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Il termine “Quarantena” nella tradizione cristiana

Il termine “Quarantena” nella tradizione cristiana

La vecchia o Quarantena, brutta strega o megera, che viaggia sulla scopa, rappresenta la naturaresa spoglia dall’inverno che sta per andare via

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SCHEDA SUL TEMA LA QUARANTENA

Il termine “Quarantena” nella tradizione cristiana. Il termine Quarantena indica il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua. Infatti, quaranta erano i giorni nei quali si dovevano praticare penitenze da parte di un peccatore per ingiunzioni avute dopo la confessione dei suoi peccati. Gesù Cristo passò quaranta giorni e quaranta notti di digiuno prima dell’inizio della sua vita pubblica. Un’antica tradizione collega il digiuno di Gesù nel deserto della quarantena a un monte che si erge a picco nella piana di Gerico.

L’istituzione della Quaresima vuole ricordare il periodo che Gesù trascorse nel deserto digiunando e pregando. Per i cristiani in questo periodo si osserva la penitenza, l’astinenza da svaghi e la meditazione per la preparazione alla Pasqua o alla Risurrezione.

Il termine “Quarantena” nella tradizione popolare. Come per il processo di personificazione del Carnevale, così per la Quaresima, a livello popolare si raffigura il periodo con un fantoccio, chiamato la vecchia, adorno di collane di frutta secca ed esposto in piazza o, come accade altrove, portato in giro sopra un carro per le vie della città. In alcuni paesi del sud si espongono delle pupe con sei penne di gallina conficcate, e ad ogni settimana di quaresima che passa, si toglie una penna. Tancredi ricorda che :”Nel giorno delle Ceneri, nei vicoli ed in qualche strada principale, si vede spenzolare la Quarantena, una pupa vestita di nero avente al posto dei piedi una patata intorno alla quale sono infisse sette penne di cui se ne toglie una la settimana, in modo che l’ultima si strappi il sabato santo”. Per dividere il lungo periodo di astinenze e di penitenze – quando nel passato era molto più sentito ed osservato -, si celebra la festa di mezza quaresima: si sega la vecchia, che è “raffigurata con mento aguzzo, gran naso, viso rugoso e occhi grifagni. La brutta e malefica strega durante la notte cavalca un manico di scopa e vola su di esso, aviatrice espertissima”. Durante questo periodo, mentre il clero annuncia le pene eterne dell’inferno, il popolo sospira, piange e si percuote il petto, recitando le orazioni.

Il valore della tradizione pagana. Nella personificazione della Quarantena, a livello popolare – e prescindendo dalle varie incarnazioni storiche -, il nucleo dei significati si individua da una parte nella obiettivazione dell’ente: nel nostro caso “una vecchia”, che inforca una scopa, e dall’altra nel senso della privazione, dell’astinenza e della contrizione. Per i cristiani il periodo sta ad indicare la preparazione alla Resurrezione di Gesù Cristo; per i pagani, come nell’antica Grecia, si festeggiava la Pasqua con il nome di Estia (la dea Vesta dei romani). Si trattava di culti primaverili che auspicavano il germoglio degli alberi, mentre nei prati sbocciavano i primi fiorellini. Dopo il lungo inverno, la natura risorgeva ed al centro delle celebrazioni pagane si svolgevano folte processioni di donne, giovani e uomini, arricchite da danze, musiche e canti, che poi sfociavano nei riti orgiastici con al centro il dio Dioniso. Questi rituali erano l’incarnazione del desiderio dell’uomo di liberarsi delle negatività per approdare verso il nuovo: il passaggio dall’inverno alla primavera.

La vecchia o Quarantena, brutta strega o megera, che viaggia sulla scopa, rappresenta la naturaresa spoglia dall’inverno che sta per andare via: in questo caso l’ontologia del brutto viene proiettata in una immagine di “vecchia”, cioè di persona che non è più e che sta per andare via…verso la morte. La scopa, attrezzo casalingo, sta per “cacciare via, andare…”, così come quando in casa si toglie lo sporco. Fatto apparentemente bizzarro ed irreale è che la vecchia megera non ha i piedi di una persona normale. I suoi piedi sono rappresentati da due patate, elemento che rende ancora più evidente il significato di persona “sgraziata, sei una patata!”, non gradita…che deve andare appunto via. Cioè la natura resa spoglia dal duro e freddo inverno, ora deve tornare a rifiorire, così come accade con la Primavera.

Il culto cristiano se n’è appropriato, sovrapponendosi all’antico rito “agrario”: solo che alla Natura che risorge ha sostituito il Cristo che risorge. La Pasqua, infatti, era anche una festività originaria della Frigia celebrata in onore di Attis, il figlio amante di Cibèle e che rappresenta l’anno che muore e che risorge. Da ciò si evince che non c’è tradizione pagana che non sia stata fatta propria dalla Chiesa cristiana. Questi riti, come le fanoje, il carnevale, la quarantena, etc.etc., apparentemente ingenui e senza senso, ci riportano, invece, ad un inconscio collettivo che si perde nella memoria dei tempi. Essi avevano un grande significato per l’uomo, ma oggi, nell’attuale sistema socio-economico, quali sono i riti che si celebrano per far risorgere la natura o mantenere in equilibrio l’essere umano? fontitancredifrazertoschifreudjunglevistrauss

(A cura di Michele Campanile)



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