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A cura di Antonio Del Vecchio

Gargano si candida per entrare nel Piano nazionale sviluppo aree interne

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Rignano Garganico. Domani 24 giugno primo banco di prova per il rinnovato organismo istituzionale “Sistema Gargano” di recente sottoscritto dalla comunità dei sindaci, dal Parco e dal Consorzio di Bonifica montana. Si tratta dell’annunciato incontro con i tecnici interministeriali (18 in tutto), che avrà luogo a partire dalle ore 9.00 presso la sala consiliare del Comune più piccolo del promontorio, ossia Rignano Garganico, non a caso definito capo-fila sia a livello di elaborazione progettuale sia in fase esecutiva. Dall’esito della riunione, a cui parteciperanno tutti i Comuni del Gargano, unitamente al Parco e al Consorzio sopraccitato, si saprà se il Promontorio ha tutte le carte in regola, per essere definita “area interna della Puglia” e quindi meritevole di acquisire gli appositi e straordinari finanziamenti che il Governo Renzi si appresta a predisporre per il Sud. Di certo in tale occasione, i rappresentanti del Comune ospite faranno la “voce grossa” su Grotta Paglicci (www.grottapaglicci.it) e qualche altro progetto importante, definiti da tempo punti cardini per lo sviluppo del territorio e dell’occupazione.

In proposito Michele Ciavarella, v.sindaco e delegato ai Beni Ambientali e Culturali di Rignano, come il sito paleolitico di Grotta Paglicci, ha dichiarato: “Quelli in predicato sono interventi risolutivi che aspettiamo da anni, essendo indispensabili per arrestare il declino socio-economico e lo spopolamento in atto nel paese con una emigrazione giovanile ormai giunta alla soglia massima della sua sussistenza”. La proposta relativa alle predette “aree interne” pare sia fermamente sostenuta dal Governatore Emiliano al fine di eliminare del tutto il “gap” che separa talune zone dalle altre della Puglia. Allo stesso scopo sarebbero candidate anche i paesi collinari delle Murge e del Salento. Si tratta, quindi, di una sorta di esami di ammissione, cui saranno sottoposti gli amministratori pubblici del territorio. Se le risposte risulteranno esaurienti e soprattutto se saranno illustrate con precisione e considerazione, i predetti esaminatori del territorio si prodigheranno a convincere il potere “politico” a fare il resto, agendo di conseguenza. Altrimenti si assisterà ancora una volta al solito “flop” degli ultimi anni in tutti i settori con la totale chiusura delle fabbriche nell’area industriale di Manfredonia e quant’altro.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 23.05.2016)



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