Cinema

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza – R. Andersson, 2014


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Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - poster

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza – poster

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: En duva satt på en gren och funderade på tillvaron
Nazione: Svezia, Germania, Norvegia, Francia
Genere: commedia

COL terzo capitolo di una trilogia, Roy Andersson, regista svedese dalla breve filmografia, conquista Venezia nel 2014 e si aggiudica l’ambito Leone d’Oro. Qualche mese di ritardo e Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza arriva in Italia, a ridosso della notte degli Oscar, come un meteorite autorevole in mezzo al cinema di più largo consenso.
Film singolare, narra stralci di vite visti da un occhio diverso, illuminando l’assurdo e l’insensatezza del vivere. L’occhio è idealmente quello di un piccione che non si vede mai, intuìbile dal lungo titolo, dall’incipit in un museo e dal finale a una fermata del bus.

Sembrano chiari gli intenti di Andersson, ma altrettanto chiari paiono gli esiti della sua pellicola, probabilmente sopravvalutati dalla snobbissima kermesse della Laguna, che appare sempre più compiacente verso la presunzione di autorevolezza più che verso l’effettiva realizzazione di un’opera di rilievo.
Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - locandina

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza – locandina

L’ultimo lavoro di Andersson gioca con il surreale, il grottesco e la commedia attraverso una fotografia e una cura delle inquadrature meravigliose, che rappresentano il meglio di questa bizzarra opera che suona come una variante nordica de Il senso della vita dei Monty Python. A differenza del titolo inglese, tuttavia, il film di Andersson non buca lo schermo, né stuzzica la fantasia e neanche la riflessione, nonostante il filtro da cinema scandinavo. Pur rapiti dalle riprese fisse, dalle ottime proporzioni d’immagine e da alcune trovate grafiche, la scrittura, seppur pulita, non brucia, non graffia, non fa pensare e fa poco sorridere, appare desiderosa di far tutto questo col tocco svedese, ma vi riesce poche volte, e la stanchezza prende il sopravvento senza che vi sia un ritorno di qualche tipo.

No, non si riflette.
Forse lo fa il piccione che non vediamo, ma non lo si pretenda dall’uomo in sala perché davvero non ve n’è ragione. Una più marcata virata verso gli elementi surreali ed estetici avrebbe sicuramente giovato a questo interessante lavoro, come accade nell’unico notabile episodio in cui schiavi vengono guidati all’interno di un enorme contenitore cilindrico montato su una brace ardente. Tolte alcune trovate, resta poca carne al fuoco e non si riesce a essere clementi anche con una dose extra d’indulgenza e garantismo per una comicità che ci appartiene poco, un umorismo che nasce in Inghilterra e si raffredda nelle gelide terre del Nord.

Ancora un errore veneziano? Intanto latitano in Italia titoli importanti come il Child of God di James Franco, in concorso (e non premiato) proprio a Venezia, nel 2013.

Valutazione: 6.5/10
Spoiler: 0/10

Copertina: Roy Andersson (fonte: www.mymovies.it)

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In Stato d’osservazione

Kingsman – Secret Service, M. Vaughn (2015) – azione avventura *25feb
Automata, G. Ibáñez (2014) – fantascienza *26feb
Motel, D. Grovic (2014) – thriller *26feb


Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza – R. Andersson, 2014 ultima modifica: 2015-02-23T11:16:57+00:00 da Alessandro Cellamare



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