Manfredonia
Al momento risulterebbe un solo indagato, ancora irreperibile

Manfredonia, omicidio Di Tullo: conclusi i rilievi del RIS

Nessuna novità è emersa relativamente al movente

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Manfredonia/Foggia. SONO terminate nel primo pomeriggio, dopo 2 giorni, le attività tecnico-scientifiche del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dell’Arma dei Carabinieri nell’ambito delle indagini correlate all’omicidio di Nicola Di Tullo, 46enne artigiano di Manfredonia, scomparso nel pomeriggio di sabato 2 aprile 2016 e il cui corpo è stato ritrovato senza vita all’indomani, in un’intercapedine di un muro di un casolare abbandonato in località Miscillo, in agro di San Giovanni Rotondo.

In seguito al trasferimento dalla Procura di Foggia del sostituto procuratore A.Marangelli, le indagini sono ora dirette dalle dottoresse R.Pensa e Simone. Le attività del RIS – all’interno di un’autocarrozzeria di Manfredonia, dove sarebbe avvenuta l’aggressione ai danni della vittima – sono state richieste per attestare la presenza nei locali di tracce biologiche e/o di sangue. Da raccolta dati, l’attività in questione sarebbe stata posta sotto sequestro solo da qualche giorno, a distanza di oltre 2 mesi dai fatti. Attesa ora la rimozione dei sigilli.

Si ricorda come lo scorso 11 aprile 2016 si era svolta a Foggia l’autopsia sul corpo della vittina, alla presenza della dottoressa dr.ssa Vita, dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti, del dr. Vittorio Cassiano, consulente in nome delle persone offese, familiari di Di Tullo, e del legale della famiglia, Avv. Gianfranco Di Sabato. Da raccolta dati, sarebbero stati confermati i primi riscontri derivanti dall’ispezione cadaverica: la vittima sarebbe stata colpita al capo con un oggetto contudente e con una fucilata al petto. In ogni modo, come informa il legale della famiglia Di Tullo, al momento non sono stati resi noto gli esiti dell’autopsia.

Al momento risulterebbe solo un iscritto nel registro degli indagati della Procura di Foggia, ancora irreperibile.

Nessuna novità è emersa relativamente al movente. Fra le ipotesi emerse quella di un ipotetico debito da saldare, ricordando la probabile degenerazione dell’aggressione poi terminata con il delitto. Successivamente all’omicidio, gli inquirenti avevano ascoltato parenti e amici dell’uomo. Si ricorda come non sarebbe stato mai ritrovato il cellulare della vittima, nè l’arma da fuoco utilizzata dall’aggressore o dagli aggressori, tantomeno sono state rilevate delle tracce di sangue nell’area dove il 46enne sarebbe stato visto l’ultima volta prima della scomparsa.

Come detto, Di Tullo sarebbe stato visto l’ultima volta nelle prime ore del pomeriggio di sabato 2 aprile mentre scendeva verso l’ingresso della strada – in Contrada Garzia – che a nord conduce verso una nota azienda latteo – casearia. In particolare si fa riferimento all’area situata nei pressi della sede del Commissariato, termine di Viale Di Vittorio, con strada che da Siponto conduce verso la SP141 e la SS89 per Foggia. Da raccolta dati, Di Tullo viveva con i genitori nei pressi della zona della scomparsa.

Prima di allontanarsi dall’abitazione, l’uomo avrebbe riferito di avere un appuntamento – che non ci sarebbe stato – con una persona. Precedentemente all’incontro, il 46enne avrebbe effettuato una telefonata – alla stessa persona – per chiedere un intervento dell’ambulanza e delle forze dell’ordine. Da qui la possibilità che l’uomo sia stato aggredito, e ferito, nei pressi della stessa area dove è stato visto per l’ultima volta. Mistero su quanto avvenuto in seguito alla chiamata con richiesta di soccorso.

Le ricerche sono state portate avanti anche dagli agenti del Commissariato di Manfredonia, dove è stata presentata la denuncia per la scomparsa.

g.defilippo@statoquotidiano.it

FOTOGALLERY ANTONIO TROIANO



Redazione STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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