Manfredonia
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“La parabola del terzo figlio. Il figliol prodigo nel postmoderno”, Prof. Illiceto presenta

"La parabola del terzo figlio. Il figliol prodigo nel postmoderno", Prof. Illiceto presenta

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Manfredonia. L’ARCIDIOCESI di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo – Ufficio per la pastorale della cultura ha organizzato la presentazione del libro di Michele Illiceto, fissata per il prossimo giovedì 25 febbraio 2016, alle ore 18.30, all’AUDITORIUM “C. Serricchio” – Palazzo dei Celestini di Manfredonia.

INTERVENGONO
Ecc.za Mons. Michele CASTORO
(Arcivescovo Diocesi di Manfredonia)
Geom.tra Angelo RICCARDI
(Sindaco del Comune di Manfredonia)
Padre Luciano Lotti
(Direttore ISSR “Giovanni Paolo II – Foggia) Dott. A. CAVALLINI
(Direttore “Voci e volti”)

RECENSIONE . La parabola del terzo figlio. Il figliol prodigo nel postmoderno, Andrea Pacilli Editore, 2016.

Tutti conosciamo la storia raccontata nella Parabola del Padre misericordioso, meglio conosciuta come Parabola del figliol prodigo. In essa si narra di un figlio che va via di casa, lasciando nel cuore del padre un incolmabile vuoto, condannandolo a non guardarlo più in volto ma di spalle. Lontano, consuma sé stesso nel deserto delle cose inutili, in un corpo ostaggio del niente, inseguendo una libertà senza alterità. Negli occhi dei porci perde la propria immagine, vivendo così la più grande degradazione antropologica della storia. Il padre lo aspetta e al cielo chiede, ogni sera, che fine abbia fatto quel figlio ridotto a garzone. Sguardi persi, appuntamenti mancati, volti sospesi, distanze incolmabili. Tutto sembra perduto. Ma il padre resiste e mette in campo un amore nuovo: non l’amore di chi ha già donato, ma di chi ha perdonato. E’ l’amore che, resistendo al rifiuto, da dono sa farsi per-dono. E’ su queste note tipicamente esistenziali che il filosofo Michele Illiceto – docente di filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese, presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose “G. Paolo II”di Foggia, oltre che al Liceo classico “A. Moro” di Manfredonia, – rilegge la “Parabola del Padre misericordioso”, meglio conosciuta come “Parabola del figliol prodigo”. Illiceto si confronta con questa nostra età da più parti definita come post-moderna, cioè post-metafisica (Heidegger e Habermas) e ultimamente anche postumana (Pepperell e Braidotti), caratterizzata dalla “crisi delle grandi narrazioni” (Lyotard) e dal “venire meno dei fondamenti” (Heidegger), dall’avvento della “società liquida” (Z. Bauman), i cui caratteri sono incertezza e insicurezza, rischio (U. Beck) e complessità (Luhmann). Al lettore vengono offerte diverse piste di lettura.

La prima analizza la parabola attraverso i tre registri della paternità, della figliolanza e della fraternità strettamente correlati tra di loro. Il primo registro della paternità fa di questo un libro che riflette sul ruolo che il padre ha oggi in un tempo in cui tale figura è come evaporata. Ma è anche uno spunto per riaprire il discorso sull’Origine e sull’Inizio, cercando di riproporre la domanda di sempre: Che cosa sta all’Inizio?”, e soprattutto: “C’è un Inizio?”. La parabola pone il padre come Inizio, lo pone come l’Uno che si apre al Due: o meglio alla Dualità della figliolanza. In questo senso la paternità viene discussa alla luce del paradigma del dono, che in seguito si rivelerà anche come per-dono. Per questo è un padre che alla fine si rivelerà anche come madre.

Poi c’è il registro della figliolanza. Così come emerge dalla parabola, essa viene definita nell’ottica del “debito”, il quale, a sua volta, da un lato esige il riconoscimento e l’accoglienza, dall’altro fonda la cura e la responsabilità, e che, pertanto, si apre ala fraternità. Il registro della figliolanza poi si articola nei due personaggi protagonisti del racconto evangelico: il figlio minore e il figlio maggiore, ambedue analizzati come modelli di figliolanza sbagliata.
Fin qui la lettura classica. Ma i figli – si chiede Illiceto – sono due o ce n’è un altro? Un altro non nominato e che rimane nascosto. Accanto a questi due paradigmi di figliolanza il libro ne propone un terzo, da cui il titolo del volume che è La parabola del terzo figlio. Chi sia questo terzo figlio il lettore lo scoprirà leggendo il volume fino alla fine.
Infine c’è il registro della fraternità. Strettamente collegata ai primi due registri, esso viene letto alla luce della prossimità e dell’alterità, passando per quell’esperienza postmoderna che è considerata la terza morte a cui stiamo assistendo oggi: la “morte del prossimo”.

La seconda pista di lettura scelta dall’autore è l’utilizzo della parabola per fare un’analisi critica della nostra epoca postmodernità. In particolare, il figlio minore viene accostato alle metafore postmoderne usate da Bauman nel suo La società dell’incertezza, e cioè a dire: il pellegrino, il vagabondo, il turista, il flàneur, il giocatore. A chi, e in che è misura, è equiparabile il figlio minore? Corrisponde forse anche all’homo consumens e all’homo ludens oggi dominanti? E ancora: è accostabile a Ulisse o ad Abramo? O a nessuno dei due? A Prometeo, a Dioniso o a Narciso?
In tal modo la parabola del figliol prodigo, da Illiceto ribattezzata “parabola del terzo figlio”, diventa anche uno strumento per fare una breve diagnosi critica dell’attuale epoca, da Lypovetsky definita “era del vuoto”.

Una terza pista di lettura è quella religiosa. La domanda a cui Illiceto cerca di rispondere è “Quale Dio dopo la morte di Dio?” “Quale Dio oggi?”, in un tempo dominato non solo dall’ateismo ma ancor più dal nichilismo, che come “ospite inquietante” (da Nietzsche a Galimberti) sta prendendo i figli di questa generazione incapace a generare e a rigenerarsi, e, ancor più, dominato da un lato dal neopaganesimo (Natoli) che propone una “salvezza senza Dio”, e dall’altro dal dominio della tecnica che propone la tecnocrazia come unica e nuova soteriologia. In definitiva il Dio-Legge o il Dio-Amore. Ma chiedersi “Quale Dio” significa chiedersi anche “Quale padre?”, o meglio “Quale paternità?” nel tempo della evaporazione del padre. Il padre-Edipo o il padre-Narciso, come discutono Recalcati e Pietropolli Charmet?

Quindi quale Dio e quale padre propone la parabola del figliol prodigo? Poiché sarà proprio il terzo figlio a dircelo, ecco un motivo in più per giustificare la scelta del titolo di questo libro: La parabola del terzo figlio.

“La parabola del terzo figlio. Il figliol prodigo nel postmoderno”, Prof. Illiceto presenta ultima modifica: 2016-02-23T17:49:49+00:00 da Redazione



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