Manfredonia

Lavoro agricolo, Mongiello: “Positivo vincolo orario dei voucher”

Di:

C.Mongiello durante un passato incontro della Coldiretti Puglia (ST)

Foggia – “L’INTRODUZIONE del vincolo orario dei voucher in agricoltura è il positivo esito della battaglia politica condotta contro le distorsioni della riforma del lavoro Fornero”. La senatrice Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura e candidata alla Camera in Puglia, è stata tra i protagonisti della “opposizione alla scelta di sminuire la dignità e il valore economico del lavoro stagionale, tentato da chi voleva estendere agli operai il trattamento previsto per studenti o casalinghe”.


“Cogliamo i positivi effetti della sinergia tra la buona politica e la sana rappresentanza sindacale – continua Mongiello – che dobbiamo proseguire nella prossima legislatura con l’obiettivo di innovare il collocamento agricolo, anche per evitare che i costi della crisi continuino a scaricarsi sempre sulla parte più debole della filiera agricola: piccoli produttori e lavoratori. Il sistema attuale lascia campo libero ai caporali, anche perché il Governo non è riuscito a rendere operativa la legge che punisce il reato di caporalato ed inasprisce le sanzioni nei confronti delle aziende che assumono manodopera clandestina.


Un altro nodo da sciogliere sarà quello della disoccupazione agricola: si dovrà riformare, ma senza sparare nel mucchio e compiere generalizzazioni che finirebbero per danneggiare l’intero sistema del welfare. Dovremo tornare ad affrontare questi temi nella prossima legislatura – conclude Colomba Mongiello – consapevoli che la vittoria del PD e del centrosinistra sarà determinante ad individuare una misura più equa a favore di chi, con il proprio lavoro e la propria competenza, garantisce alle nostre aziende e al nostro Paese il primato mondiale della qualità agroalimentare”.


Redazione Stato



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    E’ illegittimo il licenziamento del lavoratore che non viene trovato nel centro termale dove si doveva curare!

    Il datore di lavoro ha l’obbligo di provare in giudizio non solo l’assenza del lavoratore dal posto di cure ove avrebbe dovuto essere, ma anche la sua presenza in luoghi diversi , in coincidenza dei giorni in cui egli era assente al lavoro.

    Le testimonianze rese dagli investigatori incaricati dal datore di lavoro di effettuare controlli circa la presenza della lavoratrice nel centro termale dove aveva detto di doversi recare non sono sufficienti a “sostenere l’assunto datoriale relativo alla “ingiustificatezza” dell’assenza della lavoratrice dal luogo di lavoro per mancata fruizione delle cure termali per le quali aveva ottenuto il permesso retribuito, e il mancato incontro della lavoratrice all’entrata od uscita dal centro non potevano costituire prova certa della mancata fruizione delle cure stesse.

    Confermando così quanto deciso dal giudice territoriale, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 1329 del 21 gennaio 2013, ha affermato che “ferma la validità del principio invocato dal datore di lavoro, relativo alla legittimità del controllo da parte di terzi della condotta del lavoratore al di fuori dello stretto ambito lavorativo, ove lo stesso sia finalizzato alla tutela dei beni estranei al rapporto stesso, sarebbe stato onere dell’azienda dimostrare e provare la giusta causa del licenziamento anche attraverso elementi idonei a dimostrare la presenza della lavoratrice in luoghi diversi dal centro termale nei giorni delle assenze dal lavoro.”.

    Tanto più – proseguono i giudici di legittimità – in un’ipotesi come quella in esame, in cui la stessa lavoratrice aveva fornito supporto probatorio all’assunto della sua presenza presso il centro termale nei giorni in cui aveva fruito dei permessi retribuiti, la prova del datore di lavoro avrebbe dovuto presentarsi con caratteristiche idonee a confutare l’impianto motivazionale adottato e di valenza probatoria decisiva mentre la società ha sollecitato solo un riesame del ragionamento decisorio, prospettando una ricostruzione diversa dei medesimi fatti presi in esame dalla Corte territoriale.
    Foggia, 23 gennaio 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi