Manfredonia
Testo a cura di Marilina Ciociola

Manfredonia, “In marcia a braccetto con la legalità” (foto)

Foto - Video a cura di Antonio Troiano

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Manfredonia. Un nastro nero sulla bocca. Una marcia silenziosa quella dei ragazzi di alcune delle scuole di Manfredonia tra cui De Sanctis- Giordani, Mozzillo e Perotto; una manifestazione svoltasi a partire da corso Manfredi e che si è conclusa in piazza del Popolo, in concomitanza con altre città d’Italia a celebrare la XXII giornata delle vittime innocenti della mafia.

In testa al corteo lo striscione di Libera, associazione presieduta da don Luigi Ciotti e che combatte la mafia affianco dei giovani e che incoraggia ad uscire dal silenzio e dall’omertà. Uno dopo l’altro i ragazzi hanno ricordato numerosi nomi di persone uccise in agguati di mafia pur non facendone parte, letto poesie e frasi ricordando che la legalità è possibile anche nella nostra realtà imparando già da piccoli a rispettare le regole, a saper distinguere il bene dal male e non lasciarsi sopraffare dalle ingiustizie.

Una grande partecipazione, una risposta sempre più forte quella dei più giovani sensibilizzati sul tema dai social, dalla tv e dalla formazione scolastica perché è giusto sapere e conoscere la storia del nostro Paese in tutte le sue sfaccettature, anche le sue pagine più scure.

Il preside dell’istituto De Sanctis- Giordani, Lorenzo Vitulano, ci ha tenuto a sottolineare il ruolo fondamentale e complicato della scuola e degli insegnanti :’ E’ nostro dovere educare i ragazzi al sentimento della giustizia, ancora numerosi sono gli episodi di delinquenza e c’è bisogno di punti di riferimento solidi e la scuola deve esserlo’.

Cento e più passi ancora ci sono da fare in questo senso ma l’importante è cominciare formando e mettendo in guardia soprattutto su quelli che sono i nostri diritti e i nostri doveri, insegnando a non restare indifferenti e in silenzio perché è questo ciò di cui si nutre la malavita.

A cura di Libera Maria Ciociola, Manfredonia 21.03.2017

XXII Giornata della Memoria, Emiliano: la lotta alla mafia non può fermarsi. “La lotta alla mafia come tutte le grandi battaglie non può fermarsi”.Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina a Bari alla XXII^ Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

“ Noi cerchiamo di fare memoria – ha continuato Emiliano – di tutti coloro che abbiamo perduto in questa battaglia, sono i martiri della mafia e sono in gran parte uomini e donne del Sud. Come la mafia è nata nel Sud, così è il Sud ad aver generato gli anticorpi per combatterla, un Sud che si sta battendo da sempre e con grandissimo coraggio. La Puglia non poteva mancare a far sentire la sua voce in questa giornata così importante. Una giornata in cui vogliamo dare tutta la nostra solidarietà ai sindaci, agli amministratori che vengono minacciati ed in particolar modo a Don Luigi Ciotti”.

“Siamo tutti un po’ sbirri, perché gli sbirri sono i nemici della mafia”, ha spiegato il Presidente Emiliano in riferimento alle recenti scritte ingiuriose rivolte al fondatore di Libera nella recente iniziativa antimafia fatta a Locri. “Questa parola – ha detto Emiliano – è un insulto, lo hanno utilizzato contro di me tante volte quando facevo il magistrato, però dobbiamo prendere atto che per fare in modo che questi insulti siano sempre meno efficaci, dobbiamo distribuire questo compito di essere sentinelle dell’antimafia a tutti i cittadini di buona volontà non solo alle forze dell’ordine e reagire secondo le regole che don Luigi ci ha insegnato: quelle dell’antimafia sociale e quelle delle responsabilità nell’esercizio delle nostre funzioni, qualunque esse siano, che marginalizzano la mafia e le tolgono il terreno di coltura”.

FOTOGALLERY ANTONIO TROIANO

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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  • Redazione

    Monte Sant’Angelo. Oggi, 21 marzo 2016, noi studenti, docenti e personale ATA dell’Istituto Superiore “Gian Tommaso. Giordani” di Monte Sant’Angelo dichiariamo il nostro sdegno contro l’atto vandalico che ha colpito il plesso dell’Istituto Tecnico Economico. Soggetti ignoti nella notte, forzando alcune porte di accesso, sono entrati nell’Istituto ed hanno rubato alcuni computer, i pochi denari conservati in cassaforte, una macchina da caffè e commesso qualche sfregio qua e là. Non ci faremo intimidire minimamente da tale atto, né rallenteremo le nostre azioni educative perché esse, attraverso percorsi formativi di crescita globale, hanno anche il compito di far fronte alla sconsiderata violenza e arroganza della delinquenza, comune ed organizzata. Siamo consapevoli che la nostra comunità sta vivendo un momento difficile, ne sono testimonianza l’omicidio di questa mattina, che rischia di far ripiombare la città nel clima di faida di molti anni fa, il fenomeno dei furti in case e negozi e lo scioglimento del consiglio comunale per ingerenza della criminalità organizzata. Per questo, riteniamo sia necessario dichiarare senza equivoci che la nostra scuola, tutta, è schierata dalla parte della legalità e che si sta sforzando di seminare e diffondere la cultura dell’onestà e della legalità attraverso il rispetto delle regole, il rispetto della democrazia, il rispetto degli esseri umani. Dinanzi ad ogni tipo di atto delinquenziale, ad ogni tipo di comportamento o atto mafioso non si può essere indifferenti. La cultura della violenza e della sopraffazione sta minando il diritto alla libertà, alla convivenza civile e allo sviluppo socioeconomico della nostra città. Per questo, noi studenti, docenti e personale non docente dell’Istituto Superiore “G.T. Giordani” dichiariamo di: – rifiutare la logica della violenza, che mina il diritto alla libertà e frena la crescita e lo sviluppo della nostra comunità; – continuare nella nostra azione educativa, per edificare un’autentica cultura della legalità, favorire la crescita della solidarietà, della trasparenza e della convivenza civile; – affermare il valore civile e morale della testimonianza, che rappresenta l’antidoto contro tutti i mali sociali, specie dei fenomeni criminali e delinquenziali che prendono forza dall’omertà, dalla paura e dall’indifferenza; – invitare le forze dell’ordine ad attuare tutte le iniziative necessarie per ridare alla nostra comunità la fiducia di vivere in un luogo protetto e sicuro.

    A Monte Sant’Angelo c’è una comunità sana che ha voglia di ripartire e di ricostruire un nuovo tessuto sociale sano, accogliente e solidale e noi ne siamo parte e abbiamo cominciato a percorrere i nostri primi cento passi per l’emancipazione della nostra comunità.

    Monte Sant’Angelo, 21 marzo 2017 Studenti Docenti Personale ATA

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