Manfredonia
Conferenza in occasione della ‘Giornata nazionale della Salute della donna'

Manfredonia, Ammi “Dipendenze al femminile”

"Tutto gira attorno a noi stessi e il grado d’amore e di conoscenza verso noi stessi definirà le nostre azioni e in definitiva la nostra stessa vita"

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Manfredonia. ‘Chi guarda l’esterno sogna, chi guarda l’interno si sveglia’: una citazione di Jung che ben riassume l’intento della conferenza tenuta sabato 22 aprile presso la sala ‘Valentino Vailati’, in occasione della ‘Giornata nazionale della Salute della donna’.

L’incontro è stato fortemente voluto ed organizzato dall’Ammi, Associazione Mogli dei Medici Italiani nella sezione di Manfredonia. L’Ammi persegue finalità sociosanitarie e di prevenzione e informazione di comunità.

L’aspetto psicologico dell’argomento trattato, per l’appunto ‘Le dipendenze al femminile’, è stato delineato dalla dott. essa Vittoria Gentile, psicologa clinica e psicoterapeuta e relatrice dell’evento assieme al prof. Michele Illiceto, docente di filosofia della Facoltà Teologica Pugliese di Bari che ha invece dato un taglio maggiormente filosofico all’analisi.

La dipendenza può essere di due tipi: fisiologica e quindi sana nel percorso che guida il bambino attraverso l’adolescenza e l’età adulta creando una sorta di relazione e di interscambio tra se, gli altri e l’ambiente che lo circonda; ma può essere anche patologica, detta anche ‘addiction’ ed è una situazione che si crea nel caso in cui ci siano dei vuoti cronici interiori provocati da gravi traumi che nascono di solito a partire dai primi anni di vita.

L’ addiction (internet addiction, shopping compulsivo, giochi d’azzardo, alcool, etc…) rappresenta un riempitivo temporaneo e momentaneamente gratificante alla mancanza provata; ovviamente il comportamento deviato può presentarsi anche negli uomini che reagiscono in maniera differente rispetto alle donne come nel caso della dipendenza affettiva (love addiction): gli uomini avranno nella maggior parte dei casi reazioni di gelosia e di violenza per paura di rimanere soli o di sembrare impotenti e le donne reagiranno provando verso il partner un sentimento di morboso attaccamento.
Le argomentazioni del prof. Illiceto lasciano meno spazio ai tecnicismi per affrontare argomenti relativi al ‘riconoscersi’, un atto che segue alla conoscenza di se stessi come già la filosofia greca aveva indicato come via per la serenità e la felicità: γνῶθι σαυτόν, gnōthi sautón (conosci te stesso) campeggiava nel Tempio di Apollo a Delfi.

Il ‘non riconoscersi’ e l’estraneità a se stessi è la matrice di ogni dipendenza, rappresenta una forma di erranza che porta a vagare senza mai provare quel senso di familiarità di cui si ha bisogno per ergere le fondamenta della propria vita e del proprio futuro; anche dei piccoli gesti come chiamare i propri figli o i propri fidanzati per nome possono essere considerati dei meccanismi di riconoscimento.

‘La femminilità rappresenta un abisso più profondo di quanto possa essere l’universo maschile’, continua ancora il prof. Illiceto ed è per questo che è fondamentale per la donna saper riconoscere la propria femminilità aldilà degli stereotipi che la società impone e che distorcono il reale concetto delle cose piegandosi ai dettami del marketing.

Tutto gira attorno a noi stessi e il grado d’amore e di conoscenza verso noi stessi definirà le nostre azioni e in definitiva la nostra stessa vita.

(A cura di Libera Maria Ciociola, Manfredonia 23 aprile 2017)



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Commenti


  • Vittoria Gentile

    Il mio personale grazie a Marilina Ciociola, per la presenza e la cura del testo.


  • Vittoria Gentile

    Tengo altresì ad evidenziare, cosa purtroppo omessa dall’articolista che questo incontro è stato fortemente voluto ed organizzato dall’Ammi, Associazione Mogli dei Medici Italiani nella sezione di Manfredonia; Ammi che persegue finalità sociosanitarie e di prevenzione e informazione di comunità.
    Abbiamo fortemente voluto che cadesse in occasione del 22 aprile, data nazionale della salute della donna e che fosse su un tema sensibile per le donne, ma anche per la controparte maschile. Medicina di genere è ogni giorno, e a qualunque età, ci si informi e confronti senza paura di guardare dentro la realtà delle proprie esperienze e del proprio mondo interno. Grazie

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