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Rigenerazione aree urbane, Di Fiore chiede unità d’intenti

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Rignano Garganico. Prima seduta pubblica per il DPRU (Documento Programmatico Rigenerazione Urbana), a Rignano Garganico. Tanto ai sensi di legge per la partecipazione all’apposito bando pubblico deliberato dalla Giunta Regionale relativo alla selezione delle Aree Urbana e l’individuazione delle Autorità in attuazione dell’asse prioritario XII – Sviluppo urbano sostenibile SUS –POR FESR – FSE 2014 – 2020. La stessa si è tenuta, ieri sera, nell’accogliente Auditorium dell’ex-Chiesa del Purgatorio, cuore del centro storico di origine e fattura medievale, stracolmo per l’occasione di pubblico selezionato ed attento. Per lo più tecnici, amministratori e rappresentanti di associazioni varie. Al tavolo della presidenza c’era il nuovo sindaco della cittadina, Luigi Di Fiore, il suo vice, Emanuele Di Fiore, e l’assessore al ramo Giosuè Del Vecchio.

Comunque sia, a fare da mattatore è stato l’ingegnere Nicola La Macchia, tecnico incaricato della progettazione preliminare, dall’associazione dei Comuni contigui, di cui fanno parte, oltre a quello in questione, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, la cui popolazione è di gran lunga superiore a quanto previsto dalla legge per l’autonomia decisionale (più di 15 mila abitanti). Quest’ultimo, col suo affabulare semplice e stringato, ha spiegato per filo e per segno il complicato iter burocratico da superare, prima che la progettazione raggiunga la fase finale e quindi il finanziamento comunitario e la realizzazione. Gli ambiti urbani individuati da sottoporre alla cura di rigenerazione sono: centro storico, la predella che collega il paese alla località “la Croce” (pista di volo libero col deltaplano) e l’altra che abbraccia la zona ex-artigianale (Contrada della Difensola). Il tutto sarà coniugato con le esigenze dei centri abitati viciniori, che, in linea di massima, non sono dissimili da quelle sopra illustrate. E questo sia in termini di caratteristiche urbane sia di ampiezza e fenomenologia abitativa e sociale.

Va da se che il discorso di rigenerazione è diverso da quello della semplice riqualificazione di aree e fabbricatrigini e all’identità vera dei luoghi e delle persone. Non a caso uno dei presenti ha tirato fuori la necessità di indicare, alla fine di tutti gli interventi di ripristino e di abbellimento, l’abii, ma riguarda quello del ritorno alle otazione di nascita di questo o quell’altro cittadino illustre, unitamente ad un saggio sulla toponomastica. E questo con appropriate targhe lapidee. Tutto questo aiuterà gli alunni a conoscere le proprie origini e i turisti ad approfondire le proprio conoscenze. Dalla platea è intervenuto anche il rieletto consigliere comunale Pietro Bergantino (commercialista, già sindaco della città ed ora nelle file dell’opposizione del “Patto”), che ha chiesto chiarimenti sui confini del centro storico e sulla necessità di coinvolgere nel discorso di rigenerazione, altre zone come quelle di Portagrande e della piana di San Rocco, che segnano l’ingresso tradizionale verso il centro storico.

Il tutto si è concluso con l’appello del sindaco Di Fiore alle opposizioni (largamente presenti in sala) a collaborare e a lavorare assieme quando c’è di mezzo il bene supremo e il progresso della comunità.

(A cura di Antonio Del Vecchio, 23.06.2017)



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