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"Era ora che la magistratura cominciasse a indagare su chi e su come sono gestiti i ghetti nella nostra provincia"

“Caporalato, dopo la DDA ora tocca alla Regione aiutare i migranti”

"Questo è un primo passo per ristabilire la piena legalità nelle nostre campagne"

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Bari. Era ora che la magistratura cominciasse a indagare su chi e su come sono gestiti i ghetti nella nostra provincia. Dopo le pubbliche denunce sulla ricostruzione a tempi di record del Gran Ghetto semidistrutto da un incendio che ha provvidenzialmente risparmiato gli edifici in muratura e i contenitori dell’acqua,dopo aver chiarito che il primo locale ad essere ricostruito è stato il “market ristorante” del Ghetto, dopo avere verificato che il ghetto veniva risotruito con più funzionali camerate, dopo avere chiesto a gran voce che si chiarisse chi comanda e chi decide all’interno del Gran Ghetto, finalmente qualcosa si muove e si muove confermando che i nostri dubbi non sono campati per aria: dietro i ghetti potrebbe celarsi la lunga mano della mafia foggiana che strangola le campagne. Ora, attendendo gli sviluppi delle indagini, ci aspettiamo che siano attentamente controllate tutte le auto, tutti i furgoni, presenti all’interno del Ghetto e che siano posti sotto sequestro, senza facoltà d’uso, tutti i mezzi non in regola o di dubbia proprietà perché, per fermare il caporalato nei ghetti, serve anche sequestrare le auto utilizzate per il trasporto dei lavoratori migranti.

Dopo questa azione della magistratura attendiamo, fiduciosi, che Regione Puglia acceleri il piano di costruzione del “villaggio dell’accoglienza” per dare un degno riparo ai lavoratori migranti, condizione di partenza per trovare forme di collocamento e di trasportoper i lavoratori migranti alternative al sistema mafioso messo in piedi dai caporali. Questo è un primo passo per ristabilire la piena legalità nelle nostre campagne, per ridare dignità a lavoratori fuggiti da guerre e carestie ma finiti nelle mani dei moderni sfruttatori di essere umani in un tragico girone infernale, senza soluzione di continuità, che li soggioga da quando hanno lasciato la loro terra natia.

(Foggia 23 marzo 2016
Giogio Cislaghi
Vincenzo Rizzi per Alternativa Libera Foggia)



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