BAT
"La reazione da parte dell’Associazione di Categoria alla quale il commerciante è associato cioè UNIMPRESA BAT è giunta durissima"

Canosa, atto intimidatorio ai danni commerciante di Andria

"Vanificare l’entusiasmo, l’intraprendenza, la voglia di fare e di investire in un territorio che neanche meriterebbe tanto"

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Canosa di Puglia. Dopo l’atto intimidatorio che è stato posto in essere mediante fiamme appiccate ad un negozio sito in Canosa di Puglia, di proprietà di un giovane, noto, stimato ed intraprendente commerciante andriese, la reazione da parte dell’Associazione di Categoria alla quale il commerciante è associato cioè UNIMPRESA BAT è giunta durissima da parte del Presidente Savino Montaruli il quale, dopo aver telefonato ed interloquito con le vittime del vile gesto, è intervenuto affermando: “non ne possiamo più, non ne possiamo veramente più. Vanificare l’entusiasmo, l’intraprendenza, la voglia di fare e di investire in un territorio che neanche meriterebbe tanto, che non ha un minimo di politiche attive di sviluppo, che non si è mai dotato di un minimo di strumenti di programmazione previsti anche per legge e questo riguarda tutte le dieci città della Bat, è un atto deplorevole che va rigettato e fortemente condannato. Non è possibile – ha detto Montaruli – che ogni settimana, ogni mese, periodicamente si debba prendere atto dell’aggravarsi di una situazione divenuta insostenibile. Neanche più le telecamere sembrano sortire effetti di deterrente e i danni, soprattutto psicologici specie per un commerciante che ha deciso di investire anche fuori dal suo ambiente e dalla sua città, sono enormi ed a volte irreparabili. Ora le Istituzioni dicano con certezza che fine sta facendo la Questura della Bat perché solo con una fortissima ed intensa azione di intelligence investigativa preventiva, con adeguate forze in campo dotate di strumenti di intervento efficaci ed efficienti si può fronteggiare una situazione per troppo tempo sottovalutata e in crescente, negativo fermento, anche causato da una fortissima tensione sociale. Abbiamo bisogno di interlocutori forti, sensibili e soprattutto capaci ma noi con chi dobbiamo interloquire? Sembrano tutti addormentati in questo territorio.” – ha concluso provocatoriamente il leader sindacale andriese.



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