Lavoro

Istat, Italia paese di inattivi, peggio solo Malta, tasso 37,8%

Di:

Crisi, precariato (blog.cronaqui)

Lavoro, precari (fonte image: blog.cronaqui)

NEL 2011 in Italia è occupato il 61,2% della popolazione tra 20 e 64 anni, solo un decimo di punto in più rispetto al 2010. E’ quanto emerge dal rapporto “Noi Italia”, presentato ieri (22 gennaio) dall’Istat. Nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d’occupazione inferiori. Le donne occupate sono solo il 49,9%.


L’indagine tocca i punti principali dello scenario italiano. Nel 2011 il tasso d’inattività tra i 15 e 64 anni è stato pari al 37,8%, valore tra i più elevati d’Europa, con l’Italia battuta solo da Malta. Sono considerati inattivi coloro che non sono occupati né sono in cerca di un lavoro.

La disoccupazione di lunga durata (più di 12 mesi) ha riguardato il 51,3% delle persone senza lavoro, livello più alto dell’ultimo decennio. Il sommerso – inoltre – incide “in misura rilevante a livello nazionale”, coinvolgendo nel 2011 il 12,2% delle unità lavorative complessive. L’incidenza più alta di lavoro irregolare resta nel Mezzogiorno: oltre il doppio rispetto al Nord. Il settore più coinvolto è l’agricoltura, con quasi un quarto dell’occupazione irregolare. La popolazione straniera residente in Italia è più che triplicata in dieci anni. Questo un altro passaggio del rapporto. L’Istat ricorda il dato emerso dall’ultimo censimento: l’1 gennaio 2012 gli stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia sono poco più di 3 milioni e 600 mila, circa 100mila in più rispetto all’anno precedente.

I giovani che lasciano gli studi sono in calo, ma il paese è ancora lontano dagli obiettivi europei. Nel particolare – aggiunge il rapporto – tra i giovani 18-24enni il 18,2% ha lasciato gli studi prima di conseguire il titolo di scuola media superiore, contro il 13,5% dei paesi Ue. Tra i ragazzi stranieri l’abbandono scolastico raggiunge il 43,5%.


Fonte: Rassegna.it



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi