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"La presente manifestazione organizzata in maniera spontanea a cura della cittadinanza di Cerignola e dei paesi limitrofi, nasce come naturale risposta alle recenti decisioni"

Comitato “Mo Avast”: giù le mani dal Tatarella

"Sarebbe oltremodo una beffa avere un danno economico di svariati milioni di euro proprio all’interno di una logica di risparmio sanitario"

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Cerignola. ”La presente manifestazione organizzata in maniera spontanea a cura della cittadinanza di Cerignola e dei paesi limitrofi, nasce come naturale risposta alle recenti decisioni emerse in occasione della Conferenza Stampa tenuta dal Presidente Emiliano e dal Direttore del dipartimento regionale per la salute Giovanni Gorgoni che prevede il declassamento dell’Ospedale di Cerignola da struttura di Primo livello a Struttura di base. Tale declassamento potrebbe comportare la chiusura di numerosi reparti specialistici attualmente operativi con una ripercussione gravissima sulla qualità del servizio sanitario locale. Attualmente l’Ospedale di Cerignola presenta reparti in grado di accogliere un bacino di utenza proveniente da tutti i comuni di un ampio territorio, con una copertura che va ben oltre i confini della provincia. Sono presenti ed operativi all’interno della struttura reparti ritenuti di eccellenza come la Fibrosi cistica, Urologia, Otorino, Oculistica e Nefrologia che ospitano di frequente degenze provenienti da fuori regione e che realizzano una significativa mobilità attiva fonte di utile per l’ASL FG.
Importantissimo il reparto di Ostetricia come punto nascita con le strutture annesse di Neonatologia e Pediatria che vedono un trend in forte crescita che si attesta intorno alle mille nascite.
L’ Ospedale di Cerignola, inoltre, è l’unica realtà che presenta un reparto di rianimazione nel territorio a sud di Foggia fino a Barletta coprendendo tutta la fascia che va dalla costa fin verso l’interno fino a raggiungere la Basilicata.

Vanno peraltro considerati alcuni aspetti legati agli importanti investimenti realizzati su costosissime attrezzature e macchinari presenti nella struttura che rischiano con il declassamento di rimanere abbandonati ed inutilizzati. Sarebbe oltremodo una beffa avere un danno economico di svariati milioni di euro proprio all’interno di una logica di risparmio sanitario. Va inoltre considerata l’allocazione logistica dell’ospedale di Cerignola: al di fuori delle problematiche di un contesto urbano; vicino all’uscita di due autostrade quindi facilmente raggiungibile da tutta la provincia; la recente costruzione della struttura presenta arredi, macchinari e strumentazioni modernissime ed all’avanguardia. Senza dimenticare che l’ospedale di Cerignola è uno dei pochissimi abilitato al servizio di elisoccorso. Il riordino sembra quindi scaturire da una analisi matematica che ignora in maniera evidente molti dei fattori finora evidenziati: la territorialità, la struttura, la funzionalità, la mobilità attiva e ancor di più i servizi erogati. Non accettiamo che la malagestio o l’inefficienza di dirigenti e politici ricada e venga pagata, come troppe volte avviene, esclusivamente sulla cittadinanza.

IL SERVIZIO DEVE ESSERE FUNZIONALE ALL’UOMO E NON IL CONTRARIO. LE PERSONE NON SONO NUMERI. PER TUTTI QUESTI MOTIVI, LA CITTADINANZA DI CERIGNOLA ALLARMATA DICE NO. NO AL DECLASSAMENTO. GIÙ LE MAI DAL TATARELLA. MO AVAST (NOTA STAMPA)

Comitato “Mo Avast”: giù le mani dal Tatarella ultima modifica: 2016-02-23T17:26:21+00:00 da Redazione



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