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La polizia ha proceduto inoltre al sequestro preventivo di beni mobili e immobili, del valore di svariate centinaia di migliaia di euro

Colpo alla Scu, 27 persone arrestate

I provvedimenti restrittivi sono stati richiesti dai pm della Dda di Lecce Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori e disposti dal gip Antonia Martalò

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(ANSA) – BRINDISI, 23 FEB – Donne capoclan, pizzini per le affiliazioni e una serie di volti nuovi nella compagine della organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita pugliese: è quanto ritengono di aver scoperto gli agenti della Squadra mobile della questura Brindisi che hanno eseguito in tutt’Italia 27 ordinanze cautelari per associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, detenzione di armi. In tutto sono 34 le persone indagate: per la gran parte di loro si tratta della prima contestazione per reati di mafia. La polizia ha proceduto inoltre al sequestro preventivo di beni mobili e immobili, del valore di svariate centinaia di migliaia di euro. I provvedimenti restrittivi sono stati richiesti dai pm della Dda di Lecce Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori e disposti dal gip Antonia Martalò.

Colpo alla Scu, 27 persone arrestate ultima modifica: 2016-02-23T11:07:02+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    ARRESTI NEL BRINDISINO. A. APOLLONIO: “CI SONO GIOVANISSIMI CHE TENTANO DI RICREARE LA SACRA CORONA UNITA”
    Di Andrea Apollonio Rubbettino lancerà giovedì in libreria “Storia della Sacra corona unita. Ascesa e declino di una mafia anomala”

    È un vero e proprio grido d’allarme quello che lancia il penalista Andrea Apollonio, attraverso il nostro ufficio stampa a commento degli arresti di questa mattina nel Brindisino:

    «Questi arresti – osserva Apollonio – ci ricordano che la scia mafiosa della Sacra corona unita è lunga, e si è ancora lontani dal prosciugarla del tutto. Perché se è vero che questa mafia, in quanto struttura capillare di controllo di buona parte del territorio salentino, è stata sconfitta e debellata dell’operato della magistratura nella seconda metà degli anni Duemila, è vero anche che in molte aree – ed in particolare nel brindisino – stagna ancora un clima di omertà e di assoggettamento tipicamente mafioso; riescono così ad operare gruppi criminali, spesso composti da giovanissimi, che vedono nei capi storici sacristi – oggi quasi tutti reclusi o pentiti – modelli da imitare e tentano di riannodare i fili di quella storia di sangue e violenza, che oggi siamo finalmente riusciti a reinterpretare in chiave storica.
    La presenza ventennale della “quarta mafia”, la mafia del mesagnese Pino Rogoli, ha lasciato tracce profondissime sul volto di alcune comunità locali. Ecco perché la guardia, nel Salento più che altrove, deve rimanere alta, affinché nuove sacche mafiose non aggallino nuovamente. E alla magistratura salentina, vera protagonista del contrasto e della sconfitta della Sacra corona unita, da molti anni attentissima alle subdole forme di ricostituzione mafiosa, tutti noi dobbiamo essere grati».

    Il libro di Apollonio racconta lo strano destino della “quarta mafia”: sottovalutata negli anni di espansione e radicamento, ampiamente sopravvalutata oggi, che non esiste più in quanto struttura mafiosa. È forse questa una delle ragioni per le quali non è mai stata scritta una “Storia della Sacra corona unita”, che necessita di analisi criminologica, ma anche di obiettività storica. Il volume apre uno squarcio sui vent’anni di mafia che la Puglia – ed in particolare il Salento – ha vissuto, dagli anni Ottanta fino agli esordi del Duemila. Riporta e analizza quanto è accaduto, ma anche quello che c’è stato prima e dopo la parentesi mafiosa. Una storia che non è mai stata raccontata; una parabola che, nella sua interezza, non è mai stata tracciata.

    Andrea Apollonio è dottore di ricerca in Giustizia penale e assistente della cattedra di Storia delle mafie presso l’Università di Pavia. È stato consulente del Ministero dell’Interno / Federazione Associazioni Antiracket Italiane. Ha lavorato presso la Commissione giuridica del Parlamento Europeo. Ha pubblicato numeorsi studi e articoli sul fenomeno criminale.

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