa armoniosa e compatta fatta di gioia, nel senso aerodinamico e motorio, da coinvolgere una folla a tifare il suo atleta del paese.

Eccolo l’immagine, è chiara, il ragazzo passa, attraversa il duro avvallamento lastrico, in faccia alla moda di quegli anni, alle sue spalle a pochi metri al centro del percorso segue la gara, un ‘esile figura, ero io. Una lunga avventura la sua, nata nello stesso periodo alla mia, poi divisa solo dal tempo che ci svincolò le stradi. Quell’anima dal sacrificio, dallo sguardo volto al futuro, è rimasto, è nato per correre nella sua Manfredonia al tempo di quando si gareggiava sui percorsi della nostra Puglia.

La sua luce era più forte di quella degli altri atleti,con la sua personalità di corridore “riconoscente della guarigione” ,chiunque, lo vedeva allenarsi durante i pomeriggi invernali ed estivi,quando iniziava con la sua andatura e con la sua lunga falcata a scaldare il suo motore umano di podista con il ritmo blando del suo cuore, proprio quel cuore che pompava male tanto a costringerlo ad operarsi, per poi tornare al respiro puro della vita.

Chi, lo conosce, sa che la sua meta di allenamento era l’acqua di Cristo fino alla sconfinata Siponto. Sulle nostre strade era rimasto l’unico fuoco acceso di un tramonto,per quanto riguardava questa disciplina, che aveva sempre rappresentato, e che oggi rappresentiamo grazie a Giovanni, a pieno merito, in modo continuo e assoluto in tutta la provincia e a livello nazionale.

Mai, però nessuno, si è degnato veramente a considerarlo come colui che ha diffuso l’atletica in orizzontale, proprio come quando si apre l’orizzonte sul mare in una sera autunnale, dove il mare colpisce il cielo colorato di esistenza profumata di iodio ,quando si correva eravamo così in pochi che, a malapena non riuscivamo a formare le dita di una mano. I nostri battiti hanno portato la corsa a una manifestazione di massa. Questo ci va riconosciuto e attribuito,lui,fu la luce di cui vi parlo ,in tutti quegli anni di buio offuscato .Ricordo dai suoi consigli hanno preso a nascere gruppi di atleti amatoriali, ha preparato a gareggiare le prime ragazze sipontine.

Ma una delle cose più belle che ha fatto e continua a fare oggi come allenatore, è quella del soccorso del più debole,la scelta di una società sportiva per ragazzi diversamente abili,che ha portato in giro per l’Italia,e che tuttora porta. Ha ottenuto fino a oggi un alto numero di campioni italiani in più specialità dell’ atletica, e non solo,ed un piccolo gruppo ristretto è divenuto addirittura campione europeo e mondiale. Tanto è vero che oggi è membro di questa Federazione Italiana. Questa luce continua ancora con l’ormai strada, che è quella per l’eternità.

(A cura del poeta e cantautore Claudio Castriotta)



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