Sostegno regionale per l’affitto casa: oltre 660mila euro

Attivazione Housing sociale connesso a volontà dei comuni (milano.blogosfere.it)

Case popolari (fonte image: milano.blogosfere.it)

Manfredonia – CON deliberazione di Giunta n.232 del 17 febbraio 2011, la Regione Puglia ha ripartito tra i Comuni richiedenti i fondi per il sostegno all’accesso alle abitazioni di locazione. Al Comune di Manfredonia è stata attribuita la somma di circa 558.000 euro, a cui è stata aggiunta una premialità di 118.840 euro, la più alta nella provincia di Foggia.

Questo perché il Comune sipontino ha concorso al cofinanziamento del fondo per l’affitto casa con una somma pari a 40.000 euro, e oggi dispone, dunque, di oltre 717.000 euro, da erogare ai 1200 cittadini che ne hanno fatto domanda. I richiedenti sono stati divisi in due fasce la fascia A, costituita da 779 richiedenti il cui reddito è inferiore alla somma di due pensioni minime; fascia B, costituita da 406 richiedenti il cui reddito non supera i 14.000 euro circa.

A conti fatti, nella maggior parte dei casi la somma corrisponderà all’incirca a quella erogata lo scorso anno, cioè quasi 750 euro. Con una novità: l’assessore regionale alla Qualità del Territorio, Angela Barbanente, ha garantito che quest’anno sarà possibile ottenere le somme con qualche mese di anticipo, quindi a maggio.
“La premialità toccata a Manfredonia –dichiara il sindaco Angelo Riccardi- è un buon risultato, ottenuto grazie allo sforzo di compartecipazione effettuato dal Comune alla fine dell’anno scorso. Si tratta sicuramente di un aiuto importante, anche se per tante famiglie sarà insufficiente”.

Nel centro sipontino, infatti, il problema della casa è preoccupante: il prezzo degli affitti conserva livelli molto alti, equivalenti a quelli delle grandi città, mentre scarseggiano le case sul mercato. Questo stato di continua emergenza pesa notevolmente sulle famiglie più indigenti, e si riflette sui Servizi Sociali.

“L’affitto –afferma l’assessore alle Politiche Sociali Paolo Cascavilla- spesso assorbe quasi la metà del reddito lavorativo di un dipendente non qualificato. Le famiglie monoreddito, se costrette a cambiare casa o a prenderne una in affitto ai prezzi oggi sul mercato, cadono inesorabilmente in povertà. E il disagio diventa ancor più grave per le famiglie monogenitoriali, in particolare per le donne sole con minori. L’intervento della Regione, unitamente a quello del Comune, è importante per andare incontro a queste famiglie con reddito limitato”.
Ma questo non è l’unico intervento previsto dal Comune di Manfredonia per alleviare il problema casa.

L’Amministrazione Comunale, infatti, paga fino al 75% dell’affitto per coloro che sono stati sfrattati, e sono 40, con una somma impegnata di 144.000 euro; poi ci sono i contributi comunali straordinari, richiesti in gran parte proprio per sostenere l’affitto della casa, elargiti due volte all’anno. I Servizi Sociali segnalano, inoltre, un aspetto preoccupante: alcune famiglie con figli numerosi o con persone con handicap non riescono a trovare casa. I proprietari esprimono spesso un rifiuto ingiustificabile, anche quando si tratta di famiglie che possono pagare l’affitto e che, comunque, sono sostenute dal Comune.


Redazione Stato

Vota questo articolo
TAGS: , ,

1 Commento

  1. Polidream Assoutenti scrive:

    CASE POPOLARI E LE STRANE RICHIESTE DELLO IACP

    In questi giorni la sede dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Bari è letteralmente presa d’assalto dagli inquilini, a causa di una richiesta dell’Istituto, fatta per raccomandata, con la quale si chiedono agli utenti diverse centinaia o migliaia di euro (!!!)

    Nella lettera è solo scritta la cifra ed una causale di due parole: canoni e servizi.

    Ma quali canoni? Quali servizi? Non è dato saperlo! Sembra che le leggi sulla trasparenza amministrativa, lo statuto dei diritti del contribuente, il Codice del Consumo e la stessa legge regionale sulle case popolari non valgano per l’Istituto pugliese!

    Peraltro, l’altra ingiustizia è che l’Istituto pretenderebbe che tutti gli inquilini vadano di persona presso la sede di Via Crispi a Bari, o che incarichino qualche loro delegato per chiarire la propria posizione! Veramente assurdo! A parte il fatto che la stragrande maggioranza degli utenti IACP è anziana, e quindi sarebbe praticamente costretta a farsi rappresentare da qualcuno, ma perchè mai uno deve essere obbligato ad andare di persona, e non può invece rispondere per raccomandata, via fax, via mail, oppure per telefono?

    Ovviamente abbiamo scritto allo IACP, ma anche al Presidente e all’Assessore competente della Regione Puglia: devono annullare questi atti indebiti e far sì che d’ora in poi ci possano essere vie alternative per interloquire con l’Istituto (via fax, via mail, etc.).

    E’ appena inutile aggiungere ai diretti interessati che non bisogna pagare, e nemmeno affollare l’ufficio IACP, ma prendere d’assalto le nostre sedi per reclamare.

    ASSICURAZIONI E RIVALSA, SIAMO AL MEDIOEVO!

    Sembrerà incredibile, ma in Italia nel campo assicurativo vige ancora il diritto di rivalsa. Ovvero la Compagnia assicurativa, una volta pagato il sinistro, può rivalersi sullo stesso assicurato o su terzi, ove ritenesse questi responsabili dell’accaduto o di un’eventuale negligenza.

    La domanda viene spontanea, direbbe il nostro Lubrano: e allora, che la faccio a fare l’assicurazione? Per le polizze auto questa regola borbonica esiste ancora, ma è valida solo in pochissimi casi, vedi guida in stato di ebbrezza, senza cinture, etc. etc. Ma per gli altri contratti assicurativi, specialmente quelli fidejussori, è talmente valida che le Società la utilizzano, eccome!

    L’ultimo caso capitato ad un nostro sportello è quello di un uomo di spettacolo che, recatosi in Cina per una serie di eventi con un po’ di strumenti di lavoro che ha prima esportato e poi regolarmente rimpatriato, ha dovuto subire la richiesta di un pagamento di circa 2.500 euro, solo perchè la polizza fidejussoria che copriva i rischi relativi alla merce esportata è intervenuta, pagando il beneficiario, UnionCamere, ma rivalendosi sul contraente.

    E questo solo perchè sembra che l’incartamento inerente gli strumenti di lavoro non fosse stato regolarmente bollato ed annullato dall’ufficio doganale!

    In definitiva, l’assicurato paga la polizza per essere coperto da eventuali rischi, e poi deve pagare eventuali danni proprio in presenza di tali stessi rischi! Cioè paga due volte!

    Ma è possibile? E’ normale? Nemmeno nel medioevo c’erano queste regole assurde!

    A questo punto occorre una forte battaglia delle associazioni dei consumatori per far abrogare questa norma scandalosa. E nel contempo chiediamo agli assicurati che subiscono questi comportamenti vessatori di recarsi presso le nostre sedi per reclamare l’accaduto.

    POLIDREAM ASSOUTENTI

Lascia un commento


Commenti recenti

  • eugenio: Sarebbe stato bello che la redazione pubblicasse l'articolo a fine consiglio comunale e no...
  • anna: aumento vertiginoso dei divorzi ma credetemi, da donna vi confermo che sono comunque la ...
  • vittorio: sono carrozzoni da vecchia politica sprecona figlia di un periodo di vacche grasse. ormai...
  • anna: mi ritrovo completamente nelle riflessioni di checco. hai ragione, ho seguito in streamin...
  • istrione: ma dai....ieri ridevano tutti.....compresi i suoi amici....ma poi dico io....se non capisc...