Foggia
"Sul cosiddetto ‘baffo di Cervaro’ vanno compresi i dubbi e gli allarmi dell’opinione pubblica"

Scalfarotto: Foggia ha bisogno di impegno

"Dobbiamo saper trasferire questo ruolo dall’Ottocento al nuovo millennio.”

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Foggia – “Anche sul tema dei collegamenti ferroviari il Governo ha per Foggia la stessa partecipe attenzione mostrata per altre questioni” Lo dichiara il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi e parlamentare del Pd pugliese Ivan Scalfarotto. “Parliamo di un’attenzione” prosegue il sottosegretario “che ha prodotto fra l’altro lo sblocco della Valutazione di Impatto Ambientale per l’allungamento della pista del ‘Lisa’, che non ci fa perdere le speranze di un reinserimento del nostro scalo fra gli aeroporti di interesse nazionale, che ha comportato la presenza ed il concreto intervento del ministro Alfano sulla sicurezza, con la rapida e brillante soluzione da parte delle forze dell’ordine delle vicende che avevano maggiormente allarmato la cittadinanza.”

“Sul cosiddetto ‘baffo di Cervaro’ vanno compresi i dubbi e gli allarmi dell’opinione pubblica, con organi di informazione giustamente vigili” dice ancora l’esponente Pd “ ma la realtà resta quella che ho descritto diversi mesi or sono, sulla base di conformi informazioni ricevute ed oggi autorevolmente confermate: l’infrastruttura di Cervaro è dedicata al trasporto delle merci e non c’è alle viste alcuna idea di bypassare la stazione di Foggia per quel che attiene al traffico passeggeri.”

“Nessuno, tuttavia può ignorare” sottolinea il parlamentare “che l’avvento dell’Alta Velocità ferroviaria anche sulla linea adriatico-tirrenica meridionale metterà in discussione tutte le consolidate abitudini del trasporto su rotaia. Nuovi tempi e nuove sfide per le quali abbiamo il dovere di attrezzarci.”

“Da questo punto di vista Foggia ha bisogno di impegno, non di paure” conclude Scalfarotto. “Dobbiamo pensare ed operare in modo lungimirante, non per alzare improbabili e inefficaci barricate, ma per dare consistenza e valore al ruolo strategico e geograficamente cruciale della nostra città, di cui il nodo ferroviario non è la causa, ma l’effetto. Dobbiamo saper trasferire questo ruolo dall’Ottocento al nuovo millennio.”

Redazione Stato



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